“Tutti riceviamo un dono. Poi, non ricordiamo più da chi né che sia. Soltanto, ne conserviamo − pungente e senza condono − la spina della nostalgia”.

Giorgio Caproni

Luca Cangianti

La Repubblica Romana di Valerio Evangelisti

Strade piene di buche, fogne che vomitano liquami, ratti e gabbiani che si cibano della spazzatura accatastata intorno alle rovine di un passato glorioso. L’avete riconosciuta tutti: è Roma! Non quella di oggi, però: siamo ai tempi della Repubblica del 1849, l’eroico e poco conosciuto esperimento rivoluzionario al quale Valerio Evangelisti dedica il suo ultimo romanzo storico: 1849. I guerrieri della libertà (Mondadori, 2019).

Ballard, tra noie e frenesie insurrezionali

Un mondo ridotto a spazio periferico infinito, funestato dalla depressione, da serial killer, da insurrezioni improvvise ed epidemie apocalittiche: “Ci sarà questa strana combinazione di noia e improvvisa frenesia” dice lo scrittore James Graham Ballard a Sandro Moiso nel 1992.

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