“Quando tutto manca, quando tutto ci delude, quando tutto appare come una disfatta irreparabile, forse una sola cosa mi resta sempre: 'a voce. È questa, per me, il piccolo scoglio su cui mi ritiro davanti alla visione di perigliose acque da cui sono scampato”.

Enzo Moscato

Sabato, 20 Luglio 2013 02:42

L'amore del cavallo solitario

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La Bella Estate è una rassegna di musica, cinema, letteratura, poesia, arte che si svolge al Carcere Borbonico di Avellino dal 5 luglio al 25 agosto. Lodevole iniziativa che, con la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Salerno e Avellino, della casa editrice Mephite e del Godot Art Bistrot – oltre che di personalità a vario titolo legate al mondo della cultura locale – rappresenta lo sforzo di organizzare un’offerta artistica proposta direttamente dagli appassionati e dai fruitori di cultura (in diversi ambiti e senza lo zampino dei famigerati “assessori” di nessun ente politico).

Le proposte musicali live sono state inaugurate venerdì 12 luglio con l’esibizione di Cheval Sombre, nom de plume di Christopher Porpora, giovane cantautore di New York che ha all’attivo due album in studio (Cheval Sombre, 2008 e Mad Love, 2012) e un live (edito solo in cassetta) condiviso con Sonic Boom, ex storico componente degli Spacemen 3 nonché suo produttore, più una manciata di singoli.
Il cantautore si presenta provvisto della sola chitarra acustica e intrattiene il pubblico eseguendo otto brani estratti dai suoi due album. Le canzoni assumono una veste inevitabilmente più dimessa rispetto alle versioni in studio, anche se i loro arrangiamenti erano già molto scarni ed essenziali nonostante il contributo di Sonic Boom e di personalità del calibro di Dean Wareham e Britta Phillips del duo – artistico e sentimentale – Dean & Britta. A questo punto mi piace parlare un po’ di questi ultimi: gli appassionati di indie rock conoscono Mr. Wareham già dai Galaxie 500 e poi per i Luna, formazione in cui è entrata la Phillips nel 2000, dopo una carriera come voce del personaggio principale della serie cartoon Jem e le Holograms e come membro dei Belltower (gruppo americano di shoegaze-pop trasferitosi a Londra per incidere il loro unico full-lenght con la partecipazione del frontman dei Levitation, ma soprattutto storico primo chitarrista degli House of Love, Terry Bickers).
Con un simile pedigree, il buon Christopher non disconosce le sonorità di amici e produttore, amalgamandole con un mood calmo e riflessivo che lo ascrive nel novero dello psych-folk di Bon Iver, Dm Stith, Boduf Songs, J. Tillman, ossia del cantautorato che al folk urbano preferisce quello suonato in totale immersione nella natura. È così per I Found It Not So, opener del concerto, ballad alt-country dalle oscure inflessioni. I Get Around evoca con la sua melodia malinconica i Galaxie 500 di fine ’80, mentre il folk-blues dilatato di Troubled Mind ricorda i Fleet Foxes più acustici. Someplace Else ha l’andatura del Paisley più oscuro e vellutato, Once I Had a Sweetheart è un sussurro notturno in punta di voce che vaga tra le ombre dei ricordi. Gli Spacemen 3 unplugged ispirano la psychedelia acustica di It’s a Shame prima che una personale e rallentata rilettura di Red Moon, dal repertorio dei The Walkmen (era su You & Me del 2008) segni la fine del concerto. Una performance in linea con l’atmosfera quasi autunnale delle scorse settimane, segno meteorologico dell’incertezza generale di questi ultimi mesi. Al di là di facili analogie, un’interessante testimonianza del cantautorato americano più intimo e raccolto.

 

 

 

 

La Bella Estate
Cheval Sombre
Voce e chitarra Christopher Porpora
Avellino, Carcere Borbonico, 12 luglio 2013

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