“Quando tutto manca, quando tutto ci delude, quando tutto appare come una disfatta irreparabile, forse una sola cosa mi resta sempre: 'a voce. È questa, per me, il piccolo scoglio su cui mi ritiro davanti alla visione di perigliose acque da cui sono scampato”.

Enzo Moscato

Domenica, 14 Giugno 2015 00:00

Il Circo(lo) Volante Pickwick - ultimissima puntata (registrazione del 2013)

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È stato ritrovato per caso nelle cineteche l’ultimissima puntata de Il Circo(lo) volante Pickwick, mai andata in onda a causa della violenta retorica sovversiva dei due autori e soprattutto perché era una gran cazzata, non faceva ridere più nessuno e aveva rotto le scatole ai telespettatori, i quali rischiavano così di disamorarsi allo strumento e al dispositivo della televisione. Decidiamo di mandarla in onda soltanto oggi perché è estate, c’è scarsità di programmi e qualsiasi ributtante vecchia robaccia fa brodo e non pesa sul bilancio. Scusate per la porcheria che state per legger… ehm guardare!

 

Notiziario del giorno. È stato arrestato il noto serial killer Giovanni Reale. L’uomo, responsabile a suo stesso dire dell’omicidio di 779 donne, 12 uomini e 7,5 bambini, è stato catturato in un lercio scantinato di Soccavo, nei pressi di Napoli. La carriera del killer è iniziata nel lontano 1997, ben sedici anni di onorata attività. Migliaia di fan lo hanno accolto all’arrivo nella centrale di polizia. Ringraziamo Reale per le splendide emozioni che ha saputo regalarci in questi anni.
Ancora nessuna notizia di Dorothy Sigla. L’apprezzata valletta è stata rapita, ricorderete, nel corso dell’ultima puntata del programma di Michael Palin da quei poco raccomandabili di Magliuolo e Salottolo.
Spettacolo: problemi per la realizzazione del film Flusso Di Coscienza – Il Film. I produttori vorrebbero una trasposizione cinematografica di stampo freudiano, mentre il regista sembra essere indirizzato su un’impostazione di tipo junghiana.
È tutto per oggi, speriamo ci sia qualche guaio in più per la prossima edizione del notiziario. Buona giornata.

 

FLUSSO DI COSCIENZA

LOGOS & CAOS – 779 – 12 – 7,5 - 1997. Ah, finalmente!

Entra in scena Palin. C’è buio in sala, soltanto un bel riflettore inonda il volto estasiato del presentatore.

“Cari telespettatori del Circolo Pickwick, oggi è una giornata straordinaria. Abbiamo pensato di farvi una sorpresa, oggi era previsto un dibattito sulla dolorosissima questione dello sfruttamento delle colombe bianche durante le messe. Sarebbe dovuto intervenire Timothy Archipigeon, presidente onorario della LPCBdV, Lega Protezione Colombe Bianche del Vaticano, ma all’ultimo momento abbiamo deciso di rinviare perché oggi è veramente una giornata straordinaria. Credo non sia mai successo prima nella storia della televisione, interverranno, ognuno nella maniera che preferisce – perché noi siamo sinceramente democratici – i dittatori più importanti della storia. Potete accendere le luci: alla mia destra (ovviamente) abbiamo Mussolini appeso a testa in giù a piazzale Loreto, dice di avere problemi di circolazione alla testa ma riuscirà in un modo o nell’altro a intervenire, piccoli mugolii provenienti dal grosso petto saranno amplificati attraverso un sofisticatissimo sistema di riverbero, quel mucchietto organico alla destra di Mussolini (ubi maior) con splendidi baffetti in bella mostra è Adolf Hitler o almeno quello che ne resta, possiamo assicurarvi, però, cari amici telespettatori, che la sua potenza oratoria è pressoché intatta, bisogna soltanto sopportare la puzza di questi resti e interpretare i fruscii dei baffetti. Infine alla mia sinistra il più grande di tutti, Iosif Vissarionovič Džugašvili, altrimenti conosciuto come Stalin, imbalsamato e fresco fresco per essere guardato da tutti voi!”.

A questo punto il pubblico in studio va in visibilio, il cameraman inquadra un gruppo di tifosi di Stalin che mostrano tutti quanti una maglietta molto originale, con questa bella immagine:

 

 

“E qui al centro affianco a me – perché anche il centro può vantare un uomo straordinariamente feroce – Giulio Andreotti, morto da poco e quindi ancora in discreto stato di conservazione”.
Qualche isolato fischio dal pubblico, poca emozione. Qualcuno grida: “E Margaret Thatcher?”.
Palin si guarda intorno, qualcuno da dietro le quinte gli fa segno, un cartello compare dietro la telecamera. “Ma partiamo subito con il televoto, la domanda è: chi è stato il peggiore dittatore della storia? Per votare Mussolini bisogna chiamare il 67987646894895675934653 e intonare Faccetta nera in si bemolle mentre si partecipa a torso nudo alla “Campagna del grano”, per votare Hitler invece bisogna registrarsi al sito www.dfhgbgdrdtxijopfgbd.er.fhfhdvfs.it e mandare un video modellato su Il trionfo della volontà di Leni Riefenstahl, mostrando di essere dotati di discreta volontà di potenza e di voler mettere su un piccolo campo di sterminio dentro il giardino di casa, per votare Stalin (“ehehehehehehehe” grida dal pubblico) bisogna mostrare di aver mangiato un discreto numero di bambini (inviando i propri escrementi all’indirizzo: via Viva viva Sant’Eusebio, n. 666, Roma) e di odiare Trotskij fino al punto di voler uccidere tutti i suoi sosia, ma soltanto quando si trovano in Messico. Infine per chi proprio volesse votare Giulio Andreotti, bisogna aver baciato almeno tre mafiosi in bocca e con uno almeno dei tre esserci andato a letto sotto l’immagine del Papa, cosa che può essere dimostrata soltanto inviando una foto alla nostra mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo., in alternativa bisognerebbe mettere in piedi una nuova strategia della tensione, facendo esplodere bombe durante comizi dei sindacati – cosa, dati i tempi, effettivamente piuttosto difficile”.
“A questo punto, vai con la canzone d’apertura!, cantata dal nostro meraviglioso Gennariello “Obladì obladà” Jingle, un inno alla democrazia che tanto bene ci fa vivere e uno sberleffo a questi dittatorucoli da quattro soldi”.

 

Quant'è bella giovinezza
che si fugge tuttavia!
Chi vuol essere lieto, sia:
di doman non c'è DEMOCRAZIA.
     
Quest'è DRAGHI e MERKEL,
belli, e l'un dell'altro ardenti:
perché 'l DENARO fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Questi lavoratori ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è DEMOCRAZIA.

Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per villa Certosa e per boschetti
han lor posto cento agguati;
or da BERLUSCONI riscaldati,
ballon, salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è DEMOCRAZIA.

Questa soma, che vien drieto
sopra l'asino, è NAPOLITANO:
così vecchio è ebbro e lieto,
già di carne e d'anni pieno;
se non può star ritto, almeno
ride e gode tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è DEMOCRAZIA.

Donne e giovinetti amanti,
viva LETTA e viva ALFANO!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!
Ciò c'ha esser, convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è DEMOCRAZIA.

 

Il PALIN-SESTO subisce un’interruzione improvvisa. Si sente qualche sbuffo e qualche parola irripetibile, grugniti e barriti, poi i microfoni vengono spenti e il quadro si oscura. PALIN non concorda con l’interruzione, ma tutti lo sanno! è SESTO quello che decide. Per cui va ora in onda il musical La storia di Giovanni Reale, opera in tre atti con epilogo, scritta diretta e interpretata da Dan Maliourman. Per la visione dell’opera da parte dei bambini si consiglia la presenza di un gatto. Buon proseguimento.

 

LA STORIA DI GIOVANNI REALE

Atto I (allegretto in 5/4)

C’era una volta un ragazzo che non sapeva bene cosa fare
si mise a ammazzare
Voi ascolterete, quindi vorrete che sia ben chiaro il suo vero nome
Giovanni Reale.
Quando la gente poi lo incontrava, il più delle volte a terra sputava
e lui lo sapeva
Forse per questo, a un certo punto, si mise in testa un grosso guanto
e fece un po’ il matto.


Atto II (allegretto in 5/4)

Questa è la storia di quel ragazzo che a un certo punto diede di matto
uccise un bel gatto.
Poi, continuando a fare il cretino col guanto in testa, picchiò un bambino
che birichino.
E non contento di queste azioni violentò vecchi e donne a milioni
che buontempone.
Prese una spranga e via fischiettando la spaccò in testa un po’ a tutto il mondo
a tutto il bel mondo.


Atto III (allegretto in 5/4)

Questa è una storia che fa paura e ti diverte tra le tue mura
cantala ancora.
Tutti già sanno  chi sto cantando, quindi dai urliamo il suo vero nome
Giovanni Reale.
Quando uccideva era per gioco o indifferenza, ma mai per odio,
merita il podio.
Giovanni no, non farlo dai, mostra alla gente che amore sei
e scappa, vai!


Epilogo (moderato in 6/4)

Le grandi idee fanno brillar
l’unica colpa che ha l’uomo è pensar.
Basta che poi lo dici che
ti senti fiero di farti un bidet.
Poi di riflesso, pensiero e realtà
se mi concentro li spacco a metà.
Sempre ch’io sia quello lassù
cadendo muoio e non canto più.


Prende la linea SESTO e dà inizio a una dotta disquisizione. “Abbiamo appena trasmesso La storia di Giovanni Reale. Diciamo subito che ha destato perplessità l’epilogo nel quale, spieghiamo, l’autore fuoriesce dal personaggio e, in prima persona, parla al vero se stesso che è invece, inevitabilmente, il personaggio. Un uscire dalla maschera per entrarvi quindi nuovamente, in perfetta simbiosi col concetto di arte concettuale. Se proprio vogliamo un ritorno alla metafisica, è nell’arte che risiede, secondo l’autore, l’ultimo spazio da riservare ad essa. Prendiamo infatti ad esempio il passaggio:

Poi di riflesso, pensiero e realtà
se mi concentro li spacco a metà.


Ecco, è in questo frammento che possiamo individuare la rottura tra i due mondi, sensibile e trascendente, per ritrovarli frammentati insieme nella dimensione dello specchio, dimensione quindi tutta onirica”.
Dal pubblico parte una sonora pernacchia con commento “PRRRRRRR, arritirete munnezz!”.
Ma SESTO non è intimorito.
“Pare ci sia una telefonata in linea. Il professor Heidegger a telefono. Credo ci voglia dare delle importanti informazioni su che cosa è più precisamente la Metafisica. Prego professore, ci dica pure”.
“Voglio chiarire innanzitutto questo: se le mi chiede che cos’è ‘la’ metafisica, beh, è un discorso. Io sono più interessato invece a speculare su ‘che cos’è metafisica’ senza il ‘la’. Credo che la differenza sia chiara. E volevo inoltre invitarvi a porre questa domanda al pubblico. Perché l’essere, anziché il nulla?”.
“Questo problema della metafisica va risolto” conclude Sesto.

 

FLUSSO DI COSCIENZA

Metafisica, che cazzo di problema hai. Lo so, è vero, non sei altissima, ma anche Napoleone non lo era, eppure ha fatto grandi cose. Vieni qua, parla con me. Non startene sempre al di là. Confidati. Secondo me sei pur sempre una bella donna, sai come si dice, nella botte piccola c’è il vino buono. E poi non essere così presuntuosa con tua sorella Fisica, non devi riversare tutta la frustrazione per la tua bassa statura su di lei e fingerti superiore sol perché tanti anni fa eri stata onorata di titoloni importanti. Dai, un po’ di modestia e vedrai che tutto andrà meglio.

Chiedo scusa se intervengo, uso questo spazio pubblico per dare voce non ad una protesta, ma ad una semplice precisazione. Il problema all’epoca fu che lo scaffale della mia libreria era corto, si dovette quindi ad un certo punto necessariamente procedere evitando le file orizzontali e incanalando le posizioni di alcuni libri gli uni all’or sopra degli altri. Chiesi espressamente a Teofrasto di considerare ogni possibile fraintendimento a posteriori, era preferibile lasciare i libri in avanzo per terra, ovvero creare una nuova mensola che li contenesse, ma riconosco che si sarebbe andati incontro ad altre inevitabili interpretazioni congetturali. Alla fine, dunque, andò così. Il mio discepolo fece riposare, per motivi di spazio e del tutto incuranti di una causa finale, la mia opera sulla filosofia prima al di sopra del volume dedicato alla natura. Il resto è storia.

(Aristotele)

Scoppia un parapiglia in studio. Palin e Sesto si trovano a dover gestire un pubblico veramente inferocito. Sembrerebbe che i sostenitori di Aristotele, letteralmente invasati per l’intervento del maestro – si tratterebbe della prima volta che ha parlato direttamente al suo pubblico dopo più di due millenni – stiano facendo inspiegabilmente comunella con quelli di Stalin, mentre quelli di Heidegger (loro malgrado) sembrerebbero trovarsi d’accordo con quelli di Hitler. Mussolini e Andreotti non hanno portato la loro claque e sembrano essere veramente fuorigioco. Palin e Sesto cercano di gestire la situazione, tra esaltazioni per il fatto che Aristotele ha parlato al mondo dopo tanto tempo – a Sesto scappa di dire: “Altro che la madonna e gesù cristo che al massimo compaiono su una parete come chiazza di umidità o piangono lacrime di finto sangue dalle statuette” – e tentativi di bloccare il pubblico che vorrebbe abbattere la quarta parete, sfondare gli schermi della televisione e sgozzare gli avversari a casa.
Ma poi un grandissimo colpo di scena (i più maliziosi ritengono che sia stato tutto preparato a tavolino da quei due furbacchioni di Palin e Sesto): compare all’improvviso Giovanni Reale che incredibilmente si masturba in pubblico dinanzi ai teleschermi ispirandosi alla filosofia dei cinici e gridando come un forsennato il famoso motto di Diogene: “Raggiungerei la pace perfetta se potessi soddisfare nello stesso modo con una frizione il mio stomaco quando si lamenta per la fame”. Palin gli si getta addosso mentre Sesto chiama la polizia.
Poi un luce impensabile invade la scena. Compare un bambino cosmico nietzschiano, ha gli occhialetti, le orecchie a punta e una gobba capace di sostenere il mondo un po’ come le spalle di Atlante. Nel pubblico qualcuno lo riconosce: è Andreotti risorto per annunciare l’eterno ritorno dell’uguale.
 

FLUSSO DI COSCIENZA

Non mi resta che dedicarmi alle successioni numeriche di Fibonacci. Ecco i numeri del Bingo:
0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55 (=F10)
89, 144, 233, 377, 610, 987, 1597, 2584, 4181, 6765 (=F20)
10946, 17711, 28657, 46368, 75025, 121393, 196418, 317811, 514229, 832040 (=F30)
1346269, 2178309, 3524578, 5702887, 9227465, 14930352, 24157817, 39088169, 63245986, 102334155, 165580141 (=F41)

Quousque tandem abutere, MAGLIUOLO E SALOTTOLO, patientia nostra? VEDETE ANCH’IO SO ESSERE COLTO.
(la Redazione)

Ottimo Mr. Redazione! Non troppo ancora abuseremo della vostra pazienza, fra poco questa serie sarà conclusa. Intanto, Daniele caro, avevo pensato di chiudere questa puntata con un’altra canzoncina, Girl from Ipanema, in cui tutti i personaggi della puntata ballano insieme questa bossa nova. La ragazza di Ipanema sarebbe ovviamente la Thatcher. Che ne pensi? O vogliamo chiuderla qui?
(Salottolo)

 

Direi di chiuderla qui.
Anzi, qui!
Facciamo un po’ più giù, va...
Ecco, forse ho trovato un punto perfetto dove chiuderla.
(Magliuolo)

                         

 

                                                                                                                                                    QUI!!!

 

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