“E quando pensate di tornare? dissi io. Loro si strinsero nelle spalle. Chi lo sa, María, dissero. Non li avevo mai visti così belli. Li avrei baciati tutti e due, e non so perché non lo feci, sarei andata a letto con tutti e due, a scopare fino a perdere i sensi, e poi a guardarli dormire e poi di nuovo a scopare, ci pensai davvero, se cercassimo un albergo, se ci chiudessimo in una stanza buia, senza limiti di tempo, se io li spoglio e loro spogliano me, tutto si sistemerà, la pazzia di mio padre, l’automobile perduta, la tristezza e l’energia che provavo e che di momento in momento sembravano asfissiarmi. Ma non dissi niente”

Roberto Bolaño

Mercoledì, 21 Gennaio 2015 00:00

Buone Pratiche: Teatro Pocket

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Le Buone Pratiche del Teatro è il titolo di un libro – leggo la nota editoriale – “indispensabile per capire cosa è successo, cosa sta succedendo e che cosa succederà nel teatro italiano”. Costituisce  – dice il sottotitolo – “Una banca delle idee per il teatro italiano” poiché racconta, scheda e mette in ordine centoquaranta iniziative che servono e che possono servire a migliorare la condizione del settore teatrale. Ne sono autori e curatori Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino.

Le Buone Pratiche del Teatro è stata la fonte d’ispirazione di questa intervista. Sfogliando le pagine del libro, infatti, mi sono reso conto che occorreva fare qualcosa per condividere il fatto che – nonostante tutto e a dispetto dello sconforto ampiamente giustificabile – c’è chi prova a migliorare la situazione presente, cercando di immaginare e costruire un futuro diverso. Come rendere merito a chi ha avuto un’idea interessante, l’ha sviluppata, resa effettiva e applicata, riuscendo a produrre un indubbio vantaggio collettivo o generando una nuova esperienza formativa? Dandogli spazio, dandogli parola.
"Da dove comincio?" Mi sono chiesto. Ho deciso che l’inizio poteva essere Andrea Pocosgnich, fondatore e caporedattore di Teatro e Critica. Sia chiaro. Non siamo al critico che intervista il critico. Non ancora, per fortuna. Andrea Pocosgnich è – con i suoi compagni di redazione e con App To You, “azienda leader nel mondo dell’innovazione” leggo dal sito – inventore e realizzatore di Teatro Pocket. Cos’è? A cosa serve? A chi si rivolge? Quanto costa? Questo ed altro nell’intervista che segue. Posso solo anticipare che se siete operatori e distributori teatrali, se siete spettatori o critici, attori, registi, gestori di spazi grandi o piccolissimi in cui si fa scena Teatro Pocket potrebbe davvero interessarvi.
Buona lettura.

Quando e come nasce Teatro Pocket? E quali sono le ragioni che hanno spinto la redazione di Teatro e Critica a dare vita a questa nuova app?
Le idee fermentano nella testa fino a quando dimentichi quando le hai sentite nascere per la prima volta. Comunque nel 2013 il progetto è diventato concreto, ci siamo rivolti ad App To You, giovane realtà di impresa che lavora nel campo dell'innovazione e con loro abbiamo cominciato a lavorarci.
La motivazione è nata dopo anni di osservazione del panorama teatrale italiano: il suo principale problema, per quello che riguarda l'informazione agli spettatori, sta proprio proprio nella frammentarietà. Sentivo l'esigenza di uno strumento che riuscisse a colmare questa lacuna, capace di dirmi quello che accade in città e date diverse con pochi passaggi e  senza il bisogno di cercare nei siti dei teatri che non sempre sono efficaci. Una volta capito che questa esigenza doveva incontrare la tendenza, ormai generale, a usare lo smartphone per qualsiasi cosa, l'idea era pronta.

In che zona sei?”; “Cosa vuoi vedere?”; “Quando vuoi andare?”. Sono le domande rivolte agli utenti di Teatro Pocket. Mi piacerebbe – se possibile – spiegaste, ai lettori napoletani de Il Pickwick (teatranti, uffici stampa, lettori/spettatori), a cosa serve Teatro Pocket, come possono usufruirne e quali sono i vantaggi ad avere la spilletta sul proprio smart.
Per artisti, uffici stampa e lavoratori del settore in generale, è un mezzo di promozione, attualmente unico. Molti teatri certamente hanno già la propria app, alcuni comuni o regioni si stanno organizzando per i propri circuiti, ma Teatro Pocket è l'unica a rappresentare tutto il circuito nazionale. L'utente cercando lo spettacolo del proprio divo televisivo può imbattersi in altre prospettive, essere incuriosito da visioni più artistiche che di botteghino e viceversa; chi cerca la prima dello Stabile cittadino può fare la conoscenza di piccoli luoghi teatrali di cui magari prima ignorava l'esistenza. E tutto è a portata di mano, nel nostro smartphone o tablet: dalle sinossi degli spettacoli, alle indicazioni geografiche, il cast, le date, etc.

Ogni nuova idea porta con sé fatiche ed entusiasmi, fiducia e dubbi. Nel processo di elaborazione e di realizzazione del progetto quali sono state le difficoltà maggiori e quali, invece, le soddisfazioni inaspettate?
Le difficoltà, ma anche le sfide, sono state nel dare forma all'idea, nel modo più "user friendly" possibile e poi nel trovarsi di fronte a una quantità di teatri che farebbe tirare i remi in barca anche ai più volenterosi. E qui ci ha sostenuto un pizzico di follia. Le soddisfazioni sono arrivate dall'accoglienza che abbiamo avuto da parte dei teatri, soprattutto quelli di piccola o media grandezza, come noi anch'essi sentivano il bisogno di questo strumento. Poi, alcuni utenti, ci hanno detto che abbiamo fatto tornare loro la voglia di andare a teatro... chissà se lo faranno, ma intanto si accorgono che c'è un panorama artistico in movimento, che guarda anche all'innovazione.

Il presente. Quanti teatri, al momento, si sono iscritti a Teatro Pocket? E da quali città – non considerando Roma, in cui Teatro e Critica maggiormente s’adopera – si è manifestata maggiore attenzione alla vostra idea?
Tra quelli iscritti in autonomia e quelli inseriti abbiamo censito quasi settecento teatri. Sulla app attivi, con spettacoli, siamo quasi a duecento e crescono ogni giorno. Le città più attive in autonomia probabilmente sono Milano e Napoli, ma ci sono anche molti luoghi di provincia con pochi spazi che si stanno impegnando per esserci. Colgo l'occasione per ribadire che l'iscrizione è gratuita e non ci sono portali ostici da superare con decine di password, basta scrivere ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il futuro. Quali ulteriori sviluppi eventuali prevede Teatro Pocket?
Il futuro è nell'interazione: vogliamo creare una vera e propria comunità dando la possibilità agli utilizzatori di scambiarsi pareri sugli spettacoli, rimanere aggiornati in tempo reale e facilitare l'acquisto dei biglietti.

Infine. Proviamo a fare – se vi va – opera di convincimento ulteriore. Occorre assolutamente far parte di questa nuova comunità teatro-virtuale perché…
Troppe volte la cultura italiana e ancor di più il teatro hanno perso importanti occasioni di rinnovamento tecnologico, ora abbiamo la possibilità di colmare un importante gap con il nostro pubblico che, ormai, è abituato a informasi in mobilità. Bastano pochi minuti per caricare su Teatro Pocket la stagione del vostro teatro, ma il ritorno di immagine e di comunicazione vale molto di più.
Passate parola, vogliamo diffonderci per contagio.

 

 

Per informazioni ulteriori:
website di Teatro Pocket http://www.teatropocket.com/

 

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