"È vero che non bisogna confondere la critica con la maldicenza o il gioco al massacro; ma altrettanto vero e forse ancor più dannoso è confonderla con la complicità e la propaganda"

Giovanni Raboni

Lunedì, 28 Gennaio 2013 17:45

Il circo volante

Scritto da 

Nel 1954 Kenji Mizoguchi realizza il suo capolavoro. Stiamo parlando di Chikamatsu Monogatari, distribuito in Italia con il titolo di Gli amanti crocifissi. Nel XVII secolo, infatti, il Giappone tradizionale puniva l’adulterio con la crocifissione. Oltre all’intreccio narrativo, che vedremo a breve, questo scritto si prefigge il compito di sottolineare e trattare alcuni punti fondamentali. Stiamo parlando del resto di uno dei più grandi capolavori della storia del cinema, premiato a Cannes nel ’55 e primo in molte classifiche cinematografiche come miglior film di tutti i tempi. Oltre alla feroce critica delle convenzioni sociali, simboleggiate dalla cultura nipponica tradizionale, il film evidenzia l’importanza della poetica della narrazione, chiaro riferimento alla questione formale che diventa contenutistica nel momento in cui la relazione tra “dialettica  della trasgressione” e “desoggettivizzazione del soggetto” si traduce nell’annichilimento simboleggiato dall’atto estremo del Seppuku.

 

SOSPENDI

(la Redazione)

 

 

Prego?

 

SOSPENDI STA COSA! CHE CAVOLATE STAI DICENDO?! NON DEVI FARE LA RECENSIONE, MA SCRIVERE UN RACCONTINO DELLA SERIE “ IL CIRCO VOLANTE”

(la Redazione)

 

Ah, capisco. Lo aggiungo qui sotto?

 

(la Redazione)

 

Faccio in modo che sia una divagazione in stile “metanarrativa”? Una cosa a metà tra recensione e raccontino del circo volante e li collego con il flusso di coscienza che fa da tramite tra lo scrittore, il lettore e i vari passaggi dell’apparentemente disconnessa narrazione?

 

MAGLIUOLO, SEI UN IMBECILLE! FAI COME TI PARE, BASTA CHE CAMBI ARGOMENTO!!!

(la Redazione)

 

Bene. Dunque, ora qualcosa di completamente diverso:

 

 

 

IL CIRCO VOLANTE

 

 

“Diamo la linea al nostro inviato Terry Gilliam. A te Terry, com’è la situazione dal palasport di Liverpool?” chiede il giornalista televisivo Michael Palin.

“Guarda, per ora i due pugili sono ancora negli spogliatoi. Il problema è che le dichiarazioni fatte dai loro manager hanno infuocato il clima oltre misura”.

“Di cosa si tratta precisamente? Terry, puoi ricordarlo per gli spettatori che si sono appena collegati?”

“Certo Michael. Il fatto è questo: a mio avviso, quando entra in gioco la componente religiosa gli scontri diventano molto più agguerriti. Ricordo che stamani il manager di Lucky Lewis ha affermato che il suo pugile crede nella teiera di Bertrand Russell”

“Che tipo di religione è precisamente, Terry?” 

“In pratica il noto filosofo gallese affermò, d’accordo con Euclide, che ciò che è affermato senza prova può essere confutato senza prova, e ipotizzò, ironicamente, che nello spazio ci fosse una teiera, invisibile sia all’occhio umano che a quello tecnologico”.

“Benissimo, Terry. Quindi, adesso il problema è che Lewis ci crede, giusto?”.

“Esattamente, Michael. Qua il clima si è fatto ancor più incandescente quando il suo avversario, Jack Bulldog Jones ha affermato di essere meccanico”.

“Che significa?”:

“Che fa il meccanico”.

“Cioè?”.

“Ha un’officina meccanica, aggiusta automobili, motociclette e quant’altro”.

“Non capisco il nesso, Terry. Perché tutto ciò ha fatto arrabbiare tanto il clan di Lewis?”.

“Capisco la tua perplessità, Michael, ma la faccenda è presto spiegata. Il fatto è questo: Lewis è un te(ier)ista fondamentalista. Tutto ciò che ha assonanze con argomenti o rami scientifici è da combattere”.

“E il fatto che Jones faccia il meccanico che assonanze ha con la scienza?”.

“Meccanica quantistica”.

“Ah! “esclama Michael rimanendo a bocca aperta per qualche secondo. Poi, ricordandosi della diretta, riprende: Stupido io a non pensarci. Anyway, siamo pronti per l’incontro del mercoledì sera. Diamo quindi la linea definitivamente a Terry Gilliam che ci commenterà in eurovisione questo emozionante match per il titolo dei mediomassimi”.

“Grazie, Michael. Sì, ormai è tutto pronto. Ecco che vediamo salire sul ring lo sfidante, nonché primo contender, Jack Bulldog Jones, un metro e 55 cm per 80 kg di peso, un vero bulldog. Adesso è il momento del campione in carica Lucky Lewis. La folla è in delirio, sembra tutta con lui. Attenzione, momento storico nella boxe, Lewis e tutto il suo clan stanno urlando: ‘la teiera è con noi, la teiera è con noi’.  Vediamo se riusciamo a fare una veloce intervista al manager di Lewis, Paul Jimmy. Ecco che mi avvicino, … Mr. Jimmy, due parole, please. Come si sente il suo ragazzo per questo match?”.

Il manager, guanciotte paffutelle e sigaro in bocca, prontamente risponde: “Gli ho detto di uccidere tutti quelli che stasera salgono sul ring, la teiera riconoscerà i suoi”.

“Benissimo, Jimmy. Grazie per la sua disponibilità. Dunque è tutto pronto ormai. La folla è tutta col campione, solo uno sparuto gruppo di marxisti con barba lunga, nell’angolo del palasport, sembra preferire lo sfidante. Stanno infatti urlando e mostrando striscioni rossi con su scritto: ‘POTERE AI MECCANICI’ sotto la grossa scritta una lunga didascalia dice: ‘meccanici in quanto emblema del proletariato che lavora, sputa sangue e non vuole più essere schiacciato dal totalitarismo becero e crudele del capitalismo occidentale che …’ No, troppo lunga la didascalia, rischiamo di perdere l’incontro. I marxisti sventolano delle grosse chiavi inglesi, chiaro riferimento alla professione di Jones. Saranno pericolosi? Ok, non c’è più tempo per i commenti, inizia il primo round.

E ora qualcosa di completamente diverso…

 

 

FLUSSO DI COSCIENZA

 

Avvisiamo i lettori che oggi non ci saranno estrazioni visive del bingo, o del lotto. Faremo un esperimento tutto nuovo. Siete pregati quindi di concentrarvi e cercheremo di comunicarvi i numeri vincenti telepaticamente. Se ci  riuscite vedrete comparire qui sotto i suddetti numeri. Se non vedete nulla significa che potreste non essere dei buoni recettori telepatici. Se vedete invece sempre lo stesso numero vuol dire che siete ossessionati da qualcosa a livello inconscio, telepatetici.

CONCENTRAZIONE – LOGOS - PRINCIPIO E LOGOS -  BOXE – vai con i numeri

 

 

 

 

 

Bene. Confrontatevi con altri lettori per sapere se anche a loro è riuscito l’esperimento e se hanno percepito numeri diversi dai vostri.

 

MAGLIUOLO, MA COSA DIAVOLO STAI SCRIVENDO?

(la Redazione)

 

Improvvisavo. Non va bene? Cancello tutto?

 

LASCIA PERDERE. ALMENO DICCI CHI HA VINTO L’INCONTRO

(la Redazione)

 

Ah, si certo. Quello senz’altro. Dunque, l’incontro lo ha vinto…

 

Ma forse è meglio ridare la linea al nostro Palin. A te Michael.

 

“Si. Ecco, in realtà c’è stato un piccolo problema. Abbiamo perso il collegamento con Liverpool. Ehm, dunque …

Ah, bene. Aggiornamento appena arrivato dalla regia. Lo leggo.

L’incontro è stato sospeso perché dopo 2 primi e 19 secondi del settimo round è scoppiata una rissa furibonda. Adesso mi dicono che i fedeli della teiera sono in svantaggio perché contano già 17 morti e 92 feriti. I marxisti, grazie alle grosse chiavi inglesi, stanno quindi vincendo perché registrano invece solo 3 morti e 5 feriti.

Nuovo aggiornamento. Mi dicono che adesso i feriti marxisti sono morti. Quindi ricapitolando, sono in tutto 8 i morti e nessun ferito, mentre i religiosi hanno dalla loro ben 17 morti e 92 feriti. Diamo a questo punto la linea al nostro matematico Chris Archipita”.

“Grazie. Buonasera. Beh, se la matematica non è un’opinione direi che hanno vinto nettamente i Marxisti”.

Dallo studio arriva una telefonata in diretta. Il giornalista Palin prontamente la annuncia: “Sì, ecco mi dicono dalla regia che c’è una telefonata in linea. C’è il grande antropologo Lewis Jeans che ha qualcosa da ridire, prego professore, ci dica pure”.

“Buonasera a tutti. Volevo intervenire sulla questione matematica sollevata dal professor Arcipicchia, se ho pronunciato bene il nome”.

“No, affatto” – risponde seccatamene il matematico – “è Archipita”

“Chiedo venia, Sir. Volevo dire questo, noi non possiamo analizzare la faccenda con il linguaggio della matematica. Abbiamo dei numeri che vanno interpretati con gli strumenti analitici della statistica, coadiuvati dal supporto delle categorie antropologiche. Se, ad esempio, i marxisti erano solo 8, hanno vinto i credenti. Va quindi appurato con precisione il numero dei marxisti e quello dei credenti. E mi meraviglio del professore Ecciùtta che dovrebbe essere più avvezzo di me al calcolo delle proporzioni”.

“La sua è pura ideologia” – ribatte Archipita – “lei si fa scudo della sua cattedra di professore per avvalorare la tesi secondo la quale la teiera esiste. La sua posizione è palesemente di parte. Non lo neghi”.

“Io sono agnostico” – risponde Jeans.

“Ma non dica sciocchezze, ha anche lo stesso nome del campione Lucky Lewis” – incalza il matematico.

“Se è per questo” – interviene Palin – “ha anche il cognome come quello dello sfidante” 

“No, Si sbaglia. Quello è Jones, lui è Jeans” ribatte Archipita.

“Queste sono delle stupidaggini inqualificabili, caro professor Acchiappata, che non meritano risposta da parte mia” controbatte l’antropologo.

Una nuova telefonata arriva in regia: “Pronto, buona sera e complimenti per il programma. Volevo sapere come ha fatto il Professor Jeans a telefonare non appena il matematico ha espresso il suo parere. Era già con la cornetta in mano? Allora era prevenuto?”.

“Quali altre illazioni devo sopportare oggi – risponde Jeans vagamente alterato – “la puntata è registrata, l’ho già vista ieri. Per questo ero pronto a telefonare!”.

“Va bene” – interviene nuovamente Palin – “è meglio non dilungarci oltre. Sappiamo come vanno a finire queste telefonate in diretta. Tra l’altro vi annuncio con rammarico, mie cari telespettatori, che il tempo a nostra disposizione è finito. Vi ricordo nuovamente l’appuntamento di venerdì sera ‘ Tra scienza e Fede’. A voi tutti buona serata con il nostro palinsesto”.

Va ora in onda, Charles Dickens…

 

LASCIA PERDERE, CI PENSIAMO NOI

(la Redazione)

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