“Sai che significa esser bruciati / e senza un filo, un'ombra di sorriso? / Sai che significa implorare la gioia, / perché ritorni come un tempo sul tuo viso? / Un mare di fiori gettato su un guitto / non può colmare il suo vuoto orrendo. / Un attore senza voce è un lazzaro / e rotea come una girella nel vento. / Ma egli si ostina a non voler morire / e con desiderio aspetta l'alba / sterminata, gelida, ventosa, / perché è bella la vita, e misteriosa, / e così labile”

Angelo Maria Ripellino

Domenica, 24 Gennaio 2021 00:00

Improvviso naturale

Scritto da 

Dovrei invocare il padre 

(carezzando col cemento l’agonia) 
                        la parabola transeunte 
dei varchi incorrotto

     
                                   o dopotutto

distinguere il perimetro dentro
il cosmo

            (e invece)

                        la transumanza delle greggi
e l’affezione virale.

Intendo dire: il pattume, i giorni feriali.

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