“D'un tratto, per qualche motivo imponderabile, mi sentii profondamente addolorato per lui e bramai di poter dire qualcosa di reale, qualcosa con ali e cuore, ma gli uccelli che desideravo si posarono sul mio capo soltanto più tardi quando fui solo e non avevo più bisogno di parole”.

Vladimir Nabokov

Martedì, 01 Ottobre 2013 02:00

Friedgard Thoma. Per nulla al mondo: un amore di Cioran

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"Ascolta, non parlarne a nessuno, ma io amo molto la vita".
Confidenza di Cioran a Costantin Noica

"Lei è diventata il centro della mia vita, la dea di uno che non crede in nulla, la più grande felicità e sventura che mi sia capitata".
Emil Cioran a Friedgard Thoma (dalla lettera del 17 Luglio 1981)

"L'amore – un incontro di due salive... Tutti i sentimenti attingono il loro assoluto dalla miseria delle ghiandole".
Emil Cioran, da Sommario di decomposizione

fra queste due frasi un abisso? no. Un amore. È sempre la stessa persona che parla, rivelando di sé qualcosa che in pubblico è sempre stato taciuto e negato ma che in privato non ha mai smesso di essere.
|Nel bel mezzo dell’inverno ho infine imparato che vi era in me un’invincibile estate. − Albert Camus|

Cioran dunque anch'egli schiavo dei sentimenti? Cioran dunque anch'egli come tutti? Senilità. E certo, non c'è nulla di più triste e di più ridicolo nella forma di un uomo che nella stagione ultima della sua esistenza scopre di avere ancora sussulti del cuore e dei sensi. Quegli stessi che per tutta la vita si era negato. L'amore lo trova inerme e del tutto impreparato. Nessuna pretesa di ribellione a una forza che sente crescere dentro e di punto in bianco distrugge la razionalità di una intera vita. Eppure Cioran sa di dover ringraziare questo ultimo demone che lo fa sentire vivo, e mai una parola di acredine sorge dalle sue labbra verso colei che glie lo ha suscitato. Questo libro è la storia di un amore. Leggiamolo come un romanzo sentimentale. E proviamo comprensione verso un uomo che affronta il tramonto con un cuore da ragazzo.
|Pour rien au mondes − Colette|
"Per nulla al mondo avrebbe rinunciato all’uso lirico e vagabondo del suo tardo autunno".
È questa la frase che il 19 giugno 1981 Cioran vergò per la giovane amante sul tovagliolo di un ristorante parigino.
Lei è Friedgard Thoma, giovane insegnante tedesca di filosofia e letteratura. Folgorata dalla lettura dei Sillogismi dell’amarezza e, soprattutto da L’inconveniente d’essere nati, ha scritto a Cioran una lettera di appassionata ammirazione e stima. Certo non avrebbe mai immaginato di suscitare in lui una tale tempesta di sentimenti, ma quella lettera è l'inizio di una storia che durerà sino al suo ultimo giorno di vita. Il pensatore rumeno ha settant’anni esatti, la giovane amica tedesca meno della metà. La ragazza lo travolge e lui se ne sorprende:

"Ho osato considerarmi più distaccato del Buddha, ed ora vengo punito per le mie illusioni. Ho recitato troppo a lungo la commedia della saggezza"

"Come può capitare, ad uno scettico di professione come me, di assumere un'attitudine così anti-scettica?"

"La fortuna d'essere cinico mi ha abbandonato, da che l'ho conosciuta".

Dopo il primo incontro Cioran confessa a Friedgard di "avvertire un’attrazione perversa per il suo corpo". La gelosia lo tortura. "Mi prende una terribile gelosia all’inevitabile pensiero che durante questi maledetti giorni di Pasqua lei stia assieme al suo compagno". Il desiderio lo spinge ad atteggiamenti ridicoli in un uomo come lui e a proposte indecenti: "Vorrei sprofondare per sempre la mia testa sotto le tue sottane".
Ci sono tutti gli ingredienti di un rapporto passionale e disperato, al quale Friedgard risponde invece con cinico realismo: "Non si scopa l’intelligenza. Tu sei vecchio, io giovane", costringendolo ad accettare una unione platonica che, nella sublimazione del sentimento, s’incanalerà negli anni lungo i binari d’una tenera ed affettuosa amicizia.
Cioran ha una compagna, Simone Boué, con cui abita nella mansarda di Rue de l’Odéon a Parigi. Si comporta con lei alla pari di qualsiasi marito che sta tradendo nascondendole tutto. Ma Friedgard riesce, con la sua intelligenza, a trasformare questo rapporto a due in un rapporto a tre diventando una presenza costante nella vita della coppia. L'amicizia tra le due donne, cementata dall'affetto per lo stesso uomo, sarà sincera e trasparente.
Insieme gli saranno accanto fino all'ultimo, quando Cioran, ormai immemore di tutto e di se stesso, si spegnerà il 21 giugno 1995 nell'ospizio dove è ricoverato. Non scrive più a Friedgard dalla fine del 1989, quando la sua mente ha incominciato piano piano a lasciarlo sempre più solo.
|Mi afferrò la mano - e insieme l'anima: era già un addio. − Friedgard Thoma|
Sarà la stessa Friedgard ad accompagnarlo idealmente, nel finale del libro, in maniera surreale e ante mortem, alla sua tomba.
Il rapporto fra le due donne continua anche dopo la morte di Cioran. Entrambe hanno un lutto da affrontare ed elaborare.
Simone Boué, compagna di una vita e donna di bruciante intelligenza, si dedica alla trascrizione delle mille pagine dei Cahiers, i trentaquattro quaderni di riflessioni e annotazioni private che Cioran aveva tenuto fra il 1957 e il 1972, e che erano stati destinati alla distruzione. Mille pagine di straordinaria scrittura e vitalità che ci offrono la visione di un Cioran sofferto e tormentato, per molti versi vicino a Leopardi, che si racconta e si interroga con umiltà anche sul valore dei propri libri e sul suo ruolo di autore. Simone non ne vedrà mai la pubblicazione: nel settembre del 1997 annega travolta da un'onda nell'Adriatico.
Una morte che ha tutto il sapore di un suicidio. Quello stesso che Cioran nella sua vita non ha mai avuto il coraggio di compiere. Simone considera conclusa la sua opera e ne è capace. Cioran no.
Resta Friedgard a ritessere la tela di tutto quello che è stato vissuto. Come per Penelope è questo il modo per affrontare l'assenza e non morirne.
Restiamo noi a leggere stupiti la storia d'amore di un uomo che non ha mai creduto nell'amore e che sempre ha amato a tal punto la vita da detestarla.

"Noi amiamo sempre… malgrado tutto; e questo 'malgrado tutto' copre un infinito".
Emil Cioran

http://www.youtube.com/watch?v=VHvCYsUfrY4


 

Friedgard Thoma
Per nulla al mondo: un amore di Cioran
a cura di Massimo Carloni
traduzione di Pierpaolo Trillini
edizioni l'Orecchio di Van Gogh, 2010
pp. 160

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