“In coscienza, Kàtja, non lo so”.

Anton Pavlovič Čechov

Sabato, 13 Dicembre 2014 00:00

Arte a Bari: intervista a Cristina Cara

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Incontriamo Cristina Cara, artista barese, alla vigilia dell’esposizione delle sue opere nello spazio di Lucamante Arredamenti, esposizione durante la quale darà anche prova dal vivo delle proprie doti artistiche realizzando un’opera estemporanea. Schiva e garbata, ci racconta di sé e del suo rapporto con l’arte, delle sue aspirazioni e dei suoi timori, del suo rapporto con l’opera di creazione e sul nesso vicendevole che sussiste tra l’artista e la propria interiorità. Nata e cresciuta a Bari, dove ha frequentato il liceo artistico, si laurea poi in Scienze dell’Educazione, senza però mai abbandonare la passione originaria: la pittura.


Come e quando ti sei avvicinata all’arte e quali sono i modelli a cui ti ispiri?
Fin da piccola ero dotata di intuizione artistica; pur non possedendo ancora alcuna tecnica, mi scoprivo capace di rappresentare quello che volevo, abbinando i colori. Insomma, avevo già la predisposizione. Poi, per quanto concerne la formazione vera e propria, sono andata a bottega formandomi presso Beppe Labianca, sotto la guida del quale ho perfezionato la tecnica pittorica figurativa ad olio. Ho studiato l’anatomia umana, il chiaroscuro, la composizione, nonché varie tecniche pittoriche, dall’acquerello all’acrilico, dalla matita al pastello.
Ho iniziato con opere iperrealiste, quindi sono partita dai nudi e dalle nature morte, per poi passare attraverso un accenno surrealista; infine sono arrivata all’astratto.

Da cosa nasce la tua produzione? Cosa ti ispira? Cosa c’è alla base dei tuoi quadri?
Ho iniziato con la riproduzione fotografica della realtà, per poi passare ad una interpretazione del surrealismo che fondesse mondo reale e mondo onirico; infine sono arrivata alla distruzione totale dell’immagine, raggiungendo così l’astrattismo, ovvero ricercando non più la rappresentazione oggettiva del reale, ma un modo per far prevalere la funzione espressiva e simbolica, mettendo l’accento sull’emotività; punto molto sulla funzione espressiva e simbolica del colore, che ritengo sia il mio modo di far venir fuori, appunto, l’emotività.

Quindi, in sintesi, dall’arte figurativa, il tuo ultimo approdo è l’astratto.
Sì. Come faccio a rappresentare l’emozione attraverso intrecci di linee e colori? Molto spesso si ha un pregiudizio nei confronti dell’arte, in particolar modo verso l’astratto, verso la semplice espressione di un concetto non legato alla figura. Coll’astratto bisogna trasferire la componente emotiva non più attraverso la figura, manifestando l’urgenza  di tirare fuori quello che hai dentro, di dare una forma a quella componente emotiva. Per questo mi dedico prevalentemente all’astratto; nel farlo, mi piace adoperare anche la materia: corteccia d’albero, sabbia, polvere di marmo, stucco.

Fino ad ora, attraverso quali canali hai avuto modo di mostrare la tua produzione?
Ho partecipato a diverse mostre sia collettive che personali. Per ora ho esposto solo in Puglia. Per il resto, un veicolo di cui mi sono avvalsa spesso sono le gallerie online. Tra le mostre a cui ho partecipato, la Biennale di Are Contemporanea di Terminio Cervialto, una collettiva in onore di Raffaele Nigro, un’altra collettiva organizzata da 2F a Bari e, più recentemente, nel 2013, ho esposto all’interno di Murart, evento patrocinato dal Comune di Bari.

Quanta parte della tua vita è dedicata alla creazione artistica? E quali sono i tuoi tempi e le tue modalità di lavoro?

Sto dedicando l’intera vita all’arte, per riuscire a trasformare una passione in lavoro. Lavoro quotidianamente, anche quattro o cinque ore. Se serve, anche di più.

Che aspettative riponi nell’arte? Pensi che, al giorno d’oggi, la si possa svolgere come una professione a tutti gli effetti? Quali le opportunità che si offrono e quali le difficoltà che si frappongono?
Questa è una domanda insidiosa, perché, in ambito artistico, nessuno vuole trasmetterti il proprio sapere, vuoi per paura della concorrenza, vuoi per gelosia del proprio mestiere, quindi bisogna essere bravi ad osservare attentamente e cercare di recepire quanto più è possibile. Inoltre, sempre più spesso vengono proposte per lo più mostre a pagamento, il che non ha poi reale rilevanza ai fini artistici.
Più in generale, il mondo dell’arte è un ambito in cui è difficile affermarsi, ma bisogna insistere, a dispetto delle difficoltà.

C’è un luogo in particolare in cui ti piacerebbe vedere esposte le tue opere? E qual è il tuo rapporto con l’ambiente artistico barese?
Come per ogni artista, l’ambizione è quella di arrivare a vedere esposte le proprie opere negli spazi più prestigiosi. Qui a Bari si tende ad esporre soprattutto opere di artisti che provengono da fuori. Qui ci sono giovani avanguardisti, c’è un panorama abbastanza variegato, anche se oggi prevale, anche in campo pittorico, un’esasperazione in negativo della realtà, forse per strabiliare il pubblico. Spesso si cerca solo di impressionare, senza che ciò risponda necessariamente una vocazione artistica.

Molto spesso i giovani artisti si ritrovano a doversi sostanzialmente gestire da sé, senza nessuno che li guidi o che li indirizzi nel modo di amministrarsi. Come ci si districa in questo mondo?
Essere convinti e fissare i propri obbiettivi è il primo (e forse unico) modo per percorrere questa strada. Nella società odierna si usano le persone e si amano gli oggetti; è necessario un ritorno ai valori del bello, il che spesso coincide con la semplicità.

In conclusione, cosa vorresti che la tua arte fosse capace di trasmettere? E infine, quanto un’opera d’arte comunica e quanto invece nasconde dell’artista che la esegue?
Io esprimo la mia realtà, l’artista si spoglia, si toglie la maschera e rappresenta il suo io più profondo; lo fa volontariamente o meno, anche se non c’è l’intenzione è così. Se ci metti solo la mano sei solo un pittore, se ci metti l’anima sei un artista. Il pittore ha una buona tecnica, l’artista esprime quello che ha dentro.

 

 

 

 

 

 

 

 

Cristina Cara
Esposizione di Opere

Lucamante Arredamenti
Bari, 13-14 e 20-21 dicembre 2014

elenco delle opere nelle immagini Campo di girasoli con farfalla; Ritratto di padre con bambino; Doppia personalità; Paesaggio lunare; Terra e cielo; Tramonto; Astratto in rosso; Nuvole grigie

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