"Era ancora il tempo degli artisti, nel senso che questa parola poteva avere nel lento crepuscolo del Novecento, quando un poeta, un pittore, un regista erano esseri umani investiti da una vocazione, e la loro vita non era un pettegolezzo, una delle tante variabili mercantili della celebrità, un'attraente carriera mondana, ma una storia vissuta ai limiti dell'umano, spremuta fino all'ultima goccia"

Emanuele Trevi

Lunedì, 05 Febbraio 2018 00:00

Testardamente Joe Barbieri

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Per origami si intende l'arte di piegare la carta; esistono tradizioni della piegatura della carta anche in Cina, tra gli Arabi ed in occidente, ma è il Giappone la sua patria d’origine.
Alla base dell'origami ci sono i principi della religione shintoista che vede nelle forme dei fogli di carta, nella loro complessità e fragilità e nella loro possibilità di riproduzione, i principi del ciclo vitale.

L’eterno ritorno della vita dopo la morte e la morte come naturale e necessaria parte del tutto. Ma anche la leggerezza, l’apparente fragilità, la perfezione dell’essenza.
Ma Origami è anche il titolo dell’ultimo album del grande Joe Barbieri, che torna a casa, in Campania, con la tappa di Origami Tour dello scorso 2 febbraio al Teatro Summarte di Somma Vesuviana (NA).
Sono le 22:30 circa quando l’artista napoletano sale sul palco con la sua band all’interno della bellissima e pregevole rassegna Jazz & baccalà del Teatro Summarte che si unisce al Napoli Jazz Winter per offrire agli amanti del genere momenti di rara poesia.
È Un posto qualunque ad aprire il concerto, seguita da tante delle tracce presenti in Origami, reso pubblico il 19 maggio 2017, anticipato dal singolo Una tempesta in un bicchiere d’acqua e contenente la partecipazione del musicista jazz Paolo Fresu nellla canzone Rinascimento.
Un album che viene pubblicato dopo due anni dal precedente Cosmonauta da appartamento e che mantiene la linea essenziale dell’artista, profondamente jazz e profondamente mediterranea. Una conferma di quanto la musica di Barbieri sia una musica a parte, un marchio unico e ben identificato: un sound che assomiglia solo a se stesso e a nessun altro.
La serata è interamente dedicata ad Origami; ma accanto a tracce come, Rinascimento, Buongiorno signorina (la cui tenerezza è ben esplicata dallo stesso Barbieri che la introduce dicendo anche questa sera questa canzone è dedicata a mia moglie), c’è spazio anche per Itaca e Zenzero e cannella.
Di grande spessore sono i musicisti che lo accompagnano: Antonio Fresa, magistrale al pianoforte (lo vedremo presto a Sanremo a dirigere il trio in gara Vanoni − Bungaro – Pacifico), Stefano Jorio  al violoncello e Giacomo Pedicini al basso acustico.
Il concerto termina verso le 00:15 circa e manda tutti a casa pacificati col mondo e le sue brutture: come a dire che la bellezza esiste e resiste nel ciclo naturale delle cose, basta andare nei posti giusti o anche in un posto qualunque.





Jazz & baccalà
Joe Barbieri
Origami Tour 2018
chitarra e voce
Joe Barbieri
batteria
Sergio Di Natale
pianoforte
Antonio Fresa
violoncello
Stefano Jorio
basso acustico
Giacomo Pedicini
light designing
Renzo Serafini
Somma Vesuviana (NA), Teatro Summarte, 2 febbraio 2018

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