“Non c'è niente da insegnare, non si può davvero insegnare altro che se stessi, così come non c'è niente altro da imparare che la singolarità umana, le innumerevoli e sconcertanti possibilità di forma espresse dalla vita"

Emanuele Trevi

Extra

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Martedì, 07 Gennaio 2014 00:00

Miramontes

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Nella penombra, Luis appoggiò la valigia marrone sul letto della stanza e la riaprì.

Mercoledì, 08 Gennaio 2014 00:00

Una doccia bollente (un racconto erotico e pulp)

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“Vattene”. La stretta si era fatta più decisa. Lei cercava di liberarsi con grazia, senza farsi troppo male. “Vattene via. Torna da dove sei venuto”. Sapeva bene quello che stava succedendo. Di nuovo, dopo anni, e lei stava quasi per cadere nella rete. Quasi. “Scusa, ma come mi hai trovata? La tua amica si è informata e ti ha mandato fin qui? Cos’è? Non trovi più nessuno in pianura e sei costretto a visitare le isole dell’oceano per avere qualche attenzione?”. Anni prima non ce l’avrebbe mai fatta a parlargli così. Invece adesso non vedeva l’ora di insultarlo come un cane. Un tempo, era lui, il cattivo. Che prendeva, lasciava, quando aveva voglia, quando gli girava, tutte suo territorio. Tutte puttane.
Eppure, una volta, le aveva anche fatto tenerezza. Aveva gli occhi verdi come il mare, profondi e tristi. Poi, un giorno, ci era caduta dentro, e si era accorta che c’era il vuoto.

Domenica, 05 Gennaio 2014 00:00

Una vita coi piedi

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Tutti i giorni alle sette e quindici in punto usciva di casa. Dava tre mandate alla porta e controllava che lo zerbino fosse disposto parallelamente all’uscio. Se lo sorprendeva di sbieco, con piccoli movimenti del piede, cercava pazientemente di rimetterlo a posto. Era abbastanza impegnativo, perché per quanto si sforzasse di trovare un equilibrio, gli pareva sempre che il posizionamento non raggiungesse la perfezione voluta. Con fatica si liberava di quell’ossessione, almeno temporaneamente, e si avviava verso l’ascensore.  Purtroppo l’attività mattiniera nel palazzo era frenetica e quindi doveva sempre attendere qualche minuto affinché l’ascensore arrivasse al piano. Nell’attesa lo sguardo si posava sugli zerbini dei suoi vicini: tutti troppo storti! Cercava rapidamente di sistemarli come gli sembrava consono, con movimenti rapidi e furtivi del piede destro, come se stesse commettendo una qualche infrazione. Qualcuno avrebbe potuto pensare che stesse abusivamente contestando le scelte di posizione altrui, in fondo ognuno aveva il diritto di mettere i propri zerbini come meglio credeva e lui se ne rendeva conto ma non ne teneva poi molto conto. Del resto il tappetino altrui non avrebbe dovuto rovinare la mattinata a quei poveri che credevano ancora in un’etica dei posizionamenti, di cui il nostro uomo si sentiva assolutamente paladino, fiero e capace. Mentre pensava ai pro e i contro di uno zerbino obliquo era già nell’ascensore.

Ancora poche ore e lasceremo la sala 2013, alla fine dei suoi film, sognati e desiderati, vissuti direttamente o attraverso gli altri, amati o mal tollerati, ancora qualche immagine e saremo tutti fuori, a continuare la nostra vita. Questi sono giorni in cui piombano nella mente molti momenti del passato, alcuni sentono più che mai di essere reduci da tumulti devastanti che un anno alla fine si spera possa acquietare, altri sono ancora più consapevoli che a differenza del cinema nella vita il "The end" appare solo una volta, e anno dopo anno fortunatamente si può andare sempre avanti, l'anno vecchio si riaccende nel nuovo che può tuonare da lontano annunciando una tempesta imminente o squarciare il cielo con nuove direzioni illuminanti.

Venerdì, 03 Gennaio 2014 00:00

E dammi ‘sto veleno

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Questo articolo non avrebbe motivo di esistere se mia nonna non fosse nata nel 1935, mia madre nel 1961 e io nel 1989.
In quanto donna nata 24 anni fa, l’unica prospettiva capace di farmi piangere dalla gioia riguarda la firma di un contratto a tempo indeterminato con sangue arterioso in pieno flusso − utopia pura, mi sono vergognata a pensarlo, figuratevi a scriverlo − immaginate pertanto la mia sorpresa nel realizzare l’esistenza di Alba nuziale, volume edito nel 1941 dall’Istituto di Propaganda Libraria di Milano e scritto da Angela Sorgato1 col preciso intento di segnare la retta via alle giovani donne in procinto di sposarsi: “Questo libro è il dono di nozze che ti presento nella sua semplicità e nella sua freschezza, dono che parte dal cuore, nel desiderio grande di accompagnarti, amica invisibile, passo passo, nella tua strada, incontro alla gioia, incontro al dovere...” (p. 10).

Sabato, 28 Dicembre 2013 00:00

La salvezza che abbiamo meritato

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Con la fine della modernità i disagi individuali e sociali, così come le malattie, sono sintomi da attribuire alla mancanza di tavole di valori che diano un senso più completo all’esistenza. Le tavole di valori che mancano non sono quelle tradizionali, ma quelle che si vanno estinguendo della cultura moderna, per ora non ancora sostituite.
Grazia Ardissone

Quando cambiano i paradigmi, il mondo stesso cambia con essi.
Thomas Kuhn


Durante gli interminabili cinque minuti di tapis roulant defaticante che segnano l’epilogo di ogni mia sessione di allenamento, tendo ad occupare il tappeto centrale della sala pesi: da qui ho infatti la vista migliore del megaschermo perennemente sintonizzato su Radio Capri Television, finestra videomusicale spalancata sulle storture del mondo contemporaneo.

L’impero familiare delle tenebre future (il Saggiatore, 2012) è un’opera prima in cui un papa muore in diretta TV e una ragazza intraprende una disperata/disperante ricerca della madre e nel mezzo non accadono tante cose. È un viaggio infernale in cui corpo e mente vengono portati ai limiti.

Martedì, 24 Dicembre 2013 00:00

Tu scendi dalle stelle o del pranzo di Natale

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Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,

e vieni in una grotta al freddo e al gelo. (2 v.)

O Bambino mio divino,

io ti vedo qui a tremar;

o Dio beato!

Ah, quanto ti costò l'avermi amato! (2 v.)

 

Mercoledì, 25 Dicembre 2013 00:00

Auguri!

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Il riso con cui lo disse, e il riso con cui pagò il tacchino, e il riso con cui noleggiò la carriola, e il riso con cui diede la mancia al ragazzo, furono superati soltanto dal riso che lo prese mentre si lasciava andare senza fiato alla sua poltrona, dove rise e rise e rise fino a farsi venire le lacrime.
Radersi non fu facile, perché la mano gli tremava ancora e farsi la barba richiede sempre un po’ di attenzione, anche quando non ballate. Ma se anche si fosse mozzato la punta del naso, Scrooge ci avrebbe appiccicato un pezzetto di carta e sarebbe stato comunque contento come una pasqua.
Si vestì con il meglio che aveva e poi uscì per strada, dove la gente si riversava all’aperto come nella visione dello Spirito del Natale presente. Camminando con le mani dietro la schiena, Scrooge guardava tutti con un sorriso soddisfatto. Era così allegro, e così irresistibile nella sua allegria, che tre o quattro anime belle lo salutarono: “Buongiorno, signore! Buon Natale!”
Scrooge, in seguito, affermò spesso che di tutti i suoni lieti che aveva sentito in vita sua, i più lieti, senza alcun dubbio, erano stati quelli.
                                                                                                                                                    (Charles Dickens, Canto di Natale)

 

 

A tutti i lettori de Il Pickwick che, una volta o cento, hanno deciso di prestare attenzione ai nostri ritagli di chiacchiera, ai nostri tentativi di racconto o rammento, auguriamo un felice Natale! Il primo trascorso assieme…

 

Auguri dall’intera redazione e... da Mr. Samuel

Lunedì, 23 Dicembre 2013 00:00

Il cigno di Utrecht

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Il buon Marco giunse in Italia in sordina. Era il calciomercato 1987-’88, l’anno prima il Napoli aveva vinto scudetto e coppa italia. Nel Napoli c’era Diego, il più forte di tutti, ma c’erano anche altri che quasi quasi potevano vincere senza di Lui, e dico quasi, perché si sa che dopo Diego il Napoli non ha vinto più nulla per oltre vent’anni. Ma questa è un’altra storia.

Quando si immagina la vita come una occasione continua di scambio, e il cinema come il riflesso di questa occasione che non finisce mai e continua fuori dalla sala, nelle nostre case, nelle strade, nelle storie, nelle nostre domande, si può incappare in questa domanda: cosa chiediamo il più delle volte al cinema? Quando si spengono le luci sulle nostre vite e comincia "la notte cinematografica" che dura poco più di una proiezione, cosa speriamo accada in quell'unico appiglio che ci rimane, quel fascio di luci di fronte a noi? Chiediamo forse l'impossibile, la sorpresa, l'inatteso, il sogno, il mistero, il miracolo, la possibilità di godere emozioni estreme senza rischi o sacrificando una parte inconsapevole di noi in cambio di un'ossessione, di una liberazione o di una redenzione.

Sabato, 21 Dicembre 2013 00:00

Twitter-intervista con Elena Bibolotti

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Justine 2.0 è il libro di esordio di Elena Bibolotti, pugliese diplomata all'Accademia di Arte Drammatica "Silvio d’Amico", impegnata nel teatro di ricerca fino alla metà degli anni Novanta, poi nella comunicazione on line per i primi Provider italiani e infine nella direzione di alcune tra le più importanti scuole di musica moderna della capitale, ora è consulente editoriale per lo più disoccupata. Non è che abbia scelto un argomento qualsiasi e se uno è attento al titolo e con un po’ di conoscenza di letteratura ha come un baleno di agnizione.

Venerdì, 20 Dicembre 2013 00:00

La Bellezza per la Ricerca

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Tramutare i colori, le forme, il tratto, il gesto nel compiere il tratto ed il tocco del pennello, la linea rigata da una mano, la sfumatura e la sagoma, una curvatura e una linea in un atto del sapere medico, in una possibilità di approfondimento e di verifica mirata all’indagine, alla conoscenza, alla cura.
Fare della punta del pennello o della prima scheggia di una statua il punto di partenza di un viaggio verso la scoperta. Fare dell’Arte – economia della purezza – un’occasione di Scienza; fare della Scienza il risultato vero dell’Arte. Generare bellezza per rendere viva la Ricerca, ricercare valorizzando implicitamenente la Bellezza da cui si è partiti. Generare un legame solidale, un intreccio, un connubio capace di ricevere il rosso, il blu, il giallo o il marrone, l’oro o l’argento messo in cornice tanto quanto il piombo, il bronzo, l'acciaio o il legno forgiato in una sagoma per renderlo silenzio fattivo da laboratorio; attenzione al microscopio; strumentazione nuova e nuova ricerca di dati, possibilità, risultati.

Lunedì, 16 Dicembre 2013 00:00

Ultras

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Mi chiamo Sergio, ai fini del racconto il cognome non è un fatto rilevante.
Sono uno studente di giurisprudenza all’ultimo anno e nemmeno questo è un fatto rilevante.
Mio padre è primario di cardiologia in un noto ospedale napoletano, mia madre insegna lettere e filosofia in un importante liceo classico napoletano, ma questi pure sono dettagli del tutto irrilevanti.
Sono fidanzato con Silvia da tre anni; una volta abbiamo creduto che lei aspettasse un figlio, ma l’allarme è rientrato, acqua passata.
No, non c’entra niente con quello di cui vi voglio parlare neanche questo, e non vi voglio parlare neanche della mia mini cooper, della moto, del mio cavallo, dei locali che frequento, degli aperitivi, della cena di Natale, di casa mia.
Niente di tutto questo.

Domenica, 15 Dicembre 2013 00:00

L’enigma della vita

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L’industria dello spettacolo è un’infallibile macchina da guerra, generatrice di audience e di denaro. Si sa. Ma il più grande orgoglio di quella scatoletta magica chiamata Televisione resta l’inaspettata trasformazione di programmi nati come riempitivi in programmi improvvisamente di successo, che per qualche opera di straordinario ingegno giungono a divenire vere e proprie icone sociali. Sarà a causa del perenne bisogno dell’uomo di ampliare la propria struttura, non solo mentale ma persino corporea, che alcune Serie Televisive finiscono per divenire dei grandi contenitori di Risposte nelle quali rifugiarsi per trovare conforto, per giustificare il proprio operato, per sentirsi meno soli.

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