“Perché per spiegare il prologo del Decameron, che è una questione di peste, morte, fuga, avete bisogno di di dieci pagine sulla civiltà comunale del Trecento, altre dieci sulla mimesi e la diegesi in Boccaccio, e magari altre dieci ancora per prendere in esame le opinioni di tutti quelli che vi hanno preceduto? Siete matti? Non lo vedete in televisione che fine sta facendo l'arte? Gli Uffizi devastati? Le case della mafia dentro i templi di Agrigento? Il ponte di Monstar distrutto a cannonate? Questo succede quando i popoli perdono coscienza che un romanzo o un quadro li riguardano, in quanto individui e in quanto parte di una comunità”

Emanuele Trevi

Lunedì, 04 Agosto 2014 00:00

Fronte, bocca, petto – Scatole della Memoria

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Fronte, bocca, petto

Saresti gentile se m'ammazzassi
come una madre troppo innamorata
o una vergine che ne ha il dovere.
Se aprissi la bocca e uscissero parole,
di quelle che accadranno presto,
forse potrei volare
come un Icaro malato del suo desiderio
e saltare da un pensiero ad un altro
con la leggerezza di chi al mattino fa colazione.
Ho un segno sulla fronte
uno sulla bocca 
ed uno chiaro e crocifisso sul cuore.
Prego che questo tormento della carne giovane
venga indebolito dai passi lenti 
di chi sogna un posto dove star bene.

 



Scatole della Memoria


Un posto nell'armadio
per le scatole della memoria
piene di parole d'amore
di animali di plastica
e anche qualche colore.

Ben nascoste per fare spazio
alle nuove partenze.
Milioni di meduse migrano
e la pelle brucia dove non speri
nei luoghi umidi delle attese
dove le speranze si piegano:
sono carta anche loro.

Avrò un giardino pieno di scatole
dove i fiori della memoria potranno appassire,
non dovrò nascondere nulla
e sorriderò per il loro disordine
e piangerò sugli steli della memoria.

 

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