"Era ancora il tempo degli artisti, nel senso che questa parola poteva avere nel lento crepuscolo del Novecento, quando un poeta, un pittore, un regista erano esseri umani investiti da una vocazione, e la loro vita non era un pettegolezzo, una delle tante variabili mercantili della celebrità, un'attraente carriera mondana, ma una storia vissuta ai limiti dell'umano, spremuta fino all'ultima goccia"

Emanuele Trevi

Venerdì, 21 Marzo 2014 00:00

Il fuoco di paglia nel ménage à trois

Scritto da 

Ps.: materiale altamente ironico, maneggiare con cura.
Chi di voi non si è mai trovato – anche solo mentalmente – in un ménage à trois?
Be’, questa cosa da ciovani può essere allettante ma vi garantisco che più passa il tempo più è difficile rapportarsi con se stessi e il proprio corpo figuriamoci se si aggiungono secondini e terzini in campo. Un papocchio che non vi dico, insomma un fuoco di paglia destinato a spegnersi con il primo cedimento di giovinezza.

È questo il tristo caso del trio toscano Fuochi di Paglia (be’ un nome, una garanzia direi) e puntuale come un cuculo svizzero arriva la mia prima squalifica. Lo definirei un esordio discografico difficile ma tutto sommato coraggioso per la complessità e la ricercatezza testuale. Il disco in questione è, appunto, Ménage à trois nato lo scorso dicembre con la co-produzione di Labella Studio Recordings.
I fuochi, neanche a dirvelo, sono tre: Fuoco G (Gabriel Stohrer, chitarrista e cantante), Fuoco S (Stefano Nassi, percussioni e cori) e Fuoco C (Cristiano Minelli, contrabbasso, basso e cori). Il ménage è piuttosto aperto; infatti, ultimamente ha accolto il quarto fuoco ovvero Fuoco B (Giuseppe Alberti alla tromba e quant’altro).
Per me, e la mia opinione è davvero poco autorevole, ci sono due tipi di musica: la musica e tutto il resto. Questo è il secondo caso. L’approccio musico-scanzonato dei FdP a metà tra folk-cantautorato sperimentale (loro lo definiscono “cantautorato viscerale”) con talvolta accenni ska/punk e chi più ne ha più ne metta non convince. C’è bisogno di altro, c’è bisogno di restare nella memoria dell’ascoltatore e ciò non accade.
Non c’è coesione tra testi – troppo articolati – e temi musicali dal sound confuso, e poi è sempre un azzardo (e soggettivamente qui risulta fastidioso) ricorrere ai cori. Insomma, troppa confusione e idee che all’origine possono essere brillanti ma che tradotte in pratica non rendono.
Ripetitività, nell’accezione più negativa che ci sia, è l’aggettivo per me ricorrente in ciascuna traccia dell’album e la peggiore a tal proposito credo sia proprio Pacmaaaaaaan.
Il punto di vista qui abbastanza critico cambierebbe un tantino se, ad esempio, ascoltassi i FdP in un “ritrovo sociale”, ad esempio in un pub o ad un falò estivo.
Non mi dilungherò molto come mio solito, le tracce sono dieci, piuttosto prevedibili dal punto di vista ritmico mentre per quanto riguarda quello testuale-stilistico si varia tra più tematiche sociologiche e sono sempre le stesse (lavoro che non c’è o se c’è è zoppo, società, amori naufragati) ma trattate con ironia e con un tantino di attenzione in più (non so se voluta o meno) per quanto riguarda le rime e le allitterazioni. La traccia che preferisco è Ogni cantautore, se non altro perché esprime un concetto semplice: “ogni cantautore è anche un po’ un attore, ogni cantautore è un disertore e si defila, si sente male, quando si tratta di guidare un trattore”. Ultima traccia La ballata di Maria dedicata al canale di (falsata e vacua) comunicazione per eccellenza: la televisione e i suoi mostri, soprattutto quelli degli anni Ottanta. I coretti in falsetto ricordano vagamente quelli che Lucio Battisti faceva a se stesso in Eppur mi son scordato di te, be’ questo accostamento è un onore.
Godeteveli se potete, non è cosa mia, sono vecchia e poco cantautoriale contemporanea.

 

 

Fuochi di Paglia
Ménage à trois
(2014)
etichetta Labella Studio
tracklist 1. Carciofo da pinzimonio; 2. Io sono un introverso (Nuvole rosa); 3. Ogni cantautore; 4. Tranquillo; 5. Pacman; 6. La fetta; 7. Parvenu; 8. … e sì che gracidan le rane; 9. Le sorelle Tisana; 10. La ballata di Maria
Testi e musiche Fuochi di Paglia
chitarra e voce Gabriel Stohrer
percussioni e cori Stefano Nassi
contrabbasso, basso e cori Cristiano Minelli
tromba Giuseppe Alberti

Info e link utili sui Fuochi di Paglia:
Official Facebook page: https://www.facebook.com/fuochidipaglia
Ascolta l’album qui: https://soundcloud.com/fuochidipaglia

PS1: La foto copertina è di Cristiano Minelli. (http://www.labellastudio.it/produzioni/fuochi-di-paglia-menage-a-trois)
PS2: l’immagine di copertina è di Roberta MOn (http://www.robertamon.com/)

Lascia un commento

Sostieni


Facebook