“Quando tutto manca, quando tutto ci delude, quando tutto appare come una disfatta irreparabile, forse una sola cosa mi resta sempre: 'a voce. È questa, per me, il piccolo scoglio su cui mi ritiro davanti alla visione di perigliose acque da cui sono scampato”.

Enzo Moscato

Grazia Laderchi

Un uomo è tutti gli uomini

Suttree, mio dio quel libro...
(David Foster Wallace)


Quando Cormac McCarthy pubblicò Suttree nel 1979, era al suo quarto romanzo, si era da poco trasferito in Texas e aveva quarantatré anni. Con questo libro, uno dei più grandi romanzieri del nostro tempo, con un'ampia parabola salì sull'onda lunga di una fase letteraria molto prossima ad uno stato di grazia, dando così inizio alle grandi narrazioni elegiache McCarthyane. Il successivo sarà Meridiano di Sangue e i due libri si contendono tutt'ora il titolo di capolavoro assoluto.
La caratteristica di Suttree è
di sembrare composto da un qualcosa che va oltre la materia letteraria e che riesce a farsi strada nel lettore piantandogli addosso sensazioni non più eradicabili che vengono rievocate, anche a distanza di parecchi anni, ogni qual volta alla vita capiti di aprire il suo sipario su simili paesaggi umani che albergano in ciascuno di noi.

Cappuccetto Rosso e la rivincita della nonnina

Perchè possa comunicare appieno i suoi messaggi consolatori, i suoi significati simbolici, e, soprattuto, i suoi significati interpersonali, una fiaba – come afferma Bruno Bettelheim – dovrebbe essere raccontata piuttosto che letta. La flessibilità di una narrazione rispetto alla mera riproduzione della forma stampata assicura quel coinvolgimento emotivo che permette all'ascoltatore di entrare attivamente nella storia e di instaurare un legame empatico con i personaggi. Far diventare una fiaba un 'fatto teatrale' è un'evoluzione ulteriore della narrazione, e crea un'alchimia tridimensionale all'interno della quale il testo originario degrada a mero pretesto di un processo creativo manipolatorio il cui fine non è tanto 'far-sapere' ma anche, e soprattutto, 'far-credere'.

L'irredento bugiardo di Arias

Perché interpretare Goldoni oggi?
Lo spettacolo inizia con questa domanda, e chi la pone si affretta a fornire pronta risposta: per combattere la crisi mondiale.
Questa premessa sottintende ed alimenta legittime attese rivoluzionarie che, partendo da un'apodittica e sempiterna necessità goldoniana, promette generosi slanci trans-temporali con ricadute epifaniche su di una realtà – la nostra – afflitta dalla 'crisi mondiale'.

Le scoperte del Dottor Stockmann secondo Ostermeier

"C'è qualcosa di avvilente, di profondamente sconsolante nel vedere che gli uomini arrivano sempre, per l'eternità, troppo tardi quando si tratta di rimediare qualche malfatto o di riprendere cosa ch'essi hanno trascurata oltre il lecito"
(Ibsen, lett. 17 gennaio 1883)

 

In uno dei più geniali libri scritti su Ibsen, Scipio Slataper afferma che Un nemico del popolo avrebbe potuto benissimo essere ribattezzato: La storia delle scoperte del dottor Stockmann. Stockmann, il protagonista dell'opera, nel suo percorso alla ricerca della verità accede, nei cinque atti, ad una serie di scoperte, anzi 'grandi scoperte', destinate a ripercuotersi come una mare su tutta la cittadinanza, in un crescendo di ondate salate che, raggiunto il loro culmine, si ritraggono con l'amaro risucchio dell'esaurirsi del coraggio.

Un anniversario da non dimenticare

Sull'assito un accocco di indumenti e accessori è l'unico segno di una presenza femminile, orme apparentemente freschissime di una permanenza il cui indice di durata è direttamente proporzionale all'accumulo di scarpe disseminate sul pavimento. Un uomo di spalle è contestualmente impegnato in una scrosciante minzione e in un monologo, la cui aura premonitoria non è attenuata dallo sversamento di liquidi corporei.

Spettacolo certosino

Im...pazienza certosina non può definirsi uno spettacolo teatrale e nemmeno una visita guidata, si tratta piuttosto di un percorso che conduce in un tempo altro dove la spiritualità costituisce l'unico modo di stare al mondo. Non basta entrare in una storica certosa per coglierne i codici austeri e lo spirito che costituirono un ordine che, una volta scelto, diventava ragione di vita e di morte. E d'altra parte tentare di spiegare il silenzio attraverso la sola parola è una sfida persa in partenza, oltre che una contraddizione in termini.

Il catalogo della paura

"La consolazione è il massimo servigio che la fiaba possa rendere a un bambino".
 (B. Bettelheim)

 

Per sconfiggere la paura non c'è niente di meglio che affrontarla con metodo scientifico e approccio razionale, al fine di dimostrare in modo apodittico che: la paura-non-esiste! Così dice il professor Aristide Menelao Fanfulla da Lodi, studioso di 'paura' e meglio conosciuto nel campo come "professor paura". Quello a cui il professore vorrebbe farci assistere è, quindi, un convegno, un serissimo convegno in cui una volta per tutte verrà messa la parola fine a questa strana suggestione identificata col termine di 'paura'.

"Orchidee": Sensazioni di una spettatrice del turno A

Introdurre esaustivamente la versatilità da 'uomo del rinascimento' di Pippo Delbono sarebbe un'impresa troppo lunga – per chi scrive – e tediosa – per chi legge – pertanto mi limiterò a rammentare che ci troviamo di fronte ad un artista che draga orizzontalmente, ma anche verticalmente e diagonalmente – insomma da ogni prospettiva – cinema, teatro, danza, sperimentazione musicale, poesia e giornalismo (non ho approfondito su eventuali esperienze pittoriche ma non mi stupirei se anche lì avesse lasciato una sua impronta avanguardista).

"Troiane": la lezione di Euripide

Le Troiane ha inizio quando tutto è finito. Troia, la grande capitale dell'Asia, è caduta preconizzando l'archetipo della distruzione e della caduta di un regno. In questo scenario di macerie e morte Euripide si ferma/sofferma sul destino dei vinti per edificare su quelle macerie ancora fumanti il dramma della stasi e del dolore. Quasi quattrocento anni dopo l'Iliade, il nastro viene riavvolto per fermare l'azione omerica calando la cinepresa tra le pene di un intero popolo sconfitto.

La voce dentro ogni bambino

Voci racchiuse in piccole e fragili 'casette' che si trovano in fondo alla gola, voci da amare o da temere, dolci come lo zucchero a velo o dure come uno sparo; possono accarezzare o trafiggere un cuore utilizzando le parole come dardi. Ogni viaggio della durata di una vita è accompagnato dalla colonna sonora di tutte le voci che si incontrano, loro hanno il potere di creare l'ordine o disordine nel panorama dell'esistenza.

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