"È vero che non bisogna confondere la critica con la maldicenza o il gioco al massacro; ma altrettanto vero e forse ancor più dannoso è confonderla con la complicità e la propaganda"

Giovanni Raboni

Gennaio 2013

Venerdì, 04 Gennaio 2013 11:26

Chi mi crederebbe, a Napoli?

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L’incantesimo è finito, finita è La tempesta. Prospero, con al fianco Alonso, guida la nave intatta che fa ritorno verso Napoli. Ariel s’è disperso tra le nuvole, Miranda e Ferdinando si tengono per mano, a prua, sotto il tetto delle stelle. Spariti – come attori alla fine di uno spettacolo – sono Gonzalo e Sebastiano; Adriano, Francesco e Stefano; Trìnculo, i marinai e gli spettri che hanno fatto comparsa breve: Iride, Cerere, Giunone, le ninfe e i mietitori. “Col vostro potere, non lasciatemi in quest’isola brulla, ma piuttosto liberatemi voi con l’aiuto buono delle vostre mani. Il vostro fiato gentile rigonfi le mie vele” ha implorato Prospero, accontentato dal suo pubblico. Cos’è che rimane allora, cos’è che rimane ancora su quest’isola che non è un'isola ma un assito con sipario ma senza quinte e che ha per magnifico fondale la platea di un teatro intero? Cos’è che resta, quando non resta La tempesta?

Venerdì, 04 Gennaio 2013 08:54

Evening Tg del Lunedì

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Lunedì sera, ore 20. Va in onda, come di consueto, il telegiornale curato dallo stimato giornalista inglese Michael Palin.

“Good evening. The Prime Minister, John Cleese …”

Giovedì, 03 Gennaio 2013 15:36

La vita dov'era la vita

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Città distrutte. Sei biografie infedeli, di Davide Orecchio, si presenta in copertina con il capo di un palazzo in fase di declino mentre accanto, con moto leggerissimo, s'alza il bianco di una mongolfiera. Qualcosa crolla e, crollando, è destinato a farsi polvere e macerie e poi assenza e ricordo sbiadito e più sbiadito ancora mentre – nel contempo – dallo stesso luogo in cui avviene questa frana, che sa d'irrimediabile scomparsa fisica, altro si solleva: una nuova vita forse, forse la stessa vita ma con altra forma, volubile ed ariosa.

Mercoledì, 02 Gennaio 2013 19:47

Non ti pago o delle ipotetiche realtà

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Nel 1940 i De Filippo allestirono la prima rappresentazione teatrale di Non ti pago, commedia in tre atti scritta da Eduardo quello stesso anno. Nel ‘42 il regista cinematografico Carlo Ludovico Bragaglia ne proponeva una versione per il grande schermo, ma è nel ‘64, con la trasposizione televisiva per la RAI , che l’opera acquista tutto il suo enorme valore fino ad allora solo potenziale ed è a questa che lo scritto in questione fa riferimento.

Martedì, 01 Gennaio 2013 18:28

Ucciderò Roger Federer (parte 7)

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7. “F, ma sei veramente tu?”

Fu così che il piccolo signor F, dopo aver attentamente scrutato l’orologio – un vecchio ma affascinante Citizen, trovato sulla bancarella di un vecchio incartapecorito che sopravvive vendendo cianfrusaglie a volte di discreto valore e che pronuncia il nome della famosa casa produttrice più o meno così: “Cittizzè”, un orologio che aveva il brutto vizio di guadagnare minuti su minuti fino a far perdere la cognizione dell’ora esatta – decise di intrattenersi ancora un po’ in giro, “del resto” pensava “questi sono i vantaggi di non avere nessuno a cui rendere conto” e, un po’ come dimorando nel suo alibi preferito, riteneva, ridacchiando fra sé e arcuando lievemente quel sopracciglio i cui movimenti erano stati da lui analizzati a fondo, che era fortunato a non avere una compagna perché, se mai l’avesse avuta, di lì a poco già lo starebbe tempestando di chiamate, magari poi, una volta tornato a casa, avrebbero litigato urlando feroci offese, lui si sarebbe sicuramente innervosito e sarebbe corso di filato in bagno come gli capita sempre e molto probabilmente non avrebbe dormito serenamente, proprio stanotte che domani ha il famoso concorsone.

Lunedì, 31 Dicembre 2012 12:09

... E aspiette che chiòve...

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La (multi)sala Assoli accoglie il suo pubblico variopinto e blasonato per la trasposizione in napoletano di Plou a Barcelona di Pau Mirò. Scena articolata, eppure essenziale, in cui ogni dettaglio, ovviamente studiato nella sua apparente casualità, suggerisce già un odore, un suono, un’atmosfera. Sullo sfondo vetri riparati con lo scotch da pacchi, un piccolo frigorifero di modello antiquato, una tenda volgarmente colorata e intessuta di paillettes. In primo piano il letto, rosa con i cuscini di raso rosa fucsia, un comodino sgangherato, una poltrona sbilenca e rattoppata.

Martedì, 01 Gennaio 2013 01:00

Ionesco cabaret

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“Ho riunito nel mio ufficio Billetdoux, Vauthier e Ionesco ed ho chiesto loro di scrivere qualcosa per me. Si conoscevano di vista; si sono piaciuti; hanno passato la notte insieme. La cosa è finita alle sei del mattino a Montparnasse. Tastarono tutti gli argomenti tranne quello che avevo loro proposto: una lite tra due che si amano e, per cornice, una camera con tre porte ed un letto. Il che non toglie che quindici giorni dopo io avessi le mie tre commedie in un atto” e che, tutte e tre, proponessero “una lite tra due che si amano” e, per cornice, “una camera con tre porte ed un letto”.
Così Antoine Bourseiller, che nel 1962 si dilettò a “rimescolare le scene delle tre opere” tagliando, incastrando, rifinendo e montando singoli passaggi dei singoli scritti in un’unica messinscena intitolata Camicie da notte. Fu un fallimento.

Domenica, 30 Dicembre 2012 22:56

Napoli-Nashville

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“Neomelodico” è innanzitutto una parola.
Trovato il lemma sul Grande Dizionario Italiano di Aldo Gabrielli, edito dalla Hoepli, ci si imbatte in questa definizione:

neo-melodico
[ne-o-me-lò-di-co]
A agg. (pl. m. -ci; f. -ca, pl. -che)
MUS Che si ispira in chiave moderna alla canzone melodica di tradizione italiana, spec. napoletana. (http://dizionari.hoepli.it/Dizionario_Italiano/parola/neo-melodico.aspx?idD=1&Query=neo-melodico).
In Vesuvio Pop. La nuova canzone melodica napoletana (Roma, Arcana Edizioni, 2009), autori Tiziano Tarli e Pierpaolo De Iulis, si legge che la parola è stata “coniata” (trattasi dunque di neologismo) nel 1997 da Peppe Aiello nel libro Concerto napoletano. La canzone dagli anni settanta ad oggi (AA. VV., Lecce, Argo Editrice). La parola nasce dopo il fenomeno, il fenomeno si impone tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta.

Domenica, 30 Dicembre 2012 12:37

Prima della Prima

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C’è un tempo nel quale uno spettacolo non è ancora uno spettacolo. In questo tempo – in questo prima della prima – le quinte sono soltanto pannelli in legname, i vestiti di scena sono stoffe sgualcite e tavoli, sedie, piatti o bicchieri sono tavoli, sedie, piatti o bicchieri: senza alcun senso in aggiunta, significato ulteriore, valenza allusiva. 

Domenica, 30 Dicembre 2012 10:12

Già sempre Altra la nostra relazione con il mondo

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Che nella nostra contemporaneità la riflessione sul rapporto tra natura e cultura sia diventato sempre più parossistico giocato di volta in volta sulla necessità di pensare una naturalità dell’uomo, libera da ogni impasto culturale o che si giochi al suo interno come dimensione di continuità, o sulla possibilità di pensare una culturalità dell’uomo che si ponga come frattura nell’esistente per cui la natura diviene il “paradiso perduto” idealizzato della nostra infanzia già sempre non più nostra, tutto questo è fin troppo chiaro, lo si percepisce nell’ambito di ogni riflessione, dalla più teoretica alla più intimamente politica e/o rivoluzionaria. Che poi si provi con ironia a discutere questo tema con l’immane potenza della rappresentazione concreta, questa la cifra stilistica di Jimmie Durham e di questa bella esposizione che va sotto il nome di Wood, stones, friends.

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