“La vita come deve si perpetua, dirama in mille rivoli. La madre spezza il pane tra i piccoli, alimenta il fuoco; la giornata scorre piena o uggiosa, arriva un forestiero, parte, cade neve, rischiara o un’acquerugiola di fine inverno soffoca le tinte, impregna scarpe e abiti, fa notte. È poco, d’altro non vi sono segni”

Mario Luzi

Domenica, 16 Gennaio 2022 00:00

Senilità

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Scherzi a parte, devo proprio ammettere che non ho mai pensato di invecchiare. Tutto nei miei pensieri, da quando sono al mondo, mi ha fatto sentire estraneo al processo naturale che conduce ad un aumento dell’entropia intesa quale concetto mutuato dalla termodinamica.

Devo dire però che non è l’invecchiamento fisico quanto intendo tenere lontano da me, poiché non è possibile, bensì la progressiva perdita della capacità di essere parte attiva nella normale dinamica esistenziale.
Sin da giovane mi sono sempre posto nella condizione di non arretrare, ma semmai di guardare avanti in una prospettiva di progresso, di innovazione. Cullarsi nei ricordi non ha senso.

È di grande importanza ridurre lo stress con attività fisica. Leggere, scrivere, ascoltare musica sono nel loro insieme la condizione senza la quale l’invecchiamento mentale è pressoché inevitabile. Altrettanto importante è frequentare altre persone, se possibile vicine al proprio modo di darsi una visione positiva del vivere i giorni.
Ancora oggi mi è del tutto impresso nella mente l’entusiasmo che, quando frequentavo le medie inferiori, fece presa su di me leggendo il romanzo Martin Eden scritto verosimilmente per lettori adulti da Jack London. Fu allora che i miei progetti per il futuro misero in primo piano l’ambizione di scrivere. Certo, non pensavo di avventurarmi nell’attività di scrittore di professione. Appartenendo ad una famiglia proletaria, non avevo dubbi che avrei dovuto a tempo opportuno cercarmi un lavoro come impiegato. Magari in banca o qualcosa di simile. Tuttavia, l’idea di scrivere anche solo per diletto non l’ho mai persa.
Forte è sempre stato il mio interesse per la narrativa americana, da Ernest Hemingway a David Foster Wallace ed altri. I due scrittori che ho citato si sono tolti la vita, il che mi ha dato un certo turbamento.
Altra cosa è la tv che addestra gli ascoltatori ad essere per lo più pigri ed infantili nelle loro aspettative. Questa è la ragione per la quale il piccolo schermo non è di grande aiuto a chi intende misurarsi con il passare del tempo.

Tornando al personale interesse che ho per la scrittura devo dire che il mio principale obiettivo è di essere attento al “colore” del linguaggio. In sostanza, avverto la necessità di elaborare un linguaggio parlato. Ciò che mi fa sentire in sintonia con la gente e, di conseguenza, mi libera dal timore che la mia età mi possa portare inevitabilmente in uno stato di solitudine.
Viviamo in un mondo di gioie e dolori. Occorre perciò sentirsi in armonia con gli altri umani, dai quali è possibile ricevere una sorta di vicinanza in ogni momento della vita, quale che sia lo stato d’animo in cui ci si trova.

Naturalmente non è pensabile che tutte le persone in uno stato di anzianità debbano darsi alla scrittura per accettare il tempo che se ne va. Ognuno deve cercare dentro se stesso le più valide ragioni per sentirsi un essere sempre vitale.
La famiglia. Nei limiti del possibile è fondamentale che il nucleo sociale fondato su rapporti di parentela sia considerato il quadro all’interno del quale sussistono le più valide ragioni per affrontare consapevolmente e in maniera attiva il possibile, ma non inevitabile, vuoto che potrebbe crearsi con il tempo che vola verso l’ignoto.
Sul piano etico c’è anche la possibilità di dare un contributo politico allo stare insieme con gli altri. Oggi viviamo tempi in cui la politica subisce un impoverimento culturale e sociale. Prevale l’interesse personale o di gruppo. Ma è in ogni caso impensabile che l’Ethos Polis possa essere cancellata dal percorso di vita degli umani.
La vita va vissuta, ogni età ha i suoi valori che non possono essere abbandonati.
È interesse di tutta l’umanità che si lasci scoprire a ciascuno di noi il modo di vivere il tempo non passivamente. Perciò l’età senile non può, non deve, essere rinuncia.

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