“Cunto cantanno schiante... / Chiagne scuntanno cunte... / Sconto cuntanno chiante... / Schianto cantanno... punto”.

Mimmo Borrelli

Lunedì, 02 Febbraio 2015 00:00

Amore di formalina

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Ti vorrei sempre con me, ovunque, a qualsiasi costo, perché ti amo...
Io e te, come polvo enamorado trasportato dal vento, sempre vivi
oltre la morte nell'alba senza fine del ricordo...

Ti vorrei sempre con me, ovunque, a qualsiasi costo, perché ti amo.
Per questo vorrei poterti fare a pezzi, sminuzzarti, lacerarti, tagliuzzarti,
segarti persino le ossa, e portarti in giro per il mondo e nella mia tomba.

Userei le tue mani morte per masturbarmi, il tuo intestino come sciarpa o per impiccarmi,
con la tue viscere ci farei scorte di salsa per l'inverno, con i tuoi incisivi una collana di denti di squalo e coi tuoi genitali farei una scatola dove infilare i regali delle mie ex.

Perché sei l'unica, l'unica, l'unica donna che ho mai amato, la prima e l'ultima.

Oh sì, metterei la tua colonna vertebrale nella teca del tirannosauro, la tua
bocca sarebbe un fantastico posacenere nel salotto che molti m'invidierebbero,
le tue labbra vorrei gustarmele a carpaccio e il tuo cuore azzannarlo Tartaro.
Coi tendini farei arpe e chitarre, canzoni così romantiche! E poi, e poi,
sì, con i tuoi seni da regina delle api, pieni di cera grassa, quante candele
dai capezzoli fiammeggianti per evocare la dolcezza dei tempi andati e le muse della Poesia.

Amore grande, vedi come ti amo? Come ti amo tutta, ogni parte! Senza eccezione!
Amore mio sei così perfetta che persino l'ano lo metterei nel vaso coi fiori dove
sarebbe il più bello dei tulipani. Quanto ti amo!

Anima mia, ricamerei un maglioncino di lana al tuo utero e ne farei un peluche sorridente.
I tuoi polmoni li riempirei d'acqua bollente e li stringerei di notte come una borsa
calda. Taglierei la tua giugulare e con tutto quel sangue potrei dipingere
bellissimi quadri che parleranno del nostro amore eterno e vero.
Con la pelle dell'addome ci farei la fodera di cuscini fatti coi
tuoi folti capelli ricci, e ci dormirei sentendo ancora il tuo respiro,
poggiando sereno la mia testa su di te e sentendomi ancora
l'uomo più fortunato e amato del mondo.

Oh sì, noi non ci lasceremo mai, mai, io amo tutto di te,
sei così perfetta, così perfetta, morirei se mai dovessimo lasciarci
ma noi due staremo sempre sempre sempre insieme.
Perché dopo tutto siamo solo questo, solo carne, solo
lembi sanguinanti di sogni stanchi che ballano lenti perversi.

Amore caro, tu pensavi di non amarmi più, tu volevi andare via...
Amore mio, tu non sapevi che nessuna stagione è più violenta
della primavera, che niente è più spaventoso della vita che continua,
che siamo solo atomi ed anime enantiomorfe: simmetriche rispetto ai
nostri piani, gemelle finché distanti, ma poi alla prima sovrapposizione
così diverse, sempre così incompatibili e destinate ad amarci solo
per noia... Amore! Amore! Come eri tenera con la tua voce da bambina
mentre gridavi "basta" e inutilmente scappavi...
Ma io ti ho fatto capire tutto questo! Io ti ho aiutato ad accettarlo, io ti ho amata!
... Potrai mai perdonarmi per quello che ti ho fatto?

L'apocalisse è già qui ma io non ho paura,
Dinanzi al giudizio non griderò “ Oh mio dio!”
ma le mie ultime parole saranno “ ti amo”.
Gli angeli ingiusti verranno e mi troveranno seduto, sereno,
col tuo capo mozzato sulle ginocchia ad accarezzare i tuoi capelli e a guardarti negli occhi.
Gli occhi... Gli occhi! Cosa ci farei coi tuoi occhi?
Maledetti occhi! Chiodi di luce e abissi di diamanti insanguinati!
Sono loro il motivo di tutta questa follia crudele!
Sono loro il motivo per cui siamo morti così atrocemente!
I tuoi dolci, bellissimi occhi... Sono l'oro e la miseria.
Io li ho guardati un'ultima volta e... e... non
sono stato capace di farti del male mentre te ne andavi.
Sono rimasto lì, fermo, silenzioso mentre mi laceravi, mi tagliuzzavi, mi spezzavi le ossa,
mi riducevi a brandelli, mentre mi ammazzavi, mentre squartavi ogni speranza e
spellavi vivo ogni sentimento...
È stato il mio ultimo bacio, il mio ultimo gesto d'amore,
lasciarti andare senza piangere, senza supplicare...
Farti credere che il mostro ero io, che era meglio così e che Dio non era morto.

 

“ E la tua grande vittoria?”
“ Il mio martirio”
“ E la tua liberazione?”
“ La morte”

(La Passion de Jeanne D'Arc – Carl Theodor Dreyer – 1928 )

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