“Sii dolce con me. Sii gentile. È breve il tempo che resta. Poi saremo scie luminosissime. E quanta nostalgia avremo dell’umano”.

Mariangela Gualtieri

Venerdì, 07 Dicembre 2012 08:03

La strategia delle farfalle

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Ritorna quest’anno il tradizionale appuntamento con il Laceno d’Oro, l’evento cinematografico principale dell’Irpinia, che è a tutti gli effetti l’erede dell’omonimo storico Festival Internazionale di Cinema Neorealista nato nel 1959 per volontà di Camillo Marino e Giacomo D’Onofrio - critici di cinema ed agitatori intellettuali avellinesi – e che ha visto la partecipazione in più di mezzo secolo dei grandi protagonisti della settima arte legati - chi più, chi meno - alla declinazione realistica della narrazione per immagini. Sono così sfilate, lontano dai clamori dei red carpets, le filmografie, allora sconosciute ai più, di paesi dell’Est o non allineati – India, Vietnam, America Latina, Terzo Mondo in generale – sotto lo sguardo attento e partecipato di intellettuali del calibro di Pier Paolo Pasolini.

E così, dopo la premiazione nelle scorse edizioni di nomi quali Ettore Scola, Marco Bellocchio, i fratelli Taviani, Ken Loach, i fratelli Dardenne, Laurent Cantet, Olivier Assayas, quest’anno è la volta di tre delle migliori “promesse” del cinema italiano: Daniele Gaglianone, Vincenzo Marra e Salvatore Mereu.
E proprio l’ultima opera di Salvatore Mereu, Bellas Mariposas, a Venezia nella sezione "Orizzonti" e menzione speciale del premio FEDIC, ha inaugurato la rassegna lunedì 3 dicembre al Movieplex di Mercogliano.
Protagonista è Cate, tredicenne del marginale quartiere Sant’Elia di Cagliari, raccontata lungo l’arco di una intera giornata agostana, insieme alla sua famiglia, ai suoi amici, al quartiere.
La vicenda è la fedele messa in scena dell’omonimo romanzo di Sergio Atzeni (edito da Sellerio) ed è narrata dalla protagonista in prima persona, rivolgendosi direttamente in macchina alla troupe (ma anche a noi spettatori) che la pedina nel suo quotidiano: la difficile convivenza con i numerosi fratelli, il contrasto con il padre nullafacente e abbrutito dal vizio, i fastidi del chiassoso vicinato, la mattinata in spiaggia, le peregrinazioni in centro sui mezzi pubblici con l’amica del cuore, il tutto commentato a mo’ di resoconto dalla sua voce.
È una realtà rappresentata senza troppe concessioni ai canoni della finzione, che si esprime con il linguaggio crudo della strada, dove i giovani protagonisti recitano loro stessi in modo assolutamente naturale e non posticcio, grazie anche ai laboratori organizzati dallo stesso regista.
È una realtà di degrado quella mostrata, periferia come le decine che da venti o trent'anni circondano i perimetri storici delle nostre città, come a Napoli, Palermo, Milano, Roma, ed è straordinaria la consapevolezza delle leggi del mondo che Cate possiede, ragazzina cresciuta troppo in fretta come le sue coetanee già private di un orizzonte, di un destino diverso da quello che l’ambiente riserva loro, dove forse i rapporti umani, privi della retorica borghese sull’adolescenza, mostrano la loro natura di lotta per la sopravvivenza. Ma Cate si ribella a questo stato di cose ed evade dalla prigione del suo quotidiano in frenetiche corse d’autobus che la portano in centro e alla spiaggia, dove il confine del lido è anch’esso un confine sociale che non le impedisce di raggiungere il mare, questo sì di tutti, dove si libra come farfalla marina in uno spazio sospeso senza confini, dove finalmente si vede riflessa come novella erede di Vigo, finalmente libera.

 

 

Rassegna Cinematografica Laceno d’Oro 2012
Bellas Mariposas

regia
Salvatore Mereu
con Sara Podda, Maya Mulas, Davide Todde, Simone Paris, Luciano Curreli, Micaela Ramazzotti
produzione Viacolvento
in collaborazione con Rai Cinema
paese Italia
lingua: italiano, sardo (con sottotitoli in italiano)
anno:
2012
durata 1h 40'
Mercogliano, Movieplex, 3 dicembre 2012

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