“La sua vita fu un gomitolo di illuminazioni e di sbagli”

Il'ja Grigor'evič Ėrenburg, su Marina Ivanovna Cvetaeva

Giovedì, 11 Luglio 2013 02:00

MATTINO IN ROSA 04: Made in USA

Scritto da 

di Attilio Faroppa Audrino


Cara Peggy, è proprio vero: Gentlemen Prefer Blondes! Ma a volte non resta che la fede!

Negli anni ‘50, le tre sorelle Franzenstein − Cherry la bassetta, Molly la moretta e Sydney l’occhialuta −, che erano proprio nate a Little Rock, Arkansas, passavano per tre graziose e vispe bimbette. Il loro sogno era quello di diventare: la prima come Marilyn Monroe, la seconda come Jane Russell e la terza... be’, Sydney sperava solo di diventare una qualsiasi Lady Beekman, quella della tiara di diamanti per intenderci. Ma crescendo presero una piega bizzarra e, come Piero Chiara descrisse le sorelle Tettamanzi, andarono sempre più ad assomigliare a delle zucche degenerate.

Così, all’età di diciotto anni la piccola, diciannove la media e venti la grande, dopo un consiglio durato ore e ore, le tre decisero di tentare la carriera dove le promesse fossero di più sicuro mantenimento: diventarono le canterine più cotonate e richieste di tutta la comunità presbiteriana dello stato. Nel ‘62 furono chiamate per una lunga tournée nello Utah, ma a Salt Lake City le caricarono su uno di quei bolidi a forma di supposta che correvano per stabilire record su record mondiali di velocità. Loro squittirono entusiaste, ma non si sa per quanto perché finirono a 500 miglia all’ora disperse tra la polvere del deserto.
Ancora oggi a Salt Lake City, verso il tramonto, le ragazze più racchie volgono gli occhi verso il sole morente e intonano “Jesus abuse me!”, il più famoso e speranzoso gospel delle sorelle Franzenstein, meglio conosciute come “Le tre note della fede”.

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