“Quando tutto manca, quando tutto ci delude, quando tutto appare come una disfatta irreparabile, forse una sola cosa mi resta sempre: 'a voce. È questa, per me, il piccolo scoglio su cui mi ritiro davanti alla visione di perigliose acque da cui sono scampato”.

Enzo Moscato

Giovedì, 27 Febbraio 2014 00:48

Svincolarsi dalle condizioni

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Palco libero al Trianon è una rassegna indipendente per la valorizzazione della musica e dei musicisti campani. Lo storico teatro di Piazza Calenda offre il suo palco a gruppi musicali di ogni genere, mettendo a loro disposizione una strumentazione ed una acustica fuori dal comune per band abituate, per lo più, a contesti molto meno professionali. La seconda serata di questa interessante iniziativa ha visto alternarsi sul palco quattro formazioni: David Green, Concetto Etico, Melt! e Stella Diana.

Inizia Davide Verde, cantante dei V-Device, che però in questa occasione presenta il suo progetto solista acustico David Green, cimentandosi con un genere che, come recita la locandina di presentazione, “spazia tra Johnny Cash e Chris Cornell”. Non è chiaro, quindi, il motivo per cui il repertorio venga proposto live in trio chitarra/basso/batteria, disattendendo completamente le aspettative. Nella mia personale, maldestra distrazione iniziale, causata da penne cadenti e telefoni volanti, e che mi impediva la visuale diretta della scena, per un attimo mi era sembrato che si fosse materializzato sul palco Eddie Vedder in carne ed ossa. Una voce, quella di Davide, che molto ricorda quella del frontman dei Pearl jam, ma che, per la verità, pretende un po’ troppo da se stessa, risultando a volte un po’ strozzata in ottave azzardate, mentre si comporta piuttosto bene nel registro basso, rivelandosi piacevole e calda. Riguardo ai pezzi presentati nello specifico, probabilmente avrebbero reso maggiormente nella veste originaria con la sola chitarra acustica a fare da sottofondo. In questa forma invece risultano poco fruibili, forse per colpa di arrangiamenti ed adattamenti alla versione elettrica, un po’ piatti e messi su frettolosamente per l’occasione, e, quindi, di scarso impatto emotivo.
Discorso simile per i Concetto etico, band che si costituisce nel ’97 e che suona per lo più in centri sociali e locali del centro storico di Napoli, che ha messo su anche un collettivo musicale allo Ska, e che ha realizzato persino una sala prove all’Officina 99. Anche qui quello che colpisce maggiormente l’ascoltatore è sicuramente la voce di Sergio D’Amico, potente e precisa, ma anche sapientemente ponderata all’occorrenza. La sensazione generale che ne deriva è che i brani proposti non siano all’altezza della leading voice, che meriterebbe invece melodie di più ampio respiro. Rock ruffiano nella sua semplice composizione, talvolta spaziante nel metal, ma che non lascia un’impronta decisa e definitiva nemmeno nel cantato, per lo più  monotòno e, a volte, un po’ troppo urlato. Segno di un gusto musicale che sicuramente ha fatto scuola, soprattutto negli anni ‘90, ma che all’attualità risulta un po’ datato.
È poi la volta dei Melt!, recentemente riunitisi dopo anni di silenzio, con il subentro di Francesca Filippi al basso, a dare una nota di virile femminilità. Anche qui la presentazione parla di grunge, ma la fattura dei brani, perlomeno di quelli proposti nell’occasione, riporta ad altri riferimenti, che con il grunge hanno ben poco a che fare. Sicuramente una performance di grande energia, probabilmente conferita anche da una certa esperienza a calcare i palchi. Tanto energica quanto, ahimé, poco interessante da un punto di vista prettamente musicale: rock abbastanza ordinario e che mostra i segni del tempo, circostanza quest’ultima, che non denota un aspetto negativo in assoluto, ma che non permette di discostarsi da se stessa e da una certa celebrazione ed autocelebrazione poco propositiva ed incline a guardare al presente, a sintonizzarsi su gusti nuovi. Non si parla di stravolgere un proprio credo, ma di aggiornare un linguaggio non solo musicale, ma anche di presenza scenica (che, si badi, non manca affatto!), che scongiuri il rischio di scadere nell’inedia e nell’indolenza espressiva.
A chiudere la serata gli Stella Diana, definiti dalla stampa specializzata come “una delle poche credibili realtà shoegaze italiane”. E finalmente si ascolta quanto promesso. Tappeti musicali pregni di riverbero a creare atmosfere sospese, in cui ben si inserisce la voce delicata di Dario Torre, che risulta sempre amalgamata al contesto, mai fuori dalle righe, ma, anzi, capace di essere strumento di completamento e supporto, più che assoluto e prevalente punto di riferimento melodico. Un sound decisamente internazionale, difficile da ascoltare nei patrii confini, probabilmente perché “poco radiofonico”, come amano dire gli addetti ai lavori, ma di sicuro impatto live. Leggero ma deciso, avvolgente nei finali dilatati, nelle ripetizioni ossessive delle sequenze di accordi, nei dialoghi tra le chitarre, senza predomini né tediosi assordanti assoli. Decisamente un bel sentire. Alla fine anche gli altri gruppi ancora presenti e, per l’occasione, concorrenti, richiedono il bis per quella che è stata sicuramente la performance più coinvolgente e stimolante tra le quattro intervenute.
Nota stonata, a contrasto con la piacevole serata, la scarsa affluenza di pubblico. Lo stesso Gennaro Pasquariello, direttore editoriale e presentatore della rassegna, lo denota sottilmente e con amara ironia.
Iniziative come queste sono occasioni irrinunciabili per la musica campana, e, francamente, è sconfortante vedere semivuota la platea di uno spazio di indiscutibile potenzialità espressiva e di ascolto, a fronte del sovraffollamento dei soliti pub schiamazzanti e maleodoranti. Manca la cultura del pay per listen.
E se si includessero nel prezzo del biglietto di ingresso patatine e coca alla spina? Magari la risposta di pubblico sarebbe diversa...
Chissà che non sia una buona idea.

 

 

Palco Libero al Trianon
(seconda serata)

David Green
Davide Verde (voce e chitarra)
Luca Bravaccino (batteria)
Giacomo Salzano (basso)

Concetto etico
Sergio D’Amico (voce)
Nevio Pizza (chitarra)
Vladimiro D’Amico (basso)
Luca Bravaccino (batteria)

Melt!
Vanni D’Alessio (chitarra e voce)
Pasquale Punzo (chitarra solista)
Francesca Filippi (basso e voce)
Giulio Grasso (batteria)

Stella Diana
Dario Torre (chitarra e voce)
Giacomo Salzano (basso)
Roberto Amato (chitarra)
Davide Fusco (batteria)
Giuseppe Colucci (sax)


Napolli, Teatro Trianon, 25 febbraio 2014

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