“Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato”

Haruki Murakami

Venerdì, 21 Giugno 2019 00:00

PSCK19 − Intervista alla Compagnia del Sole

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Dal 2 al 5 luglio il Napoli Teatro Festival Italia ospita il Puglia Showcase Kids 2019 ovvero − per citarne il sottotitolo − “una vetrina di teatro e danza pugliese per i ragazzi”. Tre spettacoli al giorno, tra Teatro Nuovo e il Cortile delle Carrozze del Palazzo Reale di Napoli; eterogeneità dell'espressione artistica; un insieme di storie differenti e la possibilità, per gli spettatori campani, di conoscere parte dell'eccellenza del nuovo teatro proveniente dalla Puglia.
Il Pickwick, in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, ha deciso di anticipare e di accompagnare la presenza carnale degli attori con interviste che favoriscano la conoscenza dei teatranti che saranno di volta in volta in scena in città.



Per cominciare: raccontateci la nascita della compagnia; raccontateci la vostra storia e i vostri spettacoli e – attraverso gli spettacoli – la vostra poetica, il vostro modo di stare in
scena.
La Compagnia del Sole nasce, come una fenice, a due anni dallo scioglimento della Compagnia di Beato e Angelica fondata a Roma negli anni ’90 da un gruppo di artisti perlopiù baresi: Flavio Albanese, Marinella Anaclerio, Paolo Sassanelli, Totò Onnis, Dino Abbrescia a cui si sono unite Marit Nissen e Monica Samassa.
Ci dividevamo tra il Teatro Colosseo e il Teatro della Cometa. Abbiamo viaggiato per fare teatro in Nicaragua, Etiopia, Eritrea, Pakistan, Kenia, Iran... Quello che ci univa era la passione per la drammaturgia contemporanea a cui, per anni, abbiamo alternato classici con cui abbiamo “dialogato” più che adattato (Goldoni, Beckett, Shakespeare). La compagnia è stata per anni casa di molti artisti che hanno condiviso con noi una visione di centralità dell’attore nel teatro, una qualità della relazione umana e della passione per la trasmissione di un senso del teatro legato al presente: Massimo De Lorenzo, Danilo Nigrelli, Giulia Mombelli, Manrico Gammarota, Carlo De Ruggieri, Laura Mazzi, Sebastiano Filocamo... (solo per citarne alcuni).
Nel 2010 con I Karamazov, progetto mastodontico e travolgente nato in Puglia ma con attori già compagni di viaggio da tutta Italia, Marinella Anaclerio e Flavio Albanese danno vita alla Compagnia del Sole con l’idea di creare uno spazio più ampio di comunicazione, facendo loro la frase di Leonardo da Vinci “la semplicità è complessità risolta”.
In un tempo in cui il facile, spesso mascherato da complesso e trasgressivo, impera, crediamo fortemente nella necessità di portare in scena la complessità attraversandola per poterla restituire nel modo più semplice e chiaro possibile. Amiamo la parola, il suo potere quando riesce a coniugarsi all’azione e quando entrambe, attraverso l’attore, riescono a condurre lo spettatore ad una piccola scoperta, a un “sentire”. L’emozione ci interessa solo se porta a un sentimento, a una domanda, a una piccola “illuminazione”.
Questa poetica indirizza inevitabilmente parte del nostro lavoro verso la filosofia con i dialoghi di Platone, la scienza collaborando con le facoltà di Fisica della Statale di Milano, la mitologia e i ragazzi. Così sono nati molti spettacoli in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano, co-produttore insieme al Teatro Gioco Vita, di Canto la storia dell’astuto Ulisse che ora presenteremo al Napoli Teatro Festival nell’ambito di Puglia Showcase Kids.
Via via l’organico della compagnia si è ricreato in Puglia, anche grazie a un progetto Europeo al quale siamo stati invitati a partecipare come pedagoghi: un laboratorio di alta formazione di Commedia dell’Arte, che ci ha fatto incontrare giovani professionisti con i quali c’è stato un immediato riconoscersi in quanto a modi ed obbiettivi: Patrizia Labianca, Antonella Carone, Tony Marzolla, Loris Leoci, Stella Addario, Dino Parrotta, Domenico Piscopo, Antonella Ruggiero... li citiamo perché ci hanno dato con dedizione ed entusiasmo ottimi motivi per continuare ad investire sul nostro progetto in Puglia facendolo loro, dando carne e sangue ai nostri sogni.


Il teatro pugliese, in questi anni, si è caratterizzato per una costante relazione col territorio: dalle residenze “abitate” a un’attività creativa che non si è limitata alla proposta spettacolare. Che relazione avete avuto e/o avete col contesto di appartenenza?
Eravamo a Milano negli anni del grande progetto del Faust di Streheler. Una cosa che ci colpì particolarmente fu che per il pubblico il Faust era un punto d’arrivo del percorso di una stagione intera dedicata per lo più al romanticismo, dal punto di vista della musica, del teatro e della letteratura. Gli spettatori avevano partecipato per un intera stagione a incontri, letture, concerti e spettacoli intorno al tema del Faust. La ricchezza del percorso fatto dalla direzione di Strehler rendeva lo sguardo di ogni spettatore più profondo e cuori e intelletti del pubblico complessivamente più aperti. Questa lezione non l’abbiamo dimenticata, e abbiamo lavorato spesso alla condivisione, con il pubblico, del nostro viaggio nel mondo degli autori che abbiamo affrontato e affrontiamo.
Con I Karamazov, per il debutto a Bari, creammo ben sette eventi collaterali che coinvolsero “pubblici” di varie fasce d’età portandoli nel complesso e affascinante mondo di Dostoevskij e della spiritualità ortodossa. All’anteprima al Teatro Piccinni di Bari invitammo seicento liceali e il loro applauso caloroso, dopo quattro ore e quarantacinque minuti di spettacolo, lo portiamo ancora nel cuore. Una sfida, un esperimento un’idea di teatro riuscitissima. La complessità può essere trasmessa a tutti se si ha la volontà e la pazienza di risolverla e questo è il nostro compito: renderla semplice. Non banale... Semplice.
Così abbiamo fatto in seguito per tutti i nostri lavori, dall’Orlando (Ariosto, l’Arte Pop e la Commedia dell’Arte) al Miles di Plauto (analizzando la figura del Capitano nella commedia, dal Miles a Cyrano passando per Capitan Fracassa e Don Chisciotte).
Negli ultimi otto anni abbiamo fatto questo lavoro di formazione del pubblico anche per arricchire l’offerta di stagioni di teatri comunali importanti, come il Verdi di Brindisi e la stagione del Comune di Bari, ideando percorsi di avvicinamento per docenti e studenti agli spettacoli programmati. Questo aspetto del nostro fare teatro, a servizio del Teatro e della comunità è, per il nostro procedere, esercizio di coerenza e riflessione sempre più importante. Un teatro d’arte per tutti.
Abbiamo incontrato bimbi della scuola dell’infanzia, quando abbiamo curato la stagione del teatro ragazzi per il Verdi di Brindisi, e tenuto masterclass in varie università italiane e questa “ginnastica” comunicativa ci ha confermato quanto la ricchezza di uno spettacolo sia la possibilità di esser letto a vari livelli, di quanto oggi più che mai il teatro debba celebrare un rito di inclusione. In un’epoca in cui si è dissacrato tutto il possibile il Teatro può essere il luogo in cui ritrovare una sacralità fatta di umori e “quanti” in scambio energetico, di saperi in movimento.


Per più di un decennio la Puglia ha rappresentato – sul piano organizzativo, strutturale ed artistico – una “nuova frontiera” della teatralità italiana. Quali sono le condizioni attuali del sistema teatrale pugliese?
La Puglia in questi anni è “fiorita” grazie ad un’agenzia regionale, il Teatro Pubblico Pugliese, che negli ultimi quindici anni si è posta nei confronti delle compagnie non come mera distributrice di lavori realizzati ma come ideatrice di progetti di sviluppo culturale che potessero coinvolgere le compagnie in un sistema creativo più ampio.
Uno su tutti è proprio il progetto delle residenze, un’esperienza che ha responsabilizzato molte compagnie affidandogli un teatro e inserendole attivamente nel territorio coinvolgendole anche con altre realtà regionali. Si è generata così un’onda virtuosa che ha permesso a tante giovani compagnie di teatro di crescere e affacciarsi oggi come protagoniste sul territorio nazionale. Vetrine come questo Puglia Showcase Kids napoletano sono la punta dell’iceberg di un lavoro costante, virtuoso e attento.


Puglia Showcase Kidsè una rassegna di teatro dedicata innanzitutto agli spettatori più giovani. Ebbene: è cambiato, negli ultimi anni, il modo in cui parlare e mettersi in relazione con bambini e adolescenti? Ed è ancora accettabile la definizione “teatro ragazzi” o è più corretto dire di teatro tout public?
Se definiamo il “teatro ragazzi” così dovremmo definire “teatro per adulti” ciò che non è teatro ragazzi... Suona strano vero? Teatro per adulti!
È bello anche dire “tout public” certo, ma suona come “radical chic” e si potrebbe andare avanti a dare definizioni ed etichette con un gramelot che non direbbe nulla sul teatro... le etichette suonano un po' come la “supercazzola” del maestro Tognazzi.
Non è più bello dire che noi facciamo e ci occupiamo di Teatro?
Non di Spettacolo ma di T e a t r o!
C’è un Ministero intero per il Turismo e lo Spettacolo ma prova a dirle sul palcoscenico queste parole... senti come suonano queste parole: MINISTERO − TURISMO − SPETTACOLO. Senti invece come suona TEATRO... dal greco Theos: gli Dèi, coloro che guardano, guardare essendo guardato...
Uno spettacolo bello, definito “teatro ragazzi” piace anche agli adulti, uno spettacolo bello “per adulti” non è detto che piaccia ai ragazzi... strano no?
Andiamo avanti... il Teatro va sempre avanti!


A Napoli portate Canto la storia dell’astuto Ulisse. Che spettacolo è? Cosa vedremo?
È una bella coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, del Teatro Gioco Vita di Piacenza e della Compagnia del Sole di Bari.
C’è Flavio Albanese che con scanzonato entusiasmo giovanile racconta, coinvolgendo il pubblico, il mondo dei miti, i segreti degli Dèi e alcune tappe del viaggio di Ulisse divertendosi a giocare anche con i versi dell’Eneide di Virgilio per raccontare la guerra di Troia e con filastrocche in arcaico dialetto dell’entroterra pugliese per evocare le formule magiche di Circe. Le musiche sono quasi tutte scelte fra i canti polifonici del quartetto vocale Pugliese Faraualla, quattro donne che da sempre ricercano sonorità e canti etnici e popolari nelle più diverse tradizioni, a volte incantano a volte fanno divertire. E poi... compaiono le potentissime Ombre di Lele Luzzati del Teatro Giocovita: Polifemo, Circe, Tiresia, Mercurio, Calipso, i maiali... animati da due attori: Loris Leoci e Stella Addario.
In questo spettacolo Stella dà vita alle ombre e la nostra elettricista Luna Mariotti alle luci; Stella alle ombre e Luna alle luci... i nostri sono nomi parlanti, è anche questo per noi il Teatro... un dono degli Dèi.


Da un lato Puglia Showcase Kids prevede la coabitazione tra compagnie differenti per percorso, lessico ed esperienze – così favorendo la riconoscibilità reciproca tra chi fa teatro – e, dall’altro, consente il confronto con un pubblico extra-regionale, nuovo, inedito. Quanto è importante, dunque, una vetrina del genere in termini di maturazione ulteriore e di possibilità circuitative?
Negli ultimi quindici anni la Puglia ha avuto una crescita artistica, culturale e un riconoscimento nazionale di grande soddisfazione. Riteniamo che gran parte dei risultati siano dovuti certamente a un impegno di politici capaci, competenti e visionari che sono stati aiutati a capire cosa è profondamente il teatro e come far crescere il nostro lavoro, grazie allo straordinario impegno e alla competenza del Teatro Pubblico Pugliese che ha fatto da supporto e ha dato slancio alla nostra creatività.
Molte compagnie pugliesi, fra cui la nostra Compagnia del Sole, si sono confrontate con altre realtà nazionali ed europee anche attraverso vetrine come Puglia Showcase Kids e hanno ricevuto molti premi e riconoscimenti nazionali proprio negli ultimi anni.
Ecco, politici e organizzatori illuminati insieme a noi teatranti per supportare il “teatro”, la “cultura” e non solo il “teatro ragazzi” o il “teatro per adulti” o il teatro “tout public”. Certo, c’è molto da fare, specialmente in un era in cui “i maestri sono tutti morti” e i “giganti della montagna” credono di essere dei capitani coraggiosi.
Ma, parafrasando quello che diceva il Maestro Strehler, noi teatranti “poco sappiamo ma quel poco lo diciamo” e continueremo a farlo.
Chiuderemmo questo dialogo con il pensiero di un teatrante: “Non si può bluffare se c’è una civiltà teatrale, e il teatro è una grande forza civile, il teatro toglie la vigliaccheria del vivere, toglie la paura del diverso, dell’altro, dell’ignoto, della vita, della morte”. Leo De Berardinis. Grazie Leo.





Puglia Showcase Kids 2019 è un progetto della Regione Puglia, ideato e realizzato dal Teatro Pubblico Pugliese, finanziato nell’ambito delle FSC 2014-2020 “Interventi per la tutela e valorizzazione dei beni culturali e per la promozione del patrimonio immateriale”, Progetto Sviluppo e Internazionalizzazione della Filiera Culturale e Creativa dello Spettacolo dal Vivo – Teatro
Danza.

www.pugliashowcase.it
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