“Uno scrittore dovrebbe vivere in provincia: non solo perché qui è più facile lavorare, perché c'è più calma e più tempo, ma anche perché la provincia è un campo di osservazione di prim'ordine. I fenomeni, sociali, umani e di costume, che altrove sono dispersi, lontani, spesso alterati, indecifrabili, qui li hai sottomano, compatti, vicini, esatti, reali”.

Luciano Bianciardi

Martedì, 05 Marzo 2019 00:00

Giorni di caccia

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Torna la notte, e con lei si accendono le tenebre − spiragli di vicoli addormentati − cullate dalle luci calde e leggere sospese tra cielo e terra, tra strada e ricordi, petali, accordi.
Torna la notte, nell'abito scuro del blues, note di inchiostro, di labbra incarnate nel rock.
Emozioni in perenne conflitto si danno addio per ritrovarsi amanti nell'album d'esordio (autoprodotto) di Jennifer V Blossom (alias Valentina Costanzo), Hunting Days, frutto di una maturazione intima e musicale cullata nel corso di una lunga esperienza artistica che aveva all'attivo il progetto The Over the Edge.

Jen V Blossom debutta dal 30 settembre 2018 con un album ben lontano dagli esordi “cruenti” del rock giovanile che l'hanno vista crescere e sperimentare, comporre, improvvisare, imparare. Quando il bozzolo era maturo, simile ad una farfalla nostalgica, Valentina ha preferito raccogliere i resti della precedente incarnazione, tessendone nuovi spartiti.
Complice una voce suadente − orgasmo tra le note, adesso soffice ed eterea, d'improvviso ruvida e spietata come pioggia di vetro... e dolce, delicata e profumata di fiamma e di candela − Hunting Days è un prisma, un cristallo lavorato all'oscurità di una pura e grezza metamorfosi.

“Ouch! How bad that it made me that blade dropped until a  the bottom to my heart! When I saw you get in the sun... You were so full... You were so beautiful...”.
(“Ouch! Quanto male che mi ha fatto quella lama scesa fino in fondo al mio cuore! Quando ti ho visto arrivare nel sole... Eri così piena... Eri così bella...”).

Apre il disco l'imprevedibile ed inafferrabile 3am, una belva dai ruggiti affilati in una corsa sfrenata, affamata e a caccia di prede, ognuna delle quali, una dopo l'altra, ci accompagna dall'inizio alla fine di questo piccolo grande viaggio. Giocano a tal senso chitarra e batteria, inseguendosi in una sorta di danza ritmata che richiamano quasi l'andamento di una strana locomotiva.
E il viaggio è lungo, piacevole e pieno di bellissimi paesaggi.
Il blues ardente di Scent of Flowers non risparmia nulla, la voce è potente, le corde sono battiti di ali nella tempesta.

“You've moved away the curtains to let in the light. This room has been closed for too long time. The smell reminiscent of cowards who hide under the blankets”.
(“Hai spostato via le tende per far entrare la luce. Questa stanza è stata chiusa per troppo tempo, il che ricorda l'odore dei vigliacchi che si nascondono sotto le coperte”).

Subito dopo, la quiete.
Jennifer ricorda di essere Valentina, la ragazza di Come se Nessuno Mai, l'usignolo dal canto lieve e combattuto.
“Credi sia complicato da spiegare. Mentre invece io, che ti guardo fuori e dentro. Vedo soltanto... te...”.
Fragile, come non avesse il coraggio di sciogliere il sigillo del sospiro e darsi ad uno sfogo fiero, orgoglioso.
La paura pian piano scompare, “V” spalanca la finestra.

“And I pray that your eyes fall on me. Sometimes there doesn't seem to be more to do but. Instead...”.
(“Ed io prego che i tuoi occhi cadano su di me. A volte non sembra esserci altro da fare. Ma  invece...”).

Un salto ed è libera, nel giardino dove si ritrovano gli amanti di As Two Lovers. Eppure, quando tutto sembra essersi fatto sottile bisbiglio, ecco emergere dal profondo dell'anima il richiamo di un rock ancora quasi sussurrato, ridotto all'essenza. I toni aspri di Non, Je Regrette Rien sfidano le melodie disperate e suadenti della originale Edith Piaf. Perché Valentina è anche una bambina che sa come giocare e divertirsi, ascoltarsi, darsi la possibiltà per esibirsi con ciò che ha amato e da cui è stata amata.
Ma è con Nel Blu dipinto di Blu che si rivela la partitura segreta della sua anima. Nessun omaggio forzato al grande Modugno, nessuna imitazione, non ci sono vanità ed esibizionismo, solo amore, calore, speranza, l'infinito perdersi tra le nuvole oltre il limite e ancora più in su e...

“ma tutti i sogni nell'alba svaniscon perché
quando la luna tramonta li porta con sé,
ma io continuo a sognare negli occhi suoi belli
che sono blu come un cielo trapunto di stelle...”.
(Domenico Modugno)

... e lei vola, danza, plana, leggera tra le correnti che dalle sue labbra sfidano il cuore a fidarsi di più, e le dita sulle corde sono falene tra l'erba notturna bagnata di sonno e rugiada. Non ci sono esitazioni, inutili fuochi d'artificio. C'è solo quel che occorre alla canzone per farsi limpido specchio d'acqua e melodia.
Serena come un risveglio di primavera prosegue A Bit Like Going Back.

“All these voices resonate in the air. All these vibrations make the heart beat. Each scent of spring will be a bit like going back”.
“Tutte queste voci risuonano nell'aria. Tutte queste vibrazioni fanno battere il cuore. Ogni profumo di primavera sarà un po' come tornare indietro…”.

Ma non sono fiori senza spine:

“Sai quanto la paura ti fa sentire perso nel selvaggio. Senza via d'uscita. È il momento di combattere”. 
(“You know how much fear makes you feel lost into the wild. No way out. It's time to fight”).

Artigli intravisti tra i verdi ricordi e la malinconia di Hunting Days (che dà il titolo all'intera opera). Qualcosa, però si risveglia dal profondo. Dicono che ad ogni ombra sia dovuta un'anima, che risplende di luce nel cuore di un sogno. Riflessiva, affiora Harsh Stuff:

“When everything begin, slips. When everything ends, sinks”.
(“Quando tutto comincia, scivola. Quando tutto finisce, affonda”).

È un lamento nel tramonto per il treno che è arrivator; ma è From my Lips a pronunciare l'incantesimo, perché non manca molto alla promessa del ritorno.

“When the time don't press. When remains in silent the din of crowd. Ends the pass of  the hours. It's  there, that does much more noise”.
(“Quando il tempo non preme. Quando rimane in silenzio il frastuono della folla. Termina così il passare delle ore. È lì, che si fa molto più rumore”).

Infine, tutto tace.
È la notte che è tornata, vera, autentica.
Splende la luna tra i suoi bianchi diamanti − la Musica.
Ed è voce del silenzio.





Hunting Days − Chapter I
Jen V Blossom
voce e chitarra Jen V Blossom
batteria Stefano Costanzo
basso e contrabbasso Renato Grieco
tracklist: 1. 3am; 2. Scent of Flowers; 3. Come se Nessuno Mai; 4. As Two Lovers; 5. Non, Je Regrette Rien; 6. A Bit Like Going Back; 7. Hunting Days; 8. Nel Blu dipinto di Blu; 9. Hard Stuff; 10. From my Lips

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