"È vero che non bisogna confondere la critica con la maldicenza o il gioco al massacro; ma altrettanto vero e forse ancor più dannoso è confonderla con la complicità e la propaganda"

Giovanni Raboni

Lunedì, 28 Gennaio 2013 21:49

Quel che resta del sogno

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Un lavoro migliore, o anche solo un lavoro, magari retribuito, un posto sano in cui vivere, una ragazza da sposare, una famiglia.
Sogni, o quel che ne resta, di non difficile realizzazione in un tempo neanche troppo lontano, diventano oggi montagne da scalare per quei giovani, e non solo loro, che gridano il loro disagio di stage formativi gratuiti, cassa integrazione, finte partite iva.
Mediocri bamboccioni.

Ma sono proprio loro i mediocri? I super-qualificati, laureati possessori di master e corsi informatici? O, forse i laidi accumulatori di denaro che senza scrupolo sfruttano professionalità a basso costo ("ho come l'impressione/ che tu non mi pagherai/ si magari assumerai/ però non mi pagherai"), che evadono il fisco, che inquinano l’aria ("e tutto intorno/ ormai non c'è niente/ è tutto morto/ fottuto il presente")?
E’ quanto si chiede, retoricamente, Michele Maraglino, giovane cantautore pugliese trapiantato a Perugia, che nel suo primo vero e proprio lavoro discografico I Mediocri, affronta queste ed altre tematiche sociali di amara attualità. In realtà è già dal 2005 attivo con la pubblicazione di vari demo ed EP, a cui attinge anche questo album uscito a settembre 2012.
Riecheggiano nell’aria fantasmi di Fabrizio Moro (Pensa) nella profetica Taranto, e, al netto del testo, dei 24 Grana in Umida, e si comprende che la potenzialità espressiva del giovane Maraglino non è povera, anche se ancora embrionale. Godibile l’andamento cadenzato e rassicurante di Tutto Come Prima, concluso dall’epilogo delle semplici note di una elettrica non invadente che potremmo lasciar risuonare all’infinito. È in queste performance che Maraglino tira fuori il meglio di sé, risultando personale e riconoscibile.
In altre occasioni, pur mantenendo un filo conduttore deciso sia nei testi che nelle musiche, risulta invece meno di impatto, probabilmente anche a causa di qualche piccola defaillance nel cantato (Vita Mediocre), e di episodi di forzature metriche (Lavorare Gratis) che purtroppo rendono un po’ tutto il disco più simile ad un demo. E, a meno che questa non sia una scelta stilistica precisa (eventualità che onestamente ci si può permettere forse solo quando si è molto affermati), questa circostanza penalizza non poco l’ascolto e la comprensione.
In conclusione, un disco semplice, come lo stile confidenziale del canto e la pennata da falò a cui si aggiungono diligentemente fraseggi elettrici che tentano, non riuscendoci sempre per la verità, di colmare vuoti compositivi che a volte sfociano nel “già sentito”. La sostanza c’è, la forma decisamente meno. E visto che stiamo parlando di musica, non è questo un aspetto di poco conto. Forse questo primo lavoro tradisce un po’ di pigrizia negli arrangiamenti e nella cura generale del suono, dei volumi e delle dinamiche strumentali che troppo contrasta, invece, con una maturità e personalità autoriale che lasciano intravedere un futuro positivo.
Un buon esordio, ma c’è ancora da lavorare.

 

 

I Mediocri
di Michele Maraglino
con Michele Maraglino (chitarra acustica e voce), Francesco Federici (chitarra acustica ed elettrica), Daniele Rotella (chitarra elettrica), Marco Zitoli (basso), Francesco Miceli (batteria)
registrato, arrangiato e missato da Daniele Rotella e Francesco Federici
presso Cura Domestica di Perugia
produzione La Fame Dischi
durata 27' 31''
tracklist
 1. Verranno a dirti che c’è un muro sopra; 2. Vita mediocre; 3. Taranto; 4. Umida; 5. Pensavo di morire (ma poi non è successo); 6. Vienimi a cercare; 7. Lavorare gratis; 8. L’aperitivo; 9. Tutto come prima

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