“La gran parte degli editori non crede per niente alla letteratura, non crede negli scrittori, non crede in niente fuorché nel commercio e negli affari”

Da una lettera di Lucio Mastronardi a Guido Davico Bonino

Extra

Extra La locanda delle chiacchiere

«Il viaggio s’arresta in una locanda: scoppietta la fiamma, una musica dice il suo tono, il bisbiglio di voci vi domina legando i tavoli ai tavoli, gli uomini agli uomini. È qui che i racconti s’incontrano».

Domenica, 15 Settembre 2013 02:00

Per le radici recise della primavera

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foto: Francesca Woodman, Untitled (1979-'80)
musica: Kronos Quartet, Lux Æterna (Requiem for a dreamhttp://youtu.be/yJdb-bNZokA

 

"Mi piace pensare di aver lasciato la mia anima su una di quelle colline, e non sarò mai davvero capace di partire finché non l’avrò trovata. E io non voglio cercarla, perché potrebbe capitare che la trovi e così sarei costretto a partire davvero".

Breece D’J Pancake


Quando si alzò quella mattina presto pioveva. Dopo giorni e giorni di sole, di piena primavera, quel cielo steso a lutto sembrava raccontare tutte le ore che dopo sarebbero venute. La donna avrebbe voluto continuare a dormire, rannicchiarsi nelle lenzuola e aspettare che l'incubo svanisse nel risveglio. Improbabile: il risveglio era avvenuto, come sempre alla stessa ora. Non restava che andare, fare quello che doveva essere fatto, indossare l'espressione giusta per un'occasione che avrebbe mille volte preferito non avere e poi chiudere, da qualche parte in fondo all'anima, quello che era stato, quel che era successo, chiudere e sopravvivere.

Venerdì, 06 Settembre 2013 02:00

Storia di una mezza dissoluzione

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Per anni tutto ciò che intraprendevo nella vita l’ho lasciato inspiegabilmente a metà. Se in principio dimostravo un forte interesse, poi però misteriosamente questo svaniva quasi del tutto lasciando il campo a un ardente desiderio di volgere lo sguardo altrove.
A scuola sono sempre stata incostante: studiavo quando mi andava e tutto sommato non avevo mai avuto grandi problemi nel farmi promuovere.
Dunque, come spero abbiate inteso, non c’era cosa che non mi venisse a noia, e in mezzo ci metto anche lo studio del pianoforte che adoro e che tutt’ora rimpiango di aver abbandonato o l’attività sportiva praticata per tanti anni della mia vita; perfino i rapporti interpersonali erano insostenibili e benché abbia avuto una relazione amorosa stabile per molti anni, spesso sentivo il bisogno di rimanere da sola per dedicarmi ad altro a discapito della mia metà che passava più che in secondo piano.

Venerdì, 13 Settembre 2013 02:00

"Cammarota è un fulmine a ciel sereno"

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“Cammarota è un fulmine a ciel sereno”

(tentativo maldestro e malriuscito di scrittura wallaciana, anzi wallacianissima, sulla base di una mediocre epifania avuta a Belgrado e di un almeno altrettanto mediocre tentativo di resa su carta avvenuto a Napoli non molti giorni dopo)

 

“Cammarota è un fulmine a ciel sereno”. Questa era stata più o meno la verità che era venuta a galla mentre mi trovavo in quella rara e privilegiata pianura che si distende tra veglia e sonno e che a volte sembra una sorta di mucosa appiccicaticcia attraversata da reazioni psico-chimiche e prolassi entero-esistenziali. Quando poi, come un picco scosceso a forma di trivella rotante, “Cammarota è un fulmine a ciel sereno” si era elevata attorcigliandosi sulla pianura di prolassica indeterminatezza del pensiero semi-conscio – attimo indecifrabile e dalla durata incalcolabile e di cui per serietà teoretica è meglio tacere –, la stessa forma plastica della verità aveva assunto (con una strana e inattaccabile determinazione) l’aspetto dell’autorevolezza più imponente di tutte, proprio perché, come una sorta di attivatore enzimatico, facilitava la produzione di secrezioni letterarie che rendono qualsiasi cosa, in quanto pensata in maniera sottilmente luminosa e sotto forma di intuizione indomabile, degna di essere rappresentata nel bel mondo della letteratura.

Giovedì, 05 Settembre 2013 02:00

Les boutades de Lubylu: Mike from Paradise

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Sig.ra Longari?! Sig.ra Longari?!
Buongiorno! Sono Bongiorno, il buon Mike.
Mi è arrivata una sua e-mail, è lei che me l'ha inoltrata? Le vie del word wide web sono infinite. Ne sono passati diecine e diecine di quiz da quando è diventata famosa grazie a me, eppure devo dirle che Quassù il tempo non ha tempo. Il Paradiso è un posto indescrivibile, sono ritornato a vivere.

Un artista osserva le sfumature del mondo e trae spunto per la tavolozza di colori delle sue creazioni.
Me lo ha insegnato Alfonso Mezzacapo, pittore napoletano e portiere di notte negli alberghi, per il quale il paesaggio umano è una forte attrattiva ed una continua carica di stimoli creativi.
Alfonso mi racconta che ogni forma e “mutamento”, in quanto cambiamento di movenze ed atteggiamenti, di una persona che cammina solitaria lungo una strada può colpire ed attrarre l’occhio sensibile all’arte e, di conseguenza, condizionare le intensità e le sfumature di colore di un’opera d’arte, per esempio un quadro.

Sabato, 31 Agosto 2013 16:22

Gioventù perduta

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“Ho ammazzato i miei genitori perché usavano un bagnoschiuma assurdo, Pure & Vegetal.
Mia madre diceva che quel bagnoschiuma idrata la pelle ma io uso Vidal e voglio che in casa tutti usino Vidal.
[…]
Poi un giorno mio padre disse che all’Esselunga c’era il tre per due e avremmo dovuto approfittarne. Non credevo che includesse anche il bagnoschiuma.
La mia famiglia non mi ha mai capito.”
(Aldo Nove, Woobinda, 1996)

- C’è nei giovani d’oggi uno strano miscuglio di pessimismo e di cinismo che mi spaventa, non so se ai miei tempi sarei stato capace di fare discorsi simili a mio padre.
- Ah, i tuoi tempi. Oggi le sigarette costano venti lire l’una, non lo sai? E solo i furbi riescono a fumarle.
(Pietro Germi, Gioventù perduta, 1947)

Mercoledì, 04 Settembre 2013 02:00

Il CIRCO(LO) VOLANTE PICKWICK - QUINTA PUNTATA

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Pubblicità del documentario sulla vita di Flusso di Coscienza

In attesa del lungometraggio che racconterà la vita di Flusso di Coscienza, noi cercheremo di indagare la sua figura avvolta nel mistero. Perché è la storia di un uomo che ha fatto, fa e farà la storia, perché lui, lo si voglia o no, è la storia di tutti noi, perché lui è tutti noi ma anche forse no. “Forse no!” e noi lavoreremo su questo “forse”, com’è tipico della nostra serie di documentari del sabato “You are not alone – il forse potrebbe essere dietro l’angolo”. Chi può dire di aver conosciuto veramente e in profondità il Flusso di Coscienza? Chi può dire di non averlo mai incontrato? Lui è conosciutissimo ma ben poco sappiamo di lui e del suo passato, c’è chi dice che non sia mai nato, che avrebbe la forma di un serpente che si morde la coda e che esisterebbe da sempre come sostiene lo studioso di para-antichità Joseph Fitzcarraldo ma c’è chi dice – e dobbiamo citare almeno il socio-psico-antropo-filo-anticologo Aguirre Furoredidio – che è già morto perché un’antica iscrizione ritrovata in un ghiacciaio sulla Maiella sosterrebbe, a quanto dicono studiosi del settore che l’hanno tradotta grazie a nuovissime tecniche di decodifica, che “l’uomo che come un flusso bagnerà le nostre coscienze, presto si inaridirà e ritornerà a essere polvere”, l’iscrizione è firmata con un’impronta di mano, databile a ventimila anni fa, di tal Giuseppe Everyman. Noi come sempre ci posizioneremo nel mezzo, non proporremo nessuna ipotesi ma sguazzeremo in tutte, perché nulla è facile nel cammino del forse, e i nostri telespettatori più affezionati sanno che a volte c’è capitato di incontrare, nostro malgrado, una verità, ma – anche se non dovremmo svelarvi questa sorpresa – il signor Flusso di Coscienza sarà con ogni probabilità nostro ospite e forse svelerà l’arcano, forse ci dirà se è mai nato o se è già morto. Ma anche forse no. Un saluto e vi aspettiamo numerosi!

Venerdì, 30 Agosto 2013 02:00

La bella estate

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La mamma era stata categorica: “Niente bagno dopo pranzo altrimenti muori.”
“Muoio?” chiese Elena, “Ma...Come... Subito?”
“Ti viene un mal di pancia fortissimo e affoghi. Stai zitta e aspetta un'ora” tagliò corto l'altra.

Mercoledì, 28 Agosto 2013 19:07

Les boutades de Lubylu: Quella lettera a zia Betty

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Zia Betty, lontana, lontanissima zia mai conosciuta, è passata a miglior vita; suo figlio ha invitato anche me per l’estremo saluto. Un end party in tipico stile americano, la morte una festa d’addio, un arrivederci nell’altra vita, mangiando dolci e guardando fotogrammi, video, oggetti, testimonianze indelebili di chi non è più. E sorseggiando un caffè nel salotto della sua intrigante casa, un caffè fatto di ricordi ed aneddoti, dove lo zucchero diviene voglia di vivere e il roteare del cucchiaino è immersione pura in immagini di vita passata.

Venerdì, 30 Agosto 2013 02:00

A zonzo, cercando Mr. Samuel

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Complice il caldo e l’imminente chiusura dei battenti virtuali del Pickwick, mi godo le spiagge assolate, la frescura dell’acqua, ritmi meno preordinati e urbani. Il 10 agosto (S. Lorenzo io lo so... etc., la citazione pascoliana è d’obbligo...) però mi giunge un biglietto di Mr. Samuel, non so come, non so recapitato da chi, so solo che c’era. Il nostro gentile anfitrione, che ha accolto tante penne sotto la benevola ala del suo sorriso, mi invitava a recarmi a Cetraro (CS), al mercato, per un abboccamento e per degustare insieme uno chou allo zabaione. Quale ghiotta occasione (e non solo per lo chou), sicché ho preso senza indugio il mio storico mezzo di locomozione e mi sono recata sul posto.

Il Rossini Opera Festival (ROF) ha messo in scena l’opera in quattro atti Guillaume Tell che ha debuttato in anteprima internazionale l’11 agosto 2013 nella suggestiva Arena Adriatica di Pesaro. Uno spettacolo contemporaneo dove la scenografia a più livelli permette un’immersione totale nella vicenda del leggendario eroe che liberò la Svizzera dagli Asburgo il 1° agosto del 1308. Un perfetto equilibrio tra le parti composte dall’orchestra del Teatro Comunale di Bologna, dal coro e dalle potenti e raffinate voci soliste e dal corpo di ballo coordinato dal coreografo Ron Howell; interventi tersicorei danzati con grande professionalità e ricerca estetica.

Lunedì, 26 Agosto 2013 02:00

Il gatto sul petto che scotta

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Il gran bel gatto nero miagolò miaooooooo sul gran bel petto bianco della dama di picche e io davanti a loro non capii. Il gattaccio mi fissava come se la sapesse lunga proprio lui con quella pellaccia nera da jettatore e miaooooooo insisteva miaooooooo, io ero esterrefatto. Aprii bocca per dire e mentre dicevo lui miaooooooo mi miagolò con una certa autorità, il gattone era eloquente con i suoi occhi lunari e il miagolio imperioso, e per di più la comandava lui sul petto regale della dama di picche con la faccia bianca girata dall’altra parte, rispetto alle picche intendo; lui era il gran gatto re sul gran petto della regina e per questo poteva ordimiagolarmi qualsiasi cosa e io dovevo solo starmene a capo chino al cospetto della sua grandezza.

Dopo anni di analisi e di ricerche, sono finalmente riuscito a ricostruire le ultime ore di vita di Lev Trotsky. Come il suo assassino Mercader del Rio entrò indisturbato nella sua casa, quali furono i temi di carattere politico che affrontarono, quale la dinamica dell’efferato omicidio. Dopo oltre settanta anni da quella terribile notte, porto per la prima volta a conoscenza il risultato del mio lavoro, fiducioso che sia di aiuto e di lezione alle future generazioni.
Intriso di  stima e affetto verso il Direttore de
Il Pickwick e la Redazione tutta, ne faccio loro dono affinché avvenga la pubblicazione e il giusto risalto della mia opera.
Il Pickwick infatti, nei grovigli della rete, colma di trappole ed insidie è l’unica testata virtuale nella quale cultura, conoscenza e ragione interagiscono in modo equilibrato e mirabile alla ricerca filosofica della verità.
Ecco quivi, la risultanza del mio studio che porterà, concedetemi questo slancio di immodestia, ad una nuova analisi storica della travagliata e spietata vita politica nella Russia del ventesimo secolo.

Se un tempo la parola “nerd” aveva un significato assai negativo, sono in tantissimi oggi a dichiararsi orgogliosamente nerd. Ma la questione principale è: lo sono davvero? Cosa distingue un vero nerd da uno sfaccendato benestante sempre munito di portatile e smartphone di nuova generazione che si dedica a videogames, fumetti e fantasy solo per noia?
Innanzitutto bisogna precisare che il contesto storico e sociale nel quale la parola “nerd” è nata è completamente diverso da quello attuale. Noi oggi viviamo nella società dell’elettronica e dell’informatica, e sono in pochissimi a non sapere usare il computer. Risalendo indietro nel futuro insieme a Marty Mcfly e Doc, nel 1985 quando uscì il primo film della saga Ritorno al futuro, era esattamente il contrario. Lo era anche nel 1977, quando uscì il primo Star Wars e il 3d Rendering era probabilmente il sogno erotico di George Lucas mentre lavorava alle scene filmando modellini e vecchie batterie di flash appiccicate a dei bastoni.

2 Agosto, ore 22:00, Napoli.
Sono qui nella mia stanza nell'afa estiva per scrivere il diario di una giornata atipica: con un po' di fantasia il mio personal computer diventa un calamaio e il mio mouse una piuma bianca: voilà! Ora mi sento davvero come Jonathan Harker, uno dei protagonisti del romanzo di Bram Stoker, Dracula.
Tutto è iniziato questa mattina: armata di straccetto d'aglio e croce (la prudenza non è mai troppa non si sa mai) mi accingo ad incontrare i miei ospiti. Sono in leggero ritardo e mi affretto: non bisogna scherzare coi vampiri, possono sempre reagire male e azzannarti la giugulare, meglio tenerli buoni.
Da lontano li vedo arrivare e, per mia fortuna, non sono in gruppo ma solo due: Roberto Colasante e Flavia Razzano, videomakers, rispettivamente “vampire” director e “vampire” editor di un progetto 'made in Naples', una casa di pruduzione indipendente che già dal nome ci suggerisce che  bisogna aver paura: Amygdala Production. L'amygdala è infatti proprio quella parte del cervello che gestisce le emozioni, in particolare la paura: non stupisce quindi che il loro ultimo lavoro, Linee di sangue, un trailer vecchia maniera, indaghi proprio l'universo dark e sinistro dei vampiri.

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