“La memoria è una forma di coraggio”

Jean Vilar

Lunedì, 20 Maggio 2013 16:41

Mamamu, Napoli: Love The Unicorn + Unhappy

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Andare ai concerti senza avere la benché minima idea di ciò che ti aspetta è sicuramente un rischio, perché magari proprio quella sera hai un tuo mood particolare e vuoi che sia assecondato, come se andare ad un live fosse pari ad accendere il nostro lettore mp3. A volte però può andarti bene: può capitare di ritrovarti con sorpresa ad ondeggiare il capo completamente preso dal ritmo e dal groove, il tutto con una certa dose di piacere mista a sorpresa.

Poi non c’è che dire: queste nuove generazioni di musicisti ci sanno fare e la cosa fa ben sperare.
La cosa che più colpisce è la lucidità con la quale prendono posizione all’interno delle nuove tendenze musicali.
È il caso degli Unhappy e dei Love The Unicorn che sabato sera si sono esibiti sul palco del Mamamu, storico localino del centro di Napoli al quale non occorrono presentazioni.
C’è molta gente, fuori e dentro, anche perché il caldo non ancora eccessivo rende possibile la fruizione delle esibizioni senza eccessive perdite di liquidi. Gran parte del pubblico è composto da quelli che ormai vengono comunemente etichettati come hipsters.
Gli hipsters si distinguono per i seguenti elementi:

 

1- pantaloni skinny col risvolto;

2- camicie a quadri e dalle stampe più varie;

oppure

2- magliette a scolli ampi e dalle stampe più varie;

3- scarpini classici;

4- gran ciuffi.

 

Il Mamamu per l’occasione presenta un’atmosfera molto internazionale.
I primi ad esibirsi sono gli Unhappy, gruppo di Napoli, che si presentano con aria spavalda – sfacciati ed irriverenti – e propongono un indie-rock fatto di suoni dal sapore vintage, poco distorti, e di ritmiche punkeggianti.
Acclamati dal folto gruppetto di giovanissimi fan accorso in supporto, suonano con piglio e divertono molto, anche perché scherzano continuamente tra un pezzo e l’altro, sia tra di loro che col pubblico.
Sembrano sapere il fatto loro i Love The Unicorn, gruppetto di giovanissimi ispanici arrivati direttamente dalla Grande Mela, almeno così sembra, salvo poi scoprire che sono di Roma!
Già il nome si presenta evocativo, con quell’unicorno che rimanda agli animali immaginari e all’atmosfera trasognata e infantile dei Miny Pony (http://www.youtube.com/watch?v=evIj6L9oMZA); i suoni che tirano fuori dalle due chitarre, dal basso e dai due sintetizzatori confermano questa sensazione. Si tratta di sonorità ricche di riverbero, come la tradizione dell’indie-pop insegna, al servizio di pezzi dotati di una spiccata melodia e dal ritmo coinvolgente. Sembrano smaliziati e lo sono, suonano senza sbavature rendendoci un piacevolissimo live.
Quando esci dal quel piccolo buco pieno di gente sorridente, che si è mossa a tempo insieme a te, sei stranamente ottimista, e non è una cosa tanto comune di questi tempi. Sei ottimista perché questa gioventù è tutt’altro che bruciata, non si tratta affatto di ragazzetti che con quel look si atteggiano ad abitanti di una metropoli, di un paese, insomma di un posto che non sembra essere il loro: questa gioventù ha trovato un modo di resistere, e sprizza intelligenza e capacità dai tanti occhietti vispi che incroci con lo sguardo!

 

 

 

Love The Unicorn + Unhappy
a cura di
Gold Soundz Forevah
Napoli, Mamamu, 18 maggio 2013

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