“Il risultato fu penoso: silenzio, imbarazzo, stupore. Si sentì volare la parola canovaccio; qualcuno chiese se si trattasse di una tragedia o di una commedia. Quasi tutti furono d'accordo nel giudicare il testo irrappresentabile. Fu così che Čechov − lo sguardo basso, le mani in tasca, a piccoli passi lentissimi − se la filò in albergo, sulla Tverskaia, senza farsi notare”

Cesare Garboli su "Le tre sorelle"

Venerdì, 20 Dicembre 2013 00:00

La magia non è un gioco da ragazzi

Scritto da 

L'adolescenza. I primi viaggi, i primi baci, la prima birra.
Il primo lutto.
Il primo incantesimo.
Il primo omicidio.
Gregorio è un ragazzo come gli altri: a quattordici anni per lui l'estate corrisponde alla fine del mondo. E forse quella estate lo è davvero. Sulla spiaggia di Portodimare riflette sul primo amore che l'inizio dell'autunno porta via con sé, sui primi amici persi, le prime strane emozioni.

Su quella lingua di sabbia incontra un uomo enigmatico, un adulto che, per la prima volta, lo tratta da "pari": è Levi, il suo futuro Maestro.

"Stavo crescendo e lo sapevo, e tutto andava bene. I problemi c'erano, certo: ero ancora triste per Giuliana o Giuletta ed ero spaventato dall'anno in arrivo. Era un terreno nuovo, quello che stavo per esplorare. Tutto cambiava, faceva paura, ma era anche eccitante".

"A quel tempo non sapevo che la tempesta fosse in arrivo. Sospettavo che qualcosa lo fosse perché sentivo il pizzicore che ti prende quando i tempi stanno cambiando. Non potevo immaginare però quanto sarebbero cambiati, non potevo immaginare l'oscurità, il dolore, non potevo immaginare che la bufera avrebbe travolto me, la mia famiglia, tutto. Non potevo immaginare la gloria".

Francesco Dimitri è tornato, e lo ha fatto in grande stile: dopo averci guidati tra la Carne, l'Incanto e il Sogno con Alice nel paese della vaporità, ora ci dipana le mille strade della magia con l'aiuto delle stelle polari di Immaginazione e – soprattutto – Volontà ne L'età sottile.
Un punto di vista esterno, quello del protagonista Gregorio presumibilmente "adulto" e oltre gli eventi narrati, racconta ai lettori gli avvenimenti che hanno segnato la sua pubertà, seguendo le orme lasciate da Levi insieme ai suoi amici e compagni apprendisti, lottando giorno per giorno contro la vita che puntualmente si mette di traverso sulla sua strada.
Un libro a tinte forti, che colpisce subito il lettore con l'improvvisa morte della madre, un pugno nello stomaco dopo poche pagine, un evento che lascia una cicatrice profonda nel quattordicenne Gregorio, ravvisabile anche nel distacco con cui il giovane tratta la cosa a posteriori: "L'11 ottobre, nel giorno del suo compleanno, mia madre morì. Fu una morte veloce, relativamente pulita".
Un colpo che devasta il padre, una figura un po' nebulosa e lontana, che ben evidenzia la distanza che da sempre separa la maggior parte di genitori e figli, che cerca rifugio tra le braccia di un'altra donna.
Un avvenimento che travolge duramente sua sorella Sara, una ragazza poco più grande di lui, appena un po' oltre le prime esperienze della vita e coi ragazzi, con la voglia di andare via e vedere il mondo, iniziando dalla meta per eccellenza, Londra.
E se l'improvvisa morte della donna non fosse bastata a catapultarvi nella difficile vita di un ragazzo appena adolescente, il ritorno di Levi di sicuro vi farà sprofondare nell'oceano in tempesta di un giovane apprendista stregone. Trascorsi due anni dal primo incontro con Gregorio, il Maestro ritorna per dare il via alle danze: prende il sedicenne sotto la sua ala, gli insegna la magia, il valore delle cose e dei sacrifici che bisogna fare per ottenerle. Un padre-insegnante che manda sottosopra la vita del ragazzo, cambiandone le routine e la percezione del mondo che fino ad allora lo aveva circondato, scardinandone i luoghi comuni e donandogli una sorta di "seconda vista" sulla realtà di tutti i giorni, diventando il nuovo faro nella tempesta che è diventata la sua vita.
Levi, poi, gli dà anche degli amici. Simone, Diana ed Elena, gli altri tre apprendisti dello stregone, sono infatti il "nuovo giro" che Gregorio frequenta in quel mondo oltre mondo della magia che col tempo fagocita la sua vita da ragazzo normale. Loro tre, insieme, affronteranno tutti i pericoli che un oscuro nemico gli metterà davanti, per salvare il proprio Maestro e, soprattutto, se stessi.
Un punto che caratterizza questo nuovo libro di Dimitri e senz'altro la confluenza di fantasia e realtà: da un lato Gregorio e con lui i suoi amici apprendisti si ritrovano a fronteggiare lezioni di magia, Viaggi Astrali, riti magici, la creazione delle bacchette e le immancabili forze che attentano alle loro vite. Dall'altra parte, però, c'è la loro vita nel mondo "normale", quello in cui demoni e angeli non esistono, dove le regole della scuola, di casa propria e della società vincolano in continuazione i nostri protagonisti che sono costretti ad agire alle spalle di tutto questo. Magia nell'ombra, un modo di leggi che, però, sono più forti di quelle sociali: "[...] quelle leggi non sono fatte per persone come noi. Abbiamo i nostri modi per risolvere i nostri problemi".
Regole e modi di fare che non combaciano, più duri della realtà e anche più spietati (ho accennato ai lutti giusto?). Regole severe, perché "la Magia non è un gioco da ragazzi".
L'avventura da apprendista di Gregorio si snoda quindi tra la sua vita reale e quella seconda vita magica, dove un peso importante e quanto mai critico lo hanno le scelte, la Volontà. Immaginazione e Volontà sono, appunto, i cardini della magia di questo mondo creato da Dimitri, sono i due punti fermi che Levi insegna a Gregorio, Diana, Simone ed Elena. Senza Immaginazione non c'è Magia, e senza controllo – Volontà – quella Magia diviene selvaggia, incontrollabile, piena di possibilità e al tempo stesso fatale.
Soprattutto la Magia diventa, per Gregorio, sinonimo di Sacrificio: per essere Mago deve rinunciare a tante, forse troppe cose. A parte del proprio corpo, tanto per cominciare, ma anche agli amici del mondo "normale", a una vita fatta di casa-scuola-ragazze-consolle e all'amore: la sua relazione con Chiara, la sua prima vera ragazza, viene spazzata via, frantumata dal peso dei segreti e delle privazioni richieste dalla parte magica della sua vita. Per avere la possibilità di possedere la Conoscenza necessaria a controllare la Magia, un prezzo deve essere pagato, un prezzo alto, e quello non sarà l'unico.
Il nodo magico viene affrontato con una schietta onestà e i riti descritti potrebbero far parte della vera tradizione magica europea. Insomma: se cercate "sventolii di bacchetta o stupidi incantesimi"1 o manici di scopa sospesi nell'aria, questo non è il romanzo che fa per voi. Qui la magia è fatta di turiboli, incenso, nomi di entità e potenze, di offerte, di invocazioni, di digiuni, di sensualità, di nudità. Dimitri non indora la pillola e lascia al lettore l'immagine di quello che dovrebbe essere un vero rituale magico, con tutti i pro, i contro e le sensazioni anche sgradevoli che esso deve suscitare. Non fa, poi, un mistero della componente sessuale, che ricorre comunque in qualsiasi testo mitologico e non che accenni a dèi e riti: "'Perché il sesso è importante?' chiese Levi. 'Per molti motivi. Primo fra tutti, il sesso è uno strumento potente per cambiare lo stato di coscienza: è passione, è desiderio, è materia fondante dell'Universo'".
Il sesso, poi, è senza dubbio una tappa fondamentale della vita di ogni adolescente. Dopo la fatidica prima volta tutto cambia: la percezione del mondo, gli appetiti, i bisogni, come si guardano le ragazze e i ragazzi. Quasi un rito di passaggio obbligatorio su quella strada che porta finalmente alla tanto agognata età adulta, che altro non è il momento in cui guardi alla tua adolescenza con nostalgia e un po' di rimpianto.
Perché, dietro incantesimi, combattimenti e difficoltà, si deve andare oltre il genere fantasy: questo è in tutto e per tutto un romanzo di formazione, che cerca di far capire che l'adolescenza fa schifo – e quella di un Mago anche di più – ma soprattutto che vuole ricordare agli adulti che non è affatto un romanzo solo per ragazzi, che l'adolescenza ha sì fatto schifo, ma che senza di essa tutti loro oggi non sarebbero nemmeno un'unghia di quello che sono. Non si tratta solo di diventare Maghi. Si tratta di diventare adulti.

"Pensavamo di essere al sicuro. Pensavamo di essere immortali. Eravamo giovani e non sapevamo molte cose".

"La vostra è un'età sottile, Gregorio, dove tutto è ancora possibile".

 

Note

1) Severus Piton nella pellicola Harry Potter e la pietra filosofale

 

Francesco Dimitri
L'età sottile

Salani Editore, Milano, 2013
pp. 400

 

 

Lascia un commento

Sostieni


Facebook