“Nonna Citta muore addrìtta. Si curva mentre esala l'ultimo respiro ma non cade. La sua è una morte in dialetto. Assurda e volgare. I quattro superstiti, sbandando, vengono verso di noi. Il sole è ormai calato e l'uscio dove imperterriti stanno è il proscenio del teatro che li tiene prigionieri. Spalancano la bocca ma il loro urlo è muto. Sembra, piuttosto, uno sbadiglio”

Emma Dante

Domenica, 13 Giugno 2021 00:00

Forse il tempo è l’onda d’urto del Big Bang

Scritto da 

Forse il tempo è l’onda d’urto del Big Bang
(e l’ira, l’onda d’urto dell’odio).
Forse il corpo è il marchio di Caino,
la stella di David (o meglio di Adamo)

che siamo tutti condannati a portare
per stornare di netto da noi
l’identità d’identità
che ci lega inscindibile
alla schiera degli angeli;
per distinguerci a pieno
(senza scuse,
senza pace,
senza scampo,
senz’appello)
dalla stirpe degli angeli
nostri gemelli.


E forse il cosmo intero
(che nasce per sempre
e di vero soprassalto
dall’ira giustissima
che ci ha esclusi dall’Eden)
è il nostro ghetto, in realtà; il nostro lager?
Allora l’universo... è concentrazionario?
È un block ogni galassia?

Lascia un commento

Sostieni


Facebook