"È vero che non bisogna confondere la critica con la maldicenza o il gioco al massacro; ma altrettanto vero e forse ancor più dannoso è confonderla con la complicità e la propaganda"

Giovanni Raboni

Gennaio 2013

Sabato, 12 Gennaio 2013 16:46

La bellezza fragile dell'umanità

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Sfondo nero. Una sedia, un microfono, un leggio. Un uomo abbigliato in maniera informale, ma con la kippah, promette parole, melopee, storie. Propone un viaggio e si propone come nocchiero, lo seguiamo, solo a tratti con un po’ di stanchezza, e ci libriamo con lui, o come lui cerchiamo di librarci ad altezze vertiginose dello spirito, che tuttavia sempre ci restano precluse e un po’ goffi, noi e lui, cerchiamo comunque di trattenere l’eco di un mondo che non conosciamo, che conosciamo solo di riflesso a sua volta riflesso di altri echi, proprio come nella storia dei maestri Chassidim all’approssimarsi del pericolo.

Ci sono film che colpiscono lo sguardo e “divertono” l’intelletto dello spettatore – poi spiegheremo in che senso un film del genere possa ancor’oggi interessare – pur non essendo dei capolavori. La stregoneria attraverso i secoli (lasciamo perdere il titolo italiano) è un film che a tratti si potrebbe definire non riuscito (eravamo stati tentati di utilizzare il termine “brutto”) se la stessa potenza di alcune scene o lo humour grottesco e nero che lo puntella non rendessero a tal punto godibile la visione da far mutare completamente il giudizio.

Sabato, 12 Gennaio 2013 15:51

Elegia di naufragi

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Un Ulisse a rovescio: non eroe dal multiforme ingegno, che affronta dei mari la burrasca, proteso al ritorno alla sua Itaca petrosa, ma mezzo mozzo, marginal-man dal deforme contegno, senza un approdo cui anelare, senza una Penelope quantunque modesta sul molo ad aspettare. Costui è "'o Spicchiato", fulcro scenico di Acquasanta.

Sabato, 12 Gennaio 2013 09:55

Lo studente di Praga o dell'Io

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Praga, 1820. Balduin è uno studente innamorato di una facoltosa contessa e da lei ricambiato. La sua umile condizione non gli permette però di frequentarla assiduamente e dichiaratamente come vorrebbe. Dopo aver fatto la conoscenza del mefistofelico signor Scapinelli questi gli propone un patto: 100.000 monete d’oro in cambio di una qualsiasi cosa presente nel suo modesto appartamento. Il giovane Balduin lo invita a casa, firma il contratto e il vecchio Scapinelli si impossessa della sua immagine riflessa nello specchio.

Venerdì, 11 Gennaio 2013 21:30

Delfini del Nord

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Tra le conferme della musica italiana meno legate al “nuovo” cantautorato degli anni zero (Dente, Vasco “Centrale Elettrica” Bondi, Brunori S.A.S.) e alle band che hanno riscoperto una indignata (e declamatoria) coscienza politica (Menagement Del Dolore Post-Operatorio, Lo Stato Sociale) ci sono sicuramente i VeiveCura, che nei primi mesi dell’anno appena trascorso hanno pubblicato il loro secondo lavoro, Tutto è Vanità (Ed. La Fame Dischi) dopo l’esordio del 2010, Sic Volvere Parcas (ed. Echi Sonori/Musa).

Venerdì, 11 Gennaio 2013 10:55

All'ora del the

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“Se avessi scritto il mio romanzo in terza persona, anziché in prima, sarei stato molto più bonario con il protagonista della mia storia. Il fatto è che quando scrivi in prima persona senti di più la flagellazione interiore del tuo personaggio e diventi più cattivo e moralista verso i suoi, che poi sono i tuoi, stati d’animo. Invece in terza persona rimani più distaccato. Racconti gli eventi in maniera fredda e disinvolta senza restare intrappolato dai pensieri del tuo eroe di carta”.

“Ma di che cazzo stai parlando?”

 

Mercoledì, 09 Gennaio 2013 16:04

La Domiziana o Il vangelo a benzina

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La Domiziana nell’immaginario collettivo è strada di prostituzione e degrado. Noi, almeno qui nel napoletano, lo sappiamo da piccoli. È proprio su questa strada che Marco Ciriello (giovane scrittore partenopeo, classe ’75) fa muovere i suoi singolari personaggi in uno spettacolare noir dai tratti granguignoleschi.

Mercoledì, 09 Gennaio 2013 12:59

Il tradimento di Shakespeare

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“È il drammaturgo che deve generare la propria illusione: ‘Ma guardate: il mattino, avvolto in un manto rossigno, avanza sulla rugiada di quell’alto colle ad Oriente’. Questo è Shakespeare, dove invece un regista moderno si limiterebbe a ordinare due rossi sul fondo” (John Palmer, The Future of the Theatre).
Una landa pallida, bianca, costituita da un grosso telo tirato e adagiato a una base adagiata, a sua volta, sul palco: su di essa cinque minuscoli promontori, posizionati in forma di corona, a rappresentare altrettante dune di sabbia.
Sabbia, spiaggia. Spiaggia, Cipro. L’Otello di Nanni Garella inizia a Cipro.

Martedì, 08 Gennaio 2013 11:48

Ucciderò Roger Federer (parte 8)

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8. “Mi farebbe piacere sentire dalla tua bocca, che non serve soltanto a mangiare ma anche a parlare, che sei comunista”

Soltanto nel momento in cui lo strano conoscente del piccolo signor F aveva deciso di sedersi al suo stesso minuscolo tavolino, scostando in maniera rumorosa (e con un gesto del braccio di ampiezza considerevole, dunque colpendo in maniera forse non troppo accidentale una serie di persone) una grossa sedia – sembrava quasi un seggiolone a causa di una spalliera smodatamente alta e un piano per la seduta straordinariamente basso – che il nostro eroe come ripiombato definitivamente nella realtà si accorse di quante persone si stavano accalcando in quel minuscolo baretto,

Lunedì, 07 Gennaio 2013 20:18

Storie, chiacchiere e spartiti

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La denominazione che si sono scelti questi moderni musici non è casuale e non può che far correre automaticamente la memoria a quella ormai mitica raccolta di esercizi musicali (Cesi-Marciano) che chiunque abbia avuto anche solo embrionali velleità da musicista serio (di quelli, insomma, che suonano leggendo un pentagramma vero in luogo di moderne, sbrigative ed approssimative tablature) ha sicuramente aperto almeno una volta nella sua vita. L’Ensemble, in aggiunta, a rafforzare il concetto già visivamente evidente di “utilizzo contemporaneo” di tutti gli strumenti sul palco. Sei chitarre classiche, un’acustica, un basso elettrico, un violoncello ed un vibrafono “ensemble”, in un repertorio che spazia dal classico internazionale - nella fattispecie con rivisitazioni di Bach e Mozart - a brani originali composti dall’ideatore di questo progetto, Ciro Gentile.

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