“Sono la lepre molto avanti alla muta dei miei critici”

Virginia Woolf

Sabato, 30 Novembre 2013 01:00

È Funky-blues con i TheRivati

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Nell’ultimo periodo sto entrando in contatto con molta musica dell’underground napoletano e la cosa mi sta entusiasmando non poco e voi, mie cari lettori, appassionati di musica o chi è qui “per caso”, dico: “Mi dispiace!” ma siete costretti a sorbire le mie impressioni di novembre su questo fermento napulegno.
Dopo i Foja, una band sulla cresta dell’onda anche grazie all’abbinamento della loro musica con il cartoon di Alessandro Rak, L’arte della felicità, nelle sale in questi giorni e reduce da critiche più che positive, la mia attenzione si è spostata su un altro gruppo, o meglio un duo, di simpaticissimi e bravi musicisti e cantanti originari di Nola, Marco Cassese e Paolo Maccaro: ecco a voi i TheRivati, ladies and gentlemen.

Provate ad immaginare un ragazzo napoletano dalla voce graffiante e “consumata” come un membro dei The Doors: ad un certo punto questo strano gruppo creato ad hoc decide di andare in Brasile a trovare Sergio Mendes e tutti i grandi maestri della bossanova ma che, improvvisamente, John Lee Hooker abbia detto: “Questa contaminazione non s’adda fare!” e che l’abbia detto in napoletano stretto: St’ammisca francesca nun sadda fa’”. Troppo tardi. Il danno è stato già fatto. Per fortuna.
I TheRivati sono proprio questo, e per altro il loro nome suggerisce già una sorta di “derivazione”: il loro scopo è quello di fondere il blues e i suoi “derivati” con la musica italiana e le influenze della tradizione napoletana, un funky blues con venature di bossanova e il sangue che pulsa forte partenopeo nei testi molto irriverenti e sfrontati, ma trascinanti soprattutto nelle musiche e nella voce di Paolo Maccaro.
Nell’aprile del 2011, pubblicano il loro primo lavoro discografico Chiù Black ra' Midnight, un album che propone proprio un sound funky blues, swing, con venature di bossanova e il sangue che pulsa forte partenopeo nei testi molto irriverenti e sfrontati, ma trascinanti soprattutto nelle musiche.
Al disco partecipano musicisti come Eric Daniel, Dj Tayone e Clementino il rapper napoletano che ha raggiunto il grande pubblico grazie a brani come O’ Vient’ e di recente ascoltato nelle radio in un featuring con Jovanotti con il brano Fratello e che, carrambata, è proprio il fratellone del nostro Paolo Maccaro. Inevitabile quindi la collaborazione tra il rap di Clementino e i TheRivati, collaborazione che risale già al giugno 2010 grazie alla partecipazione di Paolo al singolo di Clementino La mia musica. Da consigliare soprattutto, nel primo album, sigaretta funk, oh baby che ho avuto la possibilità di ascoltare in versione solo chitarra, armonica e voce, durante una jam session (quanto è figo dire jam session da uno a dieci?) radiofonica.

http://www.youtube.com/watch?v=nli_e4raYPE

Il primo luglio del 2013 su YouTube esce Ma che me 'mporta 'e te, primo estratto dal secondo disco ufficiale, #Black e Sto dove sto, cortometraggio di Fabio Aprea, con le musiche dei TheRivati: il videoclip della canzone è nato dalla collaborazione tra i TheRivati e il regista Fabio Aprea, con l’intento di creare due opere strettamente legate tra loro. La canzone racconta di una storia d’amore, finita, ed è una riflessione su tutte le cose che si sarebbero volute, potute fare per salvare questo rapporto e, quando ormai non resta più nulla da fare, non resta che autoconvincersi che no, nun c’ n’e ‘mporta chiù. Il tutto condito da un tocco nostalgico garantito dalle musicalità della bossanova.

http://www.youtube.com/watch?v=XsHcSznh1wU

Il 24 Ottobre 2013 esce poi Peccerè, secondo estratto da #Black: il video, tutto da gustare dall’inizio alla fine,  è una storia di gangster  molto hardboiled, ed è interamente realizzato con la tecnica claymation, per intenderci, la stessa usata per il cartoon che ha turbato intere generazioni, Pingu. La musica stavolta si ricollega alla grande tradizione di bluesman napoletani.

http://www.youtube.com/watch?v=jcSpW8xF3aU

Il 14 Novembre 2013 esce finalmente #Black , secondo album ufficiale, interamente registrato con i GenteSeria4tet: il sound che ne viene fuori strizza l’occhio alla Napoli musicale degli anni ’80, che si fonde alla Black Music degli anni ’70.
E questo mi da il la per parlare proprio della copertina dell’album! La copertina del disco (foto dell'artista romano: Gesus Teisseyre e progetto grafico di Francesco “Paura” Curci) raffigura una donna di colore, da sempre simbolo della black music, con i seni  coperti in modo malizioso da due mani bianche di un uomo a simboleggiare l'intento del gruppo napoletano di servirsi, e quindi "mettere le mani", sulla musica degli afroamericani. E le mani sono proprio quelle di Paolo il quale, parlandone insieme, mi ha proprio descritto l’immane, insormontabile fatica di cotale gesto… È un duro lavoro, ma qualcuno dovrò pur farlo, vero Paolo?
Le tematiche affrontate nel disco sono il sesso, la droga, l'amore e (il più tradizionale dei temi blues) il viaggio in treno verso la città. Inoltre nell’album è presente un omaggio a Martin Luther King: Reverendo king jr. diviso in quattro parti e inserito tra le tracce con la funzione di interlude e collante del disco. Disco che è stato registrato interamente a Roma al Charleston Studio da Emanuele “PHL” Flandoli − che ha collaborato anche alla produzione artistica con i TheRivati stessi − ed è stato masterizzato a Milano da Luca “Night Skinny” Pace, all’Eden Garden Studio.
Una piacevole scoperta, evvai col funky-blues… yeeah.

 

 

NB. L'immagine d'apertura all'articolo è la copertina di #Black, vista da Antonella Depalma (part.)

 

 

 

#Black
di
TheRivati
chitarra, musiche Marco Cassese
voce, testi Paolo Maccaro
Tracklist #Black: 01 - Peccerè; 02 - Reverendo King Jr pt1; 03 - Parola di un Pusher; 04 - Reverendo King Jr pt2; 05 - Ma che me 'mporta 'e te; 06 - Reverendo King Jr pt3; 07 - 'O Treno; 08 - Reverendo King Jr pt4
etichetta Fullheads
registrato presso Charleston Studio
anno 2013

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