”Restava da chiedersi se davvero le pietre avrebbero resistito, con tutta quell'acqua che scendeva e scendeva in quel quarto giorno esattamente com'era scesa nei tre giorni precedenti e insomma non sembrava proprio che la città avesse intenzione di reagire, soltanto e semplicemente si limitava ad assorbire l'acqua fin quando avesse potuto ma il problema in effetti è proprio questo: fino a che punto si può assorbire l'acqua? Qual è in realtà il nostro limite? In ogni caso accadeva, come se questo problema fosse ancora indistinto e confuso e certamente lontano, perché la rassegnazione si era trasformata in indifferenza“

Nicola Pugliese

Domenica, 02 Luglio 2017 00:00

Olga e il turbinio dell'est

Scritto da 

Sprigionava intensi feromoni, vorticosi da fare invidia a un contatore Geiger, percepibili da un sia pur fugace contatto fisico o stimolo olfattivo. Olga Balan, moldava ventiquattrenne, venuta a Milano per cercare lavoro. Capelli biondi tagliati corti gradualmente di traverso, la parte più lunga sulla sinistra. Gli occhi di un blu profondo percorsi da lampi improvvisi. Ragazza slanciata dal fisico perfettamente modellato, morbido allo sguardo.
– Olga, direi che potremmo considerarla una crisi di mezza età. Ora sembra esserne venuta fuori. Sono ormai tre mesi che lei è in analisi da me. Ha collaborato come si deve. Mi faccia sapere più avanti se tutto va bene. Comunque, tenga sempre gli occhi aperti e cerchi di avere più fiducia nella sua forza – chi parla è il dottor Sebastiano Tarenghi, psichiatra.

– Grazie dottore, seguirò il suo consiglio. Che vuole... sento la mancanza del mio paese, dei miei genitori e fratelli. Sono stata ingenua, debole.

Era arrivata a Milano senza un’idea di cosa potesse fare, quale lavoro. Avrebbe alloggiato alla periferia della città in un angusto bilocale, dove già abitavano altre due moldave che l’avevano preceduta. Dormiva nello stesso letto di una delle due, sua coetanea; quella più anziana di qualche anno, che pagava un affitto leggermente superiore rispetto alle altre aveva un suo letto a una sola piazza. È stata lei che non ha avuto difficoltà a farla assumere come aiuto cameriera – senza tuttavia essere autorizzata a servire ai tavoli – in un ristorante dove lavorava da un anno, frequentato da in prevalenza da vip. Il titolare, Gianni Clerici, era rimasto colpito dal fascino emanato da Olga, che secondo lui non sarebbe affatto dispiaciuto a quel tipo di clientela.

Sono già sei mesi che Olga lavora al ristorante, pronta e precisa nell’eseguire gli ordini, se necessario eccola anche rivolgersi ai clienti in un italiano fluente che ha migliorato rapidamente sin dalle prime settimane, al punto che le è stato facile ottenere un ruolo non più secondario, ed è ora cameriera a tutti gli effetti. Capita talvolta che certi clienti chiedano al titolare di essere serviti da lei.
Agli occhi attenti del titolare Danilo Robecchi, non sfugge nulla dei progressi di Olga, e lei ne è consapevole. Pensa di poter chiedere quanto prima un aumento di stipendio per andare ad abitare in un appartamento più confortevole, e in una zona centrale della città.
Mirko Guastaldi e Jeff Browning, quest’ultimo proveniente dal Galles, hanno aperto da poco in Italia un canale televisivo privato che hanno chiamato TopTv con l’obiettivo di fare concorrenza alle reti pubbliche nei programmi di intrattenimento. Le prime trasmissioni di vario genere hanno subito dato buoni risultati. Ora pensano di lanciare nella prima serata di ogni domenica una gara di danza creativa a coppie di donne su motivi musicali portati al successo da artisti di fama di diversi paesi. Ci sarà anche una giuria che di volta in volta premierà la coppia vincitrice. Sponsor della trasmissione sarà un’importante società internazionale che produce indumenti femminili alla moda.

– Che ne diresti di quella? – Guastaldi, alzando gli occhi dal piatto di funghi al cartoccio.
– Niente male – risponde il socio.
Ai due è bastato tornare al ristorante la settimana dopo per convincere Olga a lasciare il suo lavoro di cameriera ed entrare nel gruppo di aspiranti partecipanti al programma, facendole intendere che non le sarebbe stato difficile primeggiare e, magari, diventare protagonista fissa di altre trasmissioni presso la rete.
L’hanno mandata a scuola di ballo a loro spese. Un duro impegno per Olga – sei ore al giorno con una insegnante molto esigente che non le dava tregua – ma in capo a un mese, grazie anche alla flessuosità del suo corpo e alla sensibilità musicale, si muove come una ballerina di grande esperienza.
Quando si è trattato di scegliere chi dovesse fare copia con Olga, Browning, facendo leva sulla sua esperienza maturata all’estero, ha convinto il socio a puntare su Mindy Galiena, una delle più eclettiche protagoniste televisive che da poco erano riusciti a strappare alla rete pubblica con maggiore audience per mettere in onda un programma in un certo senso simile a quello della rete pubblica stessa che esibiva coppie formate da un uomo e una donna. Convenzionali, insomma.
Nell’ampia sala di registrazione di via Mecenate, dove oltre a Fabio Fazio col suo Che tempo che fa, altri conduttori registrano e mandano in onda le loro trasmissioni di successo, la TopTv sta per esordire con la prima puntata. Le coppie che si fronteggeranno saranno dieci, tra cui Olga Balan e Mindy Galiena. Le due hanno avuto gioco facile nell’imporsi sulle altre. Molti e intensi gli applausi del pubblico presente in sala e si sono così qualificate per la prossima puntata. Ma il volto di Mindy Galiena appare segnato da una smorfia malamente contenuta. Gli applausi alla coppia vincitrice erano tutti rivolti in gran parte, con chiara evidenza, a Olga Balan. Quell’eccitazione che emana.

– Ma che finisse in analisi dal dottor Tarenghi per disturbi nervosi, e poi seri a tal punto, non me lo sarei mai aspettato. Sembrava una ragazza così sicura di sé – Guastaldi.
– Be’, in qualche maniera avremmo dovuto percepirla sua fragilità. Per lo meno dopo la terza puntata, quando la rancorosa invidia della Galiena era arrivata al punto di provocare alla Balan una caduta dal palco con un’improvvisa mossa scorretta delle gambe che le ha fatto perdere l’equilibrio e fratturarsi un polso, non credi? – Browning.
È andata che dopo le prime due serate Mindy Galiena non riusciva più a tollerare il maggior gradimento che la sua partner regolarmente riscuoteva dal pubblico (maschile in particolare). E da lì tutta una serie di sgarberie, minacce, insulti anche, contro Olga Balan, comprese telefonate anonime fatte fare da un amico della ormai spodestata, nell’apprezzamento degli spettatori, Grazia Galiena. Insomma, la star della trasmissione voleva essere lei e non “una delle tante poverette emigrate da quegli squallidi Paesi dell’Est”.
– E dove sarà mai finita. Non si più fatta viva, e neppure risponde al telefono. Forse lo spegne quando vede il nostro nome – Browning.
– Piacerebbe anche a me saperlo. E poi potrebbe tornarci utile ancora per qualcosa di nuovo.
– Guarda, quella ragazza è troppo debole. Fascinosa, d’accordo. Ma non sarebbe saggio correre altri rischi. Siamo finiti persino sui giornali... quanti gossip! Per non parlare di certe pesanti allusioni nei nostri confronti, di me e di te, dico... che ben conosci e potrebbero danneggiarci.
– Ma almeno una telefonata...
– Strano, davvero.
– Mi piacerebbe comunque sapere come se la cava adesso.
– Vedi un po’ tu, e tienimi informato.
– Sì, ti capisco.

La sua più anziana amica moldava era andata a trovarla diverse volte a casa. La profonda depressione in cui era caduta Olga dopo la vicenda televisiva l’aveva addolorata. E ora che ha sospeso l’analisi si è sentita come in dovere di convincerla a tornare ad abitare nell’appartamento dove era stata appena arrivata in Italia, con una sistemazione più comoda acquistando di comune accordo due letti singoli al posto di quello a due piazze che non le permetteva di dormire da sola.
Per un po’ di giorni, non si è mossa dalla casa dove è ritornata. “Che fare” – pensava. – “Devo trovarmi una sistemazione, un lavoro serio e non rischioso”.
Ancora una volta l’amica moldava anziana, le è venuta incontro e l’ha rimessa in contatto col ristoratore con il quale aveva lavorato in precedenza.
– Di tornare qui non se ne parla, ormai ti ho sostituita con un’altra cameriera che sta lavorando molto bene. Capisco la tua situazione, dammi qualche giorno per pensarci e poi vedremo. Non escludo di poterti aiutare, ho molte conoscenze. Mi farò vivo presto... Però me l’hai fatta grossa l’altra volta andandotene da un giorno all’altro... – Gianni Clerici.
– Scusami.
In Corso Vittorio Emanuele Beniamino Lovati ha aperto un nuovo salone di parrucchiere per donne. Lovati, sui cinquant’anni, è amico di Clerici. Tutto è pronto per l’inaugurazione del locale, manca solo una giovane di bell’aspetto e volitiva alla quale assegnare l’incarico di responsabile di tutto quanto riguarda l’attività. Si fissa un incontro in occasione del quale Clerici vuole presentare Olga all’amico. Dopo l’incontro a tre Lovati non si è fatto sentire per una settimana. Clerici si stava ormai convincendo che la faccenda non andasse in porto. Poi l’improvvisa telefonata: la cosa è fatta. Il giorno dopo Olga è già al lavoro. All’interno del salone ha un suo ufficio con tutto quanto occorre per dirigere e controllare l’attività del salone per sei giorni la settimana. Il personale è costituito da quattro giovani parrucchiere, difficile dire chi sia la più graziosa, che sembra facciano a gara nel superarsi con tagli di capelli e acconciature di gran classe. Le clienti ne sono entusiaste. Da parte sua, Olga è ormai convinta di aver trovato il posto che le spetta nella vita. Clerici e Lovati si congratulano a vicenda. Ognuno per il ruolo che ha avuto nell’assunzione di Olga. Per la loro lungimiranza.

Il trillo dello smartphone, e sullo screen appare il nome di Cezar. È suo fratello maggiore, che lei aveva chiamato da pochi minuti.
– Scusa se prima non ti ho risposto, ma ero occupato. Come va, Olga?
Le trema la voce. – Cezar, ho bisogno di te. Non ce la faccio più. Prendi il primo aereo e vieni ad aiutarmi, i soldi per il viaggio te li mando io... Non posso spiegarti tutto per telefono, in questo momento nel salone ci sono una decina di clienti... e c’è anche lui, potrebbero ascoltare e forse capire o intuire quello che ti devo dire, anche se parliamo la nostra lingua. Sono nei guai, e solo un uomo risoluto come te mi può ridare la serenità. Non voglio cadere in depressione un’altra volta. Sbrigati, ti prego!
– Non me lo posso permettere, sono troppo impegnato col mio nuovo lavoro. Guai se lo perdessi. Sai bene che nel nostro paese le cose non vanno bene... sai quanti se ne stanno andando all’estero come hai fatto tu.
– Allora domani prendo il primo aereo e vengo a Chisinau, mi servono i tuoi consigli... di tutta la famiglia.

Il davanzale del balcone è un tripudio di fiori. Prima che se ne andasse a trovare una sistemazione di lavoro in Italia era spoglio. Soldi per comprare fiori in famiglia non ce n’erano. I suoi genitori, ormai vecchi, con una modesta pensione, Cezar era allora disoccupato dopo la chiusura della fabbrica dove lavorava, il fratello sedicenne Augustin studente all’ultimo anno delle medie superiori, e lei, Olga, con qualche occupazione solitamente precaria e mal retribuita.
È una vecchia casa rustica di ridotte dimensioni, su due piani. Ereditata dal nonno paterno. Vi abita tutta la famiglia, compreso Cezar che presto andrà a vivere dalla fidanzata – con i genitori di lei – sperando di poter prima o poi sposarsi e trasferirsi (chissà dove) da soli.
– Questi fiori li abbiamo potuti comperare spendendo un po’ dei soldi che tu Olga ci mandi da Milano – la mamma, con un sorriso che mette in mostra quei pochi denti.
– Il lavoro che sto facendo rende bene, ma adesso...
– Adesso? – Cezar, visibilmente inquieto.
– Dipende da cosa farà lui. Ve l’ho detto, Lovati a questo punto è imprevedibile. Può succedere di tutto. Da quando ha cominciato a molestarmi in tutti i modi possibili, provando anche a mettermi le mani addosso... persino in presenza di altri, senza ritegno. Non mi lascia più in pace. Peggiora ogni giorno. Dice che mi vuole. È ossessionato.
– Se le cose stanno così, tu non torni più da lui – il padre. – Quelli come lui, l’avrai già capito, sono famosi per certe cose...
– No papà. Io voglio tornare al mio lavoro, mi piace e, ripeto, rende bene. Sono apprezzata e stimata da tutti. Il salone è frequentato da gente benestante, che potrebbe anche essermi utile in futuro. Non puoi impedirmi di vivere la mia vita dignitosamente. Qui da noi non c’è speranza, ma solo il rischio di non avere mai un domani sicuro.
Uno scatto rabbioso di Cezar. – Parli di rischiare qui da noi. Ma cosa puoi aspettarti da quel maniaco? Non voglio neppure pensare come potrebbe finire per te... e per la nostra famiglia... le mani addosso, hai detto. Tu sei una gran bella ragazza e ti muovi, ammettilo, in modo da far perdere la testa agli uomini di certi paesi che ormai sai. Ha ragione papà, non devi più tornarci... da quello là. D’accordo?
Sull’aereo che atterrerà a Linate tra meno di due ore Olga si sente come rinata. Ha dato prova ai suoi di esprimere con forza il proprio carattere decidendo di tornare senza indugi a Milano, non facendo tuttavia mancare ai genitori e ai fratelli parole di comprensione per le loro legittime preoccupazioni. Dopo la discussione, un corale abbraccio.
“Quello che mi serve ora è immaginare il quadro della pericolosa situazione che il mio ritorno al salone potrebbe creare. Dunque prenderò di petto Lovati facendogli capire che non c’è niente da fare. Lui non può pretendere di avermi, non sono interessata a un uomo che ha trent’anni più di me. E che soprattutto pensa solo di portarmi a letto. Ma gli dirò anche che pretendo di restare al mio posto, perché il mio ruolo in salone è determinante per continuare ad avere buoni risultati. Se non dovesse capire che voglio andare fino in fondo, gli dirò che non esiterei un solo istante a denunciarlo per aver più volte tentato di usarmi violenza, senza inoltre mancare di informare il personale del salone e parlarne anche alle clienti più importanti che hanno un certo peso tra le frequentatrici del salone. Gli converrà spegnere i suoi ardori e lasciarmi lavorare. Ora io sono la vera Olga. Che lui non ha mai conosciuto”.
Pensieri in volo. La felicità è una sfida alla vita. Chi potrebbe averlo scritto?

Lascia un commento

Sostieni


Facebook