“Nonna Citta muore addrìtta. Si curva mentre esala l'ultimo respiro ma non cade. La sua è una morte in dialetto. Assurda e volgare. I quattro superstiti, sbandando, vengono verso di noi. Il sole è ormai calato e l'uscio dove imperterriti stanno è il proscenio del teatro che li tiene prigionieri. Spalancano la bocca ma il loro urlo è muto. Sembra, piuttosto, uno sbadiglio”

Emma Dante

Domenica, 11 Luglio 2021 00:00

I dubbi, le incertezze?

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I dubbi, le incertezze?
Timide e infantili
diplomazie dell’ambizione.

Ma ora che ho perso
ogni lotta possibile
(incluse, mannaggia,
le speranze di saggezza)
e la rabbia è incandescente
ma non scalda,
sto passando da nevrotico,
un poco infreddolito,
centomila giorni
di spazio catatonico.


In questo vuoto così torpido,
in questo nulla così vasto
che sembra quasi il tutto, l’infinito,
potrei scegliere davvero la pace dell’oblio.
Invece m’accanisco, con la collera alla bocca
– e senza più
la minima incertezza –,
a sbatacchiare capocciate
sulle porte dell’inferno:
i disperati
bussano così.

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