“Tanto per incominciare, i fratelli De Rege erano napoletani di Caserta...”.

Nicola Fano

Giovedì, 23 Maggio 2013 02:22

Città della Scienza, Bagnoli: il fuoco e il vuoto

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Dei contenuti di quest’antologia Fuoco sulla città, finalizzata a raccogliere fondi per la futura Città della Scienza devastata dall’incendio doloso del 4 marzo, non si può dire quasi nulla: la qualità è secondaria al cospetto delle “intenzioni”.

Comunque ci sono ventidue autori napoletani che pubblicano per case editrici importanti e su giornali ad alte tirature: Antonella Cilento, Marco Ciriello, Francesco De Core, Alessandra Del Prete, Vittorio Del Tufo, Giuseppe Di Costanzo, Davide D’Urso, Raffaella R. Ferrè, Simona Frasca, Marco Marsullo, Antonio Menna, Rossella Milone, Carmen Pellegrino, Angelo Petrella, Luigi Pingitore, Tonino Porzio, Patrizia Rinaldi, Gianni Solla, Ferdinando Tricarico, Massimiliano Virgilio, Carlo Ziviello, Monica Zunica.
Il tema è semplicemente il “fuoco”, a prescindere dall’incendio o dalla camorra o da tutto il marcio che si è tirato fuori per capire il fattaccio, cioè “eventualmente” a prescindere, perché poi magari incendi e camorristi tra un racconto e l’altro ci sono capitati, ma per fortuna c’è capitato anche altro.
L’antologia è stata curata da Angelo Petrella ed è stata supportata dalla casa editrice Ad Est dell’Equatore (che sulla prima pagina dà i numeri, e cioè dice qual è la tiratura del libro e quanto è stato speso perché ogni centesimo di euro in più guadagnato è destinato alla nuova Città della Scienza, e che non ha posto il proprio marchio sulla copertina).
Però l’antologia è stata presentata per la prima volta, il 22 maggio, proprio in uno spazio di Città della Scienza, e a parte gli scrittori c’erano pochi altri. Io ho contato più volte le persone e il numero totale che ne usciva non mi piaceva. Capirete che ci sarebbe da arrovellarsi perché ogni scrittore se avesse presentato un suo libro avrebbe portato da solo decine di persone e qui invece oltre una decina di scrittori si è trovata davanti un pubblico che era meno di loro. Tristezza. E qualcosa in più. E la musica di alto livello di Antonio Tempesta e Guglielmo Peluso non è bastata. E nemmeno le risate alla lettura di una parte del racconto di Marco Marsullo sono bastate. Né la “vera crudezza” del racconto di Giuseppe Di Costanzo. Per me valeva la pena esserci e prendersi il bello e il brutto, tutto qui.
Alla fine ne ho parlato con una scrittrice che era presente ma che era del pubblico e lei mi ha fatto notare che forse Città della Scienza oltre ad essere amata come si diceva durante la presentazione era anche odiata o almeno ignorata, e non da quelli che hanno degli interessi diciamo particolari tipo la camorra alla quale è stata data un po’ di colpa in più, ma proprio dalla gente di Bagnoli che di cose negli ultimi trent’anni ne ha vissute assai. Bagnoli è viva; è una delle province del napoletano più vivaci perché ha una storia recente e incompiuta di fabbrica e dismissione che segna fino ad ammazzarti e infatti ci stanno morendo ancora. A Bagnoli spuntano ancora centri sociali tipo Bancarotta, ma non solo, che si possono discutere ma poi è meglio che ci sono. Bagnoli – ha detto lo scrittore Tonino Porzio, bagnolese – per chi non lo sapesse ha un tasso di mortalità per tumori elevatissimo, e così poche settimane fa abbiamo scoperto all’improvviso che la bonifica dell’area ex Italsider è stata fatta in maniera un po’ così, come siamo abituati a Napoli insomma (http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2013/04/11/Bagnoli-disatro-ambientale-cc-sequestrano-aree_8533648.html).
Bagnoli non so bene come ha accettato nel tempo questa megastruttura della Città della Scienza dove è chiaro che non è tutto oro quello che luccica per non dire che ci sono le solite cose che non vanno come in tutto quanto riguarda Napoli, cose che a volte ti fanno quasi rimpiangere il vuoto anche perché il vuoto è perfetto per potenzialità, ci potresti fare delle cose, invece lì dove hai già riempito e male c’è poco da fare, e qui a Napoli ci rassegniamo anche facilmente: tutto troppo pieno, mani sulla città ovunque.
Ma ora non voglio dire che Bagnoli ha preso bene quest’incendio neroniano in cui forse i camorristi fanno pure la parte degli ebrei perseguitati, questo no, però Città della Scienza è come molti progetti che si attuano senza riuscire a creare la giusta amalgama tra gli elementi interrelati, progetti anche ambiziosi ma che per una lunga serie di motivi falliscono in parte o totalmente, e un altro esempio che mi viene in mente è il Museo MADRE, per intenderci.
Alla fine di tutto, pure a spremermi non ho capito perché la presentazione di un progetto a fini benefici che mette insieme scrittori napoletani in buona parte affermati nel mercato nazionale non abbia attirato gente, ciò fa pensare cose brutte ma di quel brutto del quale non capisci quello che c’è dietro, vedi brutto e fai mille ipotesi ma poi non ti smuovi da lì.
Gli scrittori hanno fatto la loro parte, il libro è già in procinto di una ristampa, lo scopo è stato raggiunto. Però al di là dei soldi c’è altro, tipo comunicare con la gente di questa città che è la gente poi più toccata dai brutti eventi susseguitisi in pochi giorni. E invece il vuoto.

 

 

 

AA.VV.
Fuoco sulla città
a cura di Angelo Petrella
Ad Est dell'Equatore, Napoli, 2013



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