“Le ho riservato due biglietti per la prima del mio Pigmalione. Porti un amico. Se ne ha uno”; “Non posso venire alla prima. Verrò alla seconda. Se ci sarà”

Scambio di telegrammi tra George Bernard Shaw e Winston Churchill

Domenica, 08 Aprile 2018 00:00

Quello sguardo dietro le nuvole – 4

Scritto da 

Capitolo 4

 

In una Parigi ancora scossa dal feroce attacco islamico fondamentalista a Charlie Hebdo, Rolando Fraschini e sua figlia Giovanna, ormai rientrata nell’organico come direttrice dell’ufficio del personale, si stanno dirigendo in taxi al distretto La Défense dove in uno dei grattacieli che svettano da quelle parti ha sede la rappresentanza francese dell’azienda.

Nella sala riunioni discutono in tre. − Qui le cose si mettono male: prima per il budget che non dà i risultati sperati ma anzi lascia pensare a una chiusura dell’anno in perdita, e ora il rischio di una fuga degli investimenti dovuta al timore del ripetersi di atti terroristici in qualsiasi parte della città. Dobbiamo andarcene, e presto − Fraschini.
− Ma siamo nel più grande quartiere d’affari di tutta Europa! − Bruno.
Giovanna ancora non si è espressa. Sta riflettendo. E il suo pensiero per qualche attimo fa una deviazione portandola a concludere che il viaggio di gruppo in pulmino nel nord Europa non si farà.
Tornano in Italia dopo aver concordato con il socio francese che una definitiva decisione sulla conferma o meno della rappresentanza oltralpe sarà presa a fine anno. Bruno crede di avvertire che qualcosa non va, ne parlerà con calma a Milano.

Al rientro da Parigi Bruno e Giovanna si sono sposati, era nell’aria. Per il momento non sono interessati a un viaggio di nozze. Troppo convenzionale per due soggetti atipici come loro, che amano l’improvvisazione, l’inatteso, nei passaggi fondamentali della loro vita. Ma una cena del gruppo a casa Fraschini è stata ritenuta d’obbligo. È sabato sera, tutti a tavola. Fraschini ha chiesto una ricca varietà di piatti in catering a Masterchef. Il servizio è quello solitamente riservato ai clienti più prestigiosi: alta moda, design, lusso.
È Bruno che si incarica di versare il vino nei bicchieri. Oggi siamo, come le volte precedenti, nella sala da pranzo di Rolando Fraschini. Ma tra noi v’è la consapevolezza che d’ora in poi saranno Giovanna e Bruno a invitarci nella loro nuova abitazione. La vita ha il suo corso.
Milena, prima di entrare, mi ha preso in disparte mettendomi al corrente su quello che le ha riferito Giovanna riguardo all’incontro di Parigi. Il che mi porta a osservare con un’attenzione particolare come viene vissuta da ciascuno di noi la serata. C’è il solito brio nel conversare, quel senso di collettivo legame che ci ha accompagnato negli incontri precedenti. Ma tra un bicchiere e l’altro sfuggono parole dette a mezza bocca, vaghe allusioni, domande che non ricevono risposta e quindi vengono riproposte con una certa cautela.
Ci siamo, mi dico. Stiamo vivendo la vigilia di un radicale cambiamento aziendale. Bruno è ormai a un passo dal traguardo: prenderà nelle sue mani la governance, assegnerà responsabilità settoriali a suo piacimento e darà un nuovo impulso al lavoro dell’impresa. Io al suo fianco.
Sto pensando tutto questo, mentre gli altri, accennando ai fatti di Parigi, hanno preso a scambiarsi opinioni, previsioni e giudizi sul ruolo delle religioni intese come sovrastrutture economiche (da Karl Marx) in una società come quella in cui viviamo. Ma presto l’argomento mi disturba come un che di estraneo al nostro incontro. E dico − Amici, che ne dite se parlassimo d’altro, lasciando perdere un argomento che non ci porta da nessuna parte? Per lo meno sul piano pratico. Aziendale, insomma.
Tutti che annuiscono. Masterchef, ma non solo lui, ne è complice.
È venuta  chiaramente alla luce la consapevolezza che tra noi possiamo farcela avendo ormai cancellato, grazie alla ragione, un passato che non può più offuscare le nostre vite con drammatiche vicende vissute agli inizi della comune storia.
Nel rientrare lentamente a casa il mio sguardo si rivolge a Milena, che mi appare come l’incarnazione di quanto è venuto a maturare questa sera. − Come la chiameremo? − dice lei sorprendendomi. Le rispondo senza la minima esitazione che non si può escludere che potrebbe essere un maschio, ma quel suo splendido sorriso mi fa capire che nei giorni precedenti non ha saputo resistere alla tentazione di sottoporsi a una visita ginecologica per conoscere in anticipo chi tra non molto farà il suo trionfale ingresso in casa nostra.




leggi anche:
Enrico Brega, Quello sguardo dietro le nuvole − 1 (Il Pickwick, 21 gennaio 2018)
Enrico Brega, Quello sguardo dietro le nuvole − 2 (Il Pickwick, 11 febbraio 2018)
Enrico Brega, Quello sguardo dietro le nuvole − 3 (Il Pickwick, 11 marzo 2018)

Lascia un commento

Sostieni


Facebook