“La vita come deve si perpetua, dirama in mille rivoli. La madre spezza il pane tra i piccoli, alimenta il fuoco; la giornata scorre piena o uggiosa, arriva un forestiero, parte, cade neve, rischiara o un’acquerugiola di fine inverno soffoca le tinte, impregna scarpe e abiti, fa notte. È poco, d’altro non vi sono segni”

Mario Luzi

Sabato, 05 Marzo 2022 00:00

Oltre la Resistenza. Su "Una questione privata"

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Una questione privata è una breve opera di Beppe Fenoglio, parzialmente autobiografica e ambientata durante la Resistenza. Frutto di più stesure, è caratterizzata da molteplici riferimenti letterari e musicali.

Pubblicata nel 1963, poco dopo la morte dell’autore, si distingue nettamente da altri romanzi di vita partigiana: in primo luogo il protagonista è oltre la Resistenza: difatti la Storia occupa una posizione secondaria rispetto alla questione privata (ossia un classico triangolo amoroso) che lo attanaglia; in secondo luogo il partigiano è rappresentato come un essere umano piuttosto che un eroe, senza alcuna idealizzazione: oltre all’opposizione tra fascisti e partigiani, sono esplicitati i contrasti tra brigate e tra compagni di brigata. Non ci sono buoni e cattivi, ma esseri umani che soggiacciono alle conseguenze delle proprie scelte. La trama si sviluppa a partire da una possibile rivalità tra due partigiani molto diversi per aspetto e temperamento: il protagonista Milton e Giorgio, suo amico di sempre, il quale è impopolare e solitario. Milton è brutto, Giorgio è bello ed elegante; Milton sa trovare le parole giuste, Giorgio no; Milton ha fama (poi smentita) di essere uno che non perde mai la testa, Giorgio è impressionabile. Nonostante le differenze, nutrono una profonda ammirazione reciproca che, tuttavia, quando Milton scopre una frequentazione tra Giorgio e Fulvia, rivela nascondere qualcosa di più complesso.
C’è stato qualcosa tra Giorgio e l’adorata e affascinante Fulvia, della quale Milton è innamorato? Il romanzo cerca di dare una risposta a questa domanda, che tormenta il protagonista e lo mette in aperta competizione con l’amico. Milton si perde nella ricerca sterile e ossessiva di una verità che non può essere svelata, trascinando con sé un lettore che si addossa il suo tormento, raccogliendo tra le pagine indizi che rivelino o neghino la sussistenza di una relazione tra Fulvia e Giorgio, due fantasmi che acuiscono la solitudine del protagonista. Non appaiono mai direttamente, tutto ciò che sappiamo di loro ci è riferito da altri o appartiene ai ricordi di Milton. Ricorrono pioggia e fango, stanchezza e malessere, fame e nausea, tosse e cuore, nebbia e con essa silenzio e cecità: nella nebbia Giorgio viene perso in senso materiale, Milton si perde in senso metaforico. Cieco, sia rispetto all’incapacità di venire a capo dei rapporti tra loro tre, sia nel mettersi a rischio pur di svelare una verità che non può venire alla luce. La governante ha detto il vero? Giorgio e Milton non si confidavano in campo sentimentale? Milton non aveva compreso il rischio che nascesse qualcosa tra Fulvia e Giorgio? Non lo aveva ammesso a se stesso? Vuole salvare Giorgio perché è suo amico o per sapere la verità? Che tipo di rapporto c’è veramente tra Giorgio e Milton?
Questo romanzo non fa che sollevare quesiti senza soluzione; non a caso il finale è aperto e sulla sorte del protagonista l’autore è evasivo. Fenoglio ha lasciato molti scritti incompleti, ma si ritiene che il crollo di Milton presso il muro di alberi sia davvero la fine del romanzo e, in effetti, è lo scopo dello stesso a morire: Milton non può sapere la verità, crolla presso un muro, solo, lasciando il lettore con le proprie domande e un senso di inquietudine. Un’opera breve e intensa, non banale e senza retorica.





Beppe Fenoglio
Una questione privata
introduzione di Grabriele Pedullà
Einaudi, Torino, 2014
pp. 132

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