"È vero che non bisogna confondere la critica con la maldicenza o il gioco al massacro; ma altrettanto vero e forse ancor più dannoso è confonderla con la complicità e la propaganda"

Giovanni Raboni

Domenica, 25 Ottobre 2015 00:00

Surreali dell'entusiasmo

Scritto da 

‘È con immenso dispiacere che oggi riprendiamo un’antica diretta, quella del dolore. È infatti da poco venuta a mancare la figlia del nostro amato supervisore ai dialoghi, il tanto stimato dottor George Buchman, il quale ha anche deciso di abbandonarci per andare a morire nella sua casa in montagna, abbiamo quindi pensato di aprire con un suo breve commiato questa nuova edizione de Essere, ente e dirette tv, così per ricordarvi che in fondo la vita è sempre, comunque vada, una schifosissima valle di lacrime e che non dovete mai permettere che una bella giornata possa rovinare la vostra miserevole e triste esistenza’.

Il signor Buchman prende la parola, ha ancora gli occhi rossi per il pianto appena asciugato. Farfuglia qualcosa bofonchiando troppe vocali e pochissime consonanti. Dal fondo dello studio esplode in coro “VOCE”, il noto anchorman Michael Adams nota l’impaccio del collega e prende la parola: “George, sappiamo che il momento è terribile, ma prova a dire qualcosa, siamo in diretta, please”. Buchman si fa coraggio, grossa boccata d’aria a gonfiare il petto e finalmente: “I’m sorry, but…".
“Wait, wait, wait…” lo interrompe subito Adams. “George, in italiano. Comprendiamo il tuo stato d’animo inoltre non sei nemmeno padrone della lingua, ma stiamo trasmettendo in Italia”. Di nuovo grosso respirone di Buchman, poi nuovamente: “Souno moltcho difficìle qualo chi devo dere a voio. Mia belisima figlia is dead”. “George, in italiano” lo riprende Adams. “Yes, mia figlia essere morire”. “George, parla bene, fai capire chiaro questo punto agli italiani, cosa è successo a tua figlia?” – “è muorda”. Il pubblico mugugna, dagli spalti arrivano commenti poco edificanti per la memoria della ragazza “sua figlia è merda?” – ”era una merdosa?, è questo che voleva dire il padre?”, Adams percepisce immediatamente l’incomprensione del pubblico e, da navigato mostro del tubo catodico, riprende nuovamente il povero signor Bucham: “Scusa George, ma credo che il tuo messaggio sia stato frainteso dal pubblico, onde evitare che venga anche strumentalizzato dai giornalisti, vuoi ripetere in un italiano finalmente corretto cosa è capitato a tua figlia? Come sta, bene oppure no? – “No, è murda”. Dal pubblico si alza un portentoso “CHEEEEE???”, poi alcuni iniziano a spazientirsi e scatta la caciara: “che cazzo c’ha la figlia?” – Adams, cosa ci stai nascondendo?”. Il malcontento della folla è tangibile, il conduttore cerca di ricomporre lo studio: “George Buchman, per l’amor di dio, dicci una volta per tutte cosa è capitato a tua figlia ed andiamo avanti”. Il povero signor Buchman ritira per l’ennesima volta un grosso respiro, stavolta sembra quasi prendere la rincorsa e poi finalmente grida: “è morta”. Adams esulta “ce l’abbiamo fatta”, Buchman fa un grande salto con il pugno alzato e esclama “Yessssssss”, scene di giubilo tra la folla. Finalmente il pubblico ha capito che si tratta di una tragedia e gioisce com’è d’uopo. La telecamera torna sul faccione sempre più simpatico di Adams che tira un sospiro di sollievo e tra le labbra mormora “che faticaccia”, poi si asciuga la fronte umidiccia con un fazzoletto piovuto fortuitamente dal soffitto e riprende la parola: “Bene, cari amici telespettatori. Con queste immagini di festa ci fermiamo per qualche istante, ma vi anticipiamo che dopo la pubblicità ci sarà una nuovissima puntata di Men & Women, il tronista di oggi è un grandissimo colpo di mercato della nostra redazione, abbiamo infatti con noi il grande, l’inimitabile, l’immenso Immanuel Kant. Ma non è tutto, ci saranno anche sorprese tra le corteggiatrici, restate con noi”. Tra il pubblico c’è maretta, poco prima della pubblicità infatti vengono mostrate le facce confuse degli spettatori i quali non nascondono il loro disappunto, tra il brusio della folla si percepiscono infatti chiaramente alcuni quesiti che da tempo già sul web circolavano e che vengono confermati al momento anche dagli astanti. A quanto pare Kant nuovo tronista non è apprezzato: “ma chi cazz' è?” si chiede qualcuno, qualcun altro si interroga invece sulla bontà della scelta della redazione di Men & Women: “secondo me con questo Kant sul trono non lo seguirà nessuno, non era meglio se prendevano un Mariano Catanzaro?”, una grossa signora napoletana sembra approvare l’ultima affermazione registrata “Marian Catanzar er n’atu fatt”, le fanno eco una massa di marmocchi grassottelli seduti ai suoi fianchi che, pare, siano suoi figli: “eh, eh, chill sì, chill sì”.

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– Inchiesta del settimanale Che? Il nuovo tronista di Men & Women Immanuel Kant afferma: “mi hanno messo sul trono con l’imbroglio, pensavo fosse un nuovo congresso illuminista”. A poche ore dal suo debutto in tv, le dichiarazione bollenti del futuro idolo dei giovani. Non perdete il prossimo numero di Che? In omaggio anche la mutanda di Mariano Catanzaro.
– Gentile pubblico, va ora in onda la prima puntata della nuova serie tv targata Tele Mordicco
A voi tutti buona visione.

SIGLA

Non preoccuparti
Lo sai che al buio
Possiam sazziarti
La mala lingua
Questa è la storia
Di un paese intero
Resta con noi
E ti daremo il siero


Lo sceriffo è alle prese, come ogni mattina, con la macchinetta del caffè quando d’un tratto squilla il telefono. “Chi diavolo sarà a quest’ora? Sono solo le sette. Se Jegghins mi chiama per le sue solite cavolate, stavolta mi sente. Per la miseria, non sono ancora in servizio” farfuglia a voce grossa.
“Pronto?”.
“Pronto, sceriffo. Sono Jegghins”.
“Porca puttana Jegghins, ma quante volte ti devo dire che non mi devi disturbare appena sveglio, lasciami almeno prendere un caffè. Ma tu già sei in centrale?”.
“Sì sceriffo. È successo un fatto terribile. Mi ha appena chiamato Claudio, il custode della scuola. Dobbiamo recarci immediatamente sul posto”.
La macchinetta del caffè intanto scalcia e schizza liquido nero dappertutto.
“Cosa diavolo è successo?” La caffettiera sembra ormai per scoppiare, ma il nostro sceriffo non se ne avvede. “Una cosa terribile” – risponde Jegghins – “È meglio se ne parliamo da vicino. Le spiego tutto appena arriva in centrale, ma faccia presto, per l’amor di Dio”.
“Riesco almeno a prendermi il caffè?” chiede seccato lo sceriffo, ma il caffè scoppia e prende lui.
Lo coglie in pieno volto. La cucina è un disastro. Acqua nera in ogni direzione, in più una fastidiosa gocciolina di rosso macchia piastrelle, pavimenti e ogni oggetto che il povero sceriffo avvicina a se.
“Puttana Eva, ma questo è sangue!”.
Dall’altro capo del telefono Jegghins risponde: “Esatto sceriffo, si tratta di un fatto di sangue”.
“Noooo, imbecille. Sangue io, io sanguino. Porca puttana, sto sanguinando. Che inizio di merda. Adesso vengo lì e ti gonfio”. Lo sceriffo riattacca. Si fascia velocemente con una garza la ferita dopo averla disinfettata brevemente con un po’ di alcool medico. “Mi uscirà un bel bernoccolo – pensa – “Già lo immagino. Tutta la contea a sfottermi alludendo al cornino che mi ha messo Samantha”. Non ha tempo per trattenersi oltre, il nostro sceriffo è già in macchina, capo fasciato, diretto verso la centrale di polizia. “Accendiamo un po’ di musica, va'”. Smanetta con l’autoradio, ma con scarsi risultati, non c’è segnale a quanto pare. “Che giornata di merda!!!” .
‘Avvisiamo subito che la serie tv appena trasmessa è stata già cancellata dalla rete per i pessimi ascolti ricevuti. Ricordiamo a coloro che prendono alla lettera i consigli per gli acquisti di lavarsi bene le mani, o almeno il dato, dito che è quasi... cioè lavarsi il dito, dato che è quasi ora di cena’.
Mi fa male il mondo.
Mi spiace, ma credo sia giunto il momento di interrompere questo strambo reflusso coscienzioso, sostanzialmente perché ritengo che l’opera in questione sia fuorviante ai fini di una consultazione medica che sia organica e/o psicosomatica degli effetti causali causati da un’eziologia a dir poco tutt’altro che falsificabile (per usare un eufemismo). Inoltre gli eventi parodistici sono spesse volte grossolani e mal raccontati, finendo in tal guisa per compromettere ulteriormente il divenire naturale delle storie narrate oltre questo scritto. Per tanto ci scusiamo con il lettore, soprattutto per coloro che hanno provato un forte senso di disagio e fastidio durante la somministrazione del contenuto. Consigliamo infine di sostituire, qualora possibile, patologie attualmente in essere con un sano mal di pancia di arcaica memoria.

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