“Come tutti gli uruguagi, avrei voluto essere un calciatore. Giocavo benissimo, ero un fenomeno, ma soltanto di notte mentre dormivo; durante il giorno ero il peggior scarpone che fosse comparso nei campetti del mio paese”

Eduardo Galeano

Domenica, 14 Novembre 2021 00:00

Omaggio a Roberto Vecchioni

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I
Intorno a noi, addosso a noi,
la nebbia milanese
copriva i baci
bagnava le carezze.
Ci nascondeva,
ed era tutto grigio, erba
e sera.
Tu c’eri, mia fantasia
cattiva? Davvero ci sei stato
(quell’anno su quel prato, in quella
appena nata e fredda primavera)?
Se c’eri, tornami indietro,
così trascorso ieri: portami via.



II
Ho visto tutto e non so niente,
a malapena ricordo il mio nome
(il tuo non l’ho dimenticato. Mai).
Tra tanta gente sparviera
‒ uccelli di rapina –
mi chiedo come ho potuto
resistere, assediata con te
da questa sporca, vecchia
borghesia.
Non ci sono riusciti, anima mia,
ad annientarmi, anche se
il freddo della sera
gela più di uno sputo.
Dai, che sta per finire
questa porca cancrena,
e manca poco
alla mattina.





Queste due poesie sono un omaggio a Roberto Vecchioni, e citano versi tratti da Luci a San Siro, Arthur Rimbaud.
(In Rime e varianti per i miei musicanti, Marco Saya Edizioni, Milano 2020)

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