“Sai quello che succede con le poesie? Un giorno sembra che l'hai pensata tu. E non sai se sei stato tu a raggiungerla o è lei che ha raggiunto te".

Daria Deflorian

Venerdì, 26 Dicembre 2014 00:00

L'esposizione sonora di Luca Bonato

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Un album è sempre un viaggio. Un viaggio sonoro, metaforico e semantico nell’universo personale del musicista che ne è l’autore. Ho sempre avuto una grossa fascinazione verso i cosiddetti concept album, vere e proprie opere discografiche che girano tutte intorno ad un tema e che, man mano che si va avanti nella tracklist, si evolvono in una storia che ha un inizio, uno sviluppo e una fine: è come leggere un libro in note.

È forse quello che ha tentato di fare Luca Bonato, cantante e bassista attivo da fine anni '90, che dopo gli esordi con i Primasfera – ricordiamo DemoAutoprodotto del 2001 e I grandi vuoti del 2004 – e poi con gli Ipnosi, nel 2006 entra nei Violassenzio, pubblicando gli album Andrà tutto bene... e Nel dominio con la ALKA Record Label, etichetta discografica indipendente rock/indie attiva dal 2005.
Uscito dai Violassenzio, decide di sperimentare la sua arte a trecentosessanta gradi e inizia a lavorare sulla grafica di copertine per Koinè e Cosmic Box, oltre a proporsi come DJ con l'acronimo di L.Bonated.
Sempre in contatto con l’ALKA Record Label, pubblica con loro nel 2013, il suo album L’esposizione, scritto e registrato in gran parte a casa e rifinito al Freedom studio con l'aiuto di Michele Guberti e Stefano Naldi. Il titolo, che può sembrare molto banale di primo acchito, in realtà non lo è nella sostanza: è una vera e propria esposizione, musicale da un lato, artistica in senso stretto dall’altro per i rimandi al mondo dell’arte e dei colori, nero e blu in particolare.
Si intravede la passione del musicista per l’arte e la grafica, già a partire dalla copertina dell’album: un senso di solitudine e inquietudine che mi ha ricordato l’arte di Munch. La nota introduttiva sulla copertina del disco lascia svanire ogni dubbio: "Quella sera arrivò in perfetto orario e depositato l’invito raccolse il proprio calice. A quel punto iniziò a girare le stanze della casa; anche se era in perfetta solitudine si accorse da subito d‘avere degli occhi puntati addosso. Non avrebbe mai pensato che i quadri potessero diventare come specchi e che il pezzo da novanta dell‘esposizione sarebbe stato lui".
Bonato pone sotto una lente di ingrandimento se stesso e la società, e lo fa attraverso la musica e l’arte trasformando quest’ultima in una metafora dell’essere umano e della realtà che ci circonda.
La voce non resta impressa per intensità e originalità, ma la musica è molto curata a partire dalla prima canzone, Nella casa dei ritratti, fino all’ultima, È come starmi accanto, pezzi che costituiscono la perfetta cornice di questo quadro musicale. Un album in crescendo, dove l’artista si inizia davvero ad apprezzare e si inizia ad entrare a pieno nel suo mondo dal brano Sangria: un bell’attacco, una sorta di momento memento in cui Luca Bonato si ricorda chi è facendo un salto nel suo passato suggerendoci di vivere appieno l’attimo perché i “giorni e i giochi passano, corrono come cavalli”.
Non mancano i brani forti di denuncia sociale come Non mi basta mai, Un curatore e L’altra guancia. Una tripletta sull’importanza di non stare a guardare mentre il mondo va a pezzi, sull’omertà dilagante e soprattutto su quanto i nostri occhi e le nostre orecchie siano ormai abituati a questo mondo che gira al contrario: “chi ha paura muore ogni giorno”, canta Bonato.
Il brano che ho apprezzato di più è senza dubbio il numero quattro dell’album: La necessità.
Mi piace il titolo, semplice, essenziale e che può voler dire tutto e niente: quali sono le cose che reputiamo davvero necessarie? Siamo completamente immersi in un cumulo di relazioni sociali e di oggetti che spesso sono superflui e di cui, fino a poco tempo fa, non sentivamo l’esigenza.
Ci siamo scordati di noi stessi, di guardaci allo specchio in profondità: chi siamo veramente?
Per Luca “siamo solo ciò che osiamo, non quel che rinunciamo” e allora osiamo, osiamo!
L’arte del vivere, non è né nei quadri, né sui libri, ma nelle nostre mani.
Grazie a Luca per avermelo/avercelo ricordato.

 

 

 

 

L’esposizione
Luca Bonato
voce e chitarra
Luca Bonato
batteria
Stefano Naldi
chitarre
Michele Guberti, Mattia Menegatti
programming
Federico Viola
distribuzione
ALKA Record Label
tracklist: 1. Nella casa dei ritratti; 2. Hai suonato per le stelle; 3. Sangria; 4. La necessità; 5. Non mi basta mai; 6. Un curatore; 7. L’altra guancia; 8. L’esposizione; 9. Prospettive; 10. Vinci tu; 11. Emilia; 12. È come starmi accanto

 

 

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