“Perché tu mi dici: poeta? Io non sono un poeta. Io non sono che un piccolo fanciullo che piange”

Sergio Corazzini

Lunedì, 20 Gennaio 2014 00:00

L’inconoscibilità del vero e i parzialmente tifosi

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Nel 3514, alle porte di Tannhäuser, si giocò una partita che per secoli divenne oggetto di studio da parte di epistemologi ed eminenti scienziati. Le squadre coinvolte erano l’Orion Runners (squadra di casa) e l’Alphane. La partita era valida come semifinale di ritorno di coppa nazionale ed il risultato di andata era stato di 1 a 2 per gli ospiti. Quella partita di ritorno sembrava cosa fatta, una pura formalità dicevano gli esperti di calcio, e invece l’Alphane fece la grande impresa capovolgendo il risultato e dimostrando ancora una volta l’imponderabilità del football, antico gioco creato dai terrestri in un paese chiamato Inghilterra.

Al termine dei 90 minuti si era col medesimo risultato di 1 a 2 dell’andata. Era dunque necessario giocare i minuti supplementari per decretare chi dovesse disputare la finale. Prima della conclusione dei successivi 30 minuti, l’Orion Runners raggiunse il pareggio, la partita terminò quindi 2 a 2 dopo 120 minuti. L’Orion Runners approdò così in finale, vincendola (ma questa è un’altra storia).
C’è da precisare che l’Orion Runners vantava in quella stessa stagione l’imbattibilità in campionato e in coppa nazionale. Rimase in dubbio soltanto quella partita di ritorno con l’Alphane. Molti infatti si chiesero: “l’Orion Runners ha perso il ritorno contro l’Alphane o l’ha pareggiato?”. La faccenda divenne, come già detto, un incredibile problema ontologico, bisognava infatti capire se considerare tutti i 120 minuti della partita o soltanto i 90 regolamentari. Inutile dire che i bar pullulavano di tifosi di entrambe le categorie, e non solo, che si sprecavano in commenti a favore dell’una e dell’altra risposta. Insomma, questa imbattibilità dell’Orion Runners venne messa seriamente in discussione dai tifosi avversari e da metà degli appassionati imparziali. Spulciando nei filmati che il Grande Fratello ha prodotto, abbiamo scovato questa interessante conversazione ripresa in uno dei bar del settore C di Omega 18. Ve la riproponiamo integralmente come trascritta negli atti di sorveglianza cittadina dal supervisore Mikadus Wollace:

Tifoso Orion Runners (per semplificare O): QUEST'ANNO SIAMO ANCORA IMBATTUTI. SIA IN CAMPIONATO CHE IN COPPA.
Tifoso Alphane (per semplificare A): TI SBAGLI. IN COPPA VI ABBIAMO BATTUTO: 2 A 1.
O: NON È ESATTO. QUELLA PARTITA È POI FINITA 2 A 2 DOPO I SUPPLEMENTARI.
A: LO SO, MA NON È CORRETTO CONSIDERARE I SUPPLEMENTARI PARTE DELLA STESSA PARTITA, O PER MEGLIO DIRE, PARTE DEI 180 MINUTI, VISTO CHE SI TRATTAVA DELLA PARTITA DI RITORNO.
O: COSA VUOI DIRE? SPIEGATI MEGLIO.
A: MI SPIEGO. LA PARTITA DI ANDATA L'AVETE VINTA VOI, 2 A 1. ED È DURATA 90 MINUTI. È GIUSTO?
O: PUOI BEN DIRLO.
A: LA PARTITA DI RITORNO IN QUELLO STESSO TEMPO DI AZIONE, CIOÈ NOVANTA MINUTI, L'ABBIAMO VINTA NOI, E SEMPRE PER 2 A 1. ERGO, LA PARTITA COMPLESSIVA DI 180 MINUTI È FINITA IN PARITÀ, 3 A 3, MA LE DUE SINGOLE PARTITE HANNO AVUTO 2 VINCITORI, UNA VOLTA VOI E UNA VOLTA NOI. I TEMPI SUPPLEMENTARI SONO IL GIUSTO EXTRA PER DECRETARE IL VINCITORE POICHÉ, COME DICEVO, L'INTERA PARTITA DI 180 MINUTI È FINITA 3 A 3.
O: NON SONO D'ACCORDO CON QUANTO DICI.
A: E PERCHÉ?
O: IL TUO RAGIONAMENTO SAREBBE VERO SE, ALLA FINE DEI 90 MINUTI REGOLAMENTARI O, PER MEGLIO DIRE, DEI 180 MINUTI REGOLAMENTARI, FOSSE INIZIATO UN SUPPLEMENTO SENZA LA REGOLA DEI GOL IN TRASFERTA. IL FATTO CHE INVECE SI GIOCHI CON QUESTA REGOLA ANCORA, FA SÌ CHE I SUPPLEMENTARI NON SIANO UN EXTRA INDIPENDENTE DAI 90 MINUTI APPENA TERMINATI, MA APPUNTO UN SUPPLEMENTO DI ULTERIORI 30 DEGLI STESSI. QUINDI, CON QUESTI 30 MINUTI AGGIUNTIVI, LA PARTITA È FINITA 2 A 2. POSSIAMO DUNQUE DIRCI ANCORA IMBATTUTI.
O: SOFISMI!!!
A: PER QUALE RAGIONE?
O: LA TUA CONCLUSIONE DERIVA DA UNA PREMESSA PRATICA, MA ONTOLOGICAMENTE ERRATA. IL FATTO CHE LE STESSE REGOLE PERSISTANO ANCHE NEI SUPPLEMENTARI AVVIENE PERCHÉ NON POSSONO PERMETTERSI DI RIGIOCARE LA PARTITA IL GIORNO DOPO IN UN CAMPO NEUTRO. ANTICAMENTE VENIVA COSÌ FATTO, O SI PASSAVA DIRETTAMENTE AI RIGORI. POI ARRIVARONO A QUESTA CONCLUSIONE: ALLUNGARE DI 30 MINUTI, LASCIANDO CHE LA SQUADRA DI CASA MANTENESSE IL VANTAGGIO DI GIOCARLI DAVANTI AL SUPPORTO DEI PROPRI TIFOSI, AVENDO PERÒ QUESTA SPADA DI DAMOCLE SULLA SPALLA DEL GOL AVVERSARIO CHE VALE DOPPIO. IN PRATICA, I 30 MINUTI EXTRA RAPPRESENTANO ANCORA OGGI UNA NUOVA MINI PARTITA NELLA QUALE VIGONO DUE REGOLE ECCEZIONALI: LA PRIMA È QUELLA CHE LA SQUADRA ATTUALMENTE IN CASA MANTIENE IL PRIVILEGIO DI CONTINUARE A GIOCARE DAVANTI AI PROPRI TIFOSI, LA SECONDA È CHE, PER EQUILIBRARE L’EVIDENTE VANTAGGIO DI GIOCARE IN CASA, QUALORA SEGNASSE LA SQUADRA OSPITE, IL GOL VARREBBE DOPPIO. NOI NON ABBIAMO SEGNATO, VOI SÌ. QUINDI LA MINI PARTITA È FINITA 1 A 0 PER VOI, MA NEI 90 MINUTI INIZIALI ABBIAMO VINTO NOI.
O: TIRARE IN BALLO ANEDDOTI E VICENDE STORICHE TI ALLONTANA ANCOR PIÙ DALLA VERITÀ, DALLA COSA IN SÉ. ADESSO SEI TU IL SOFISTA. LA PARTITA È SEMPLICEMENTE FINITA 2 A 2, ED IL TABELLINO FINALE LO DIMOSTRA. QUINDI, SIAMO RIMASTI IMBATTUTI.
A: IL TABELLINO FINALE È SOLO UNA SCELTA PRATICA PER EVITARE AL ‘POPULINO’ UNA SCERVELLOTICA TRIADE DI PARTITE CON RISULTATI DI 1-2, 1-2, 1-0.
O: NON SONO PER NIENTE D’ACCORDO, FORSE SE APPLICASSIMO IL SISTEMA BINARIO AL COEFFICIENTE DEI VARI RISULTATI POSSIBILI SI AVREBBE L’UNICO RISULTATO POSSIBILE, ED IO RIMANGO FERMO E CONVINTO CHE IL RISULTATO FINALE RIMANE IL PAREGGIO.
A: IO NON SONO UN MATEMATICO COME QUEI CERVELLONI CHE STANNO AL GOVERNO, MA CREDO CHE ANCHE CON UN SEMPLICE LOGARITMO IN BASE DIECI IL PROBLEMA È RISOLTO, E LA VITTORIA È DECISAMENTE NOSTRA.
O: TI SBAGLI, TU CONTINUI AD APPLICARE L’ALGORITMO DEI 90 MINUTI REGOLAMENTARI, E TI RIFIUTI ANCORA DI CONSIDERARE INVECE QUELLO CHE NE COMPRENDE TUTTI I 120.

E continuarono, continuarono e continuarono.
Da quanto appena mostrato, risultata evidente che le due parti (e non solo quelle dei due tifosi, ma proprio delle due fazioni che si andarono a creare) rimasero distanti.
Abbiamo preferito raccontare tale singolare evento calcistico attraverso l’episodio di due semplici tifosi da bar per non appesantire la questione con i dibattiti scatenati dai filosofi e matematici che si sono cimentati nella polemica. Rimane indubbia l’evidente irraggiungibilità di una posizione inconfutabile in merito. Sono passati secoli, come dicevamo nell’incipit, dalla partita, ed ancora oggi si fa fatica a trovare una Verità che si manifesti Pura ed Intelligibile. I nostri capi di governo hanno già intrapreso i rapporti diplomatici con i politici terrestri per arrivarne a capo. Pare infatti che nel 2012 in Italia si sia avuto un caso simile, anche per loro irrisolto, forse perché, semplicemente, non se ne son curati.

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