“Che diamine, se sapessi chi è Godot non credete che l'avrei detto nell'opera?”

Samuel Beckett (ai critici)

Andrea Pezzè

I deliri positivisti di Alberto Laiseca

L’inarrestabile fucina letteraria di Arcoiris ci offre uno dei suoi gioielli più rari. Alberto Laiseca (1941-2016) è la punta di diamante del capillare lavoro di diffusione della cultura letteraria latinoamericana promosso dalla collana Gli eccentrici. Dopo Avventure di un romanziere atonale, pubblicato nel 2013, esce Uccidendo nani a bastonate, una raccolta di racconti pubblicata originariamente nel 1982. Uccidendo nani a bastonate è la chiave d’accesso per conoscere alcune ossessioni letterarie di Alberto Laiseca, tra cui non annoveriamo l’idea di iniziare un titolo con un verbo al gerundio (il titolo originale è Matando enanos a garrotazos).

La storia segreta dell’Ecuador

Il numero 27 della collana Gli Eccentrici di Arcoiris è un’opera decisamente diversa da quelle precedenti. Nonostante non si tratti dell’opera più datata della collana, possiamo considerare il romanzo di Valdano un esempio classico del romanzo moderno. In attesa del giorno ripercorre per genere e contenuti un momento fiorente, ma in apparenza esaurito, della letteratura ispanoamericana e finanche peninsulare. In attesa del giorno è, infatti, un voluminoso romanzo storico.

Alberto Chimal. Garantisce Roberto Bolaño

Il 2017 inizia con una nuova pubblicazione latinoamericana a firma “Gli Eccentrici” di Arcoiris. Si tratta della traduzione di una parte di Siete. Los mejores relatos de Alberto Chimal, del 2012, una delle opere che colloca il messicano in uno spazio narrativo latinoamericano da lui gelosamente ritagliato e consolidato.
Partiamo dall’inizio.

Ayotzinapa

L’antologia poetica 43 poeti per Ayotzinapa non compare nella collana a cui siamo abituati, vale a dire Gli eccentrici.

Tutta colpa di Borges...

Ormai è chiaro: la letteratura argentina è un sistema di segni ed esercizi di stile con una sua fisionomia e indipendenza; ha sviluppato un modo d’essere che la distingue dalle altre letterature in lingua spagnola, pur rimanendo vincolata alla tradizione linguistica. Può piacere enormemente, oppure può suscitare antipatia o addirittura avversione. A volte può sembrare scontata, altre volte sorprendere.

Di giganti, mostri, alieni e altre amenità

Luciano Lamberti è uno scrittore argentino della mia generazione. Nato a Córdoba nel 1978, è autore di quattro opere, la prima del 2008 (San Francisco Córdoba) e l’ultima del 2016 (La maestra rural). Il pappagallo che prevedeva il futuro è stato pubblicato in spagnolo nel 2012 e ha riscosso ottime critiche e un buon numero di lettori. Gran Vía lo propone in italiano nella bella traduzione di Vincenzo Barca.

Esiste un narrativa dell’orrore ispanoamericana?

L’ultima pubblicazione della casa editrice salernitana Arcoiris è Racconti ispanoamericani del terrore del XIX secolo, un’antologia eccentrica, giustamente inserita nella collana omonima. Gli autori proposti rappresentano aree culturali e nazioni latinoamericane molto diverse fra loro. Per ragioni economiche e demografiche, sono ovviamente maggiori in numero gli scrittori messicani (Alejandro Cuevas e Casimiro del Collado) e argentini (Juana Manuela Gorriti, Leopoldo Lugones, Carlos Octavio Bunge).

Libertella e la memoria sepolta

La prima opera di Mauro Libertella, proposta in italiano dalla coraggiosa casa editrice Caravan e tradotta da Vincenzo Barca, ci mette di fronte a una questione spinosa. Quanto è ingombrante un padre? Soprattutto, sia il padre uno scrittore o faccia qualsiasi altro mestiere, quanto è complesso ripercorrere le sue tracce, cimentarsi nella stessa occupazione, intellettuale o manuale? Stando a Scritto sulla tua terra e all’insieme di paratesti che lo accompagna, l’operazione da complessa sembra diventare impossibile.

Mi sento i serpenti su tutto il corpo: che orrore!

Dopo “l’immorale” romanzo di Iosi Havilio Opendoor – un piccolo caso editoriale in Argentina –, la casa editrice Caravan ci ripropone un giovane autore argentino. La scelta non sembra casuale e, al contrario, le due opere sono collegate da un filo conduttore da identificare nella figura di César Aira.

L'eccentrica duplicità di César Vallejo

La casa editrice Arcoiris aggiunge un nuovo volume alla sua biblioteca di autori eccentrici (soprattutto) ispanoamericani. In questo caso, l’eccentricità è duplice. Se è vero che il peruviano César Vallejo si è imposto ormai come uno dei poeti fondamentali del ‘900, tale prestigio è arrivato con grande fatica. La sua poesia, tanto complessa dal punto di vista della sintassi e delle immagini poetiche quanto angosciante e pungente per il lettore, si è costituita canone, andando a rimodellare il nostro gusto per la lingua, per l’approccio viscerale alle “cose” umane.

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