“E quando pensate di tornare? dissi io. Loro si strinsero nelle spalle. Chi lo sa, María, dissero. Non li avevo mai visti così belli. Li avrei baciati tutti e due, e non so perché non lo feci, sarei andata a letto con tutti e due, a scopare fino a perdere i sensi, e poi a guardarli dormire e poi di nuovo a scopare, ci pensai davvero, se cercassimo un albergo, se ci chiudessimo in una stanza buia, senza limiti di tempo, se io li spoglio e loro spogliano me, tutto si sistemerà, la pazzia di mio padre, l’automobile perduta, la tristezza e l’energia che provavo e che di momento in momento sembravano asfissiarmi. Ma non dissi niente”

Roberto Bolaño

Marzo 2013

Mercoledì, 20 Marzo 2013 08:36

Charles Dickens

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"Non avrebbe saputo dire se quelle creature si fossero dissolte in nebbia o se la nebbia stessa le avesse inghiottite, ma in un istante gli spettri scomparvero e le voci tacquero, e tornò la notte profonda"

Martedì, 19 Marzo 2013 09:50

Real Orto fatato: oggi la scienza non esiste!

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Purtroppo ci sono persone che non credono all’esistenza delle fate e degli spiriti del bosco. Essi sostengono che la vita di queste creature magiche, fatte di linfa e rugiada, sia soltanto un’invenzione dei poeti e che solo chi è nuovo a questo mondo, come i bambini, può credere ad una tale menzogna. Questi uomini appartengono al regno della ragione e credono soltanto a ciò che la scienza può dimostrare. Le cose devono vederle almeno al microscopio! Il guaio, per loro, è che più grosso si fa il cervello, di dati, prove e controprove e più piccola diventa l’immaginazione. Quella dei bambini e dei poeti, che vedono, anche senza microscopio, ciò che è invisibile ad occhio di scienziato.

Martedì, 19 Marzo 2013 09:31

Il paradigma della città dei suoni

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Un assaggio dello stato dell’arte del rock secondo le giovani generazioni americane, quelle che ascoltano la musica delle college radio e non appartengono a nessuna sottocultura esteticamente connotata. La musica che ascolta la maggioranza di coloro che hanno occupato Wall Street e che sicuramente hanno rieletto Obama.

Martedì, 19 Marzo 2013 09:30

Un lettura dei Promessi Sposi

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Sulla scena appaiono due attori che indossano una reticella verde cadente sulla spalla sinistra, portano due pistole, un coltellaccio, uno spadone, baffi lunghi e folti. Si tratta del Griso e del Nibbio, immagini speculari dei padroni presso cui lavorano. Di fatto ad un Don Rodrigo che rimanda alla figura del Don Giovanni corrisponde un Bravo che è espressione della logica perversa di una volontà di potenza risolta nel culto della forza e del denaro.

La narrativa ai tempi dei social network si presterebbe alla brevità, alla miniatura. Giulio Ferroni, in Scritture a perdere. La letteratura negli anni zero (Laterza, 2010), diceva “a me sembra che la forma 'breve' del racconto, guardato spesso con sospetto dagli editori, sia oggi la più adatta a toccare la frammentarietà e la pluralità dell’esperienza, a scavarne il senso con tensione linguistica ed espressiva”(p. 67), e mentre lo diceva e dopo averlo detto l’editoria proseguiva la sua caccia al romanzo, e la critica dibatteva sulla fine del romanzo, e gli scrittori erano abbastanza confusi, oppure semplicemente se ne fregavano.

Il testo di Anna Poerio Riverso, Carlo Poerio. Una vita per l’Unità d’Italia, offre una lettura del Risorgimento italiano inquadrabile, dal punto di vista storiografico, in quel filone di ricerca che nella metà degli anni Settanta è stato denominato “microstoria”. Tale termine acquista rilevanza grazie alle opere di G. Duby e di Le Roy Ladurie, nelle quali, attraverso una ricostruzione meticolosa di eventi minori, venivano riportati alla luce frammenti del passato preziosi per la ricostruzione dei grandi quadri generali.

Lunedì, 18 Marzo 2013 14:50

Kairòs mancato

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Acqua che gocciola. Goccia dopo goccia. Lenta, mutevole, vagamente inquietante. L’acqua gocciola, mentre il pubblico riempie il teatro Elicantropo. “A proposito di letteratura...”, cogliamo frasi, discorsi surreali, bocconi di opinioni. E intanto l’acqua continua a gocciolare, quasi a indurre una tensione angosciata, con il ritmo asimmetrico del suo cadere, il senso del tragico, l’attesa della tragedia, di una tragedia, o diverse tragedie, che hanno da compiersi.

Martedì, 19 Marzo 2013 01:00

La consapevolezza di Nora

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“Il mio progetto è di farmi fotografo. Farò posare davanti al mio obbiettivo i miei contemporanei, ad uno ad uno. Non risparmierò né il bimbo nel grembo materno, né un pensiero, né un’atmosfera nascosta nelle parole di nessuna anima, ogni volta che mi troverò in presenza di uno spirito che meriti il ritratto” (da una lettera di Henrik Ibsen a Bjørnstjerne Bjørnson).
Foto tappezzano la Stanza Blu del Mercadante. Sulle porte, sulla lavagna, alle pareti; su una scatola, poggiata per terra, sulle quinte, disposte in obliquo, sulla scrivania, posta di lato. Foto di matrimoni passati, di amori passati. Foto cui il tempo ha consumato i margini, sbiadito i toni, ingiallito il biancore ponendo la propria patina, la propria impronta, il proprio passaggio. Una giovane coppia posa all’altare, un’altra è ad un passo dal mare, una – ancora – è nella sala di nozze ed ha grossi biglietti che adornano gli abiti (il regalo ricevuto). Una cammina mano nella mano: per dove? Un’altra sorride: ancora? Una sembra dirsi “per sempre”: davvero?

Martedì, 19 Marzo 2013 01:00

L'Armageddon e la bambina

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Ci sono debutti e debutti. Questo è veramente un libro che merita il premio del The Sunday Times come migliore opera prima a Grace McCleen, nata nel 1981, nel Galles. Un romanzo che affronta la religione e i pregiudizi delle persone, le cattiverie su una bambina e i silenzi di un padre che conduce la vita senza allegria.
Queste due persone vivono in un piccolo paese inglese ed entrambe sono iscritte ad una setta millenarista, che persegue il proselitismo in attesa dell'Armageddon, della fine di tutto. C'è una madre morta e la fatica di vivere sentendosi speciali, bollati come 'pazzi' dal resto del paese. L'inizio dà la stura a tutti gli avvenimenti che si stanno preparando e in poche righe recita: "In principio c'era una stanza vuota, un po' di spazio, un po' di luce, un po' di tempo". 

Domenica, 17 Marzo 2013 21:09

Dal Doge Boccanegra al Doge Foscari

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E dopo il Doge genovese Simon Boccanegra a calcare le tavole del palcoscenico del Teatro Costanti di Roma è il Doge di Venezia Francesco Foscari.
Il Teatro dell’Opera celebra il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi mettendo in scena, oltre al Simon Boccanegra inaugurale e la ripresa del Nabucco a luglio, un’opera giovanile di Verdi, ingiustamente considerata minore tra quelle del catalogo del compositore di Roncole.Opera romana, I due Foscari, essendo andata in scena la prima volta il 3 novembre 1844 al Teatro Argentina.

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