“La vita costringe l’uomo a molte azioni spontanee”

Stanisław Jerzy Lec

Venerdì, 06 Novembre 2020 00:00

InFLOencer: non ci resta che vivere

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Mi ero ripromessa di parlare “leggero”. Divagare un po’ non può farci che bene di questi tempi.
Poi conto che sono passati circa nove mesi dal primo lockdown ed è una coincidenza troppo ghiotta per non fantasticarci sopra.

Nove mesi. Una gravidanza a tutti gli effetti. E allora viene da chiedersi cosa partoriremo in questo inverno che si preannuncia − come al solito − il più freddo degli ultimi vent’anni. Stavolta, però, mi sa che è vero.
Fra poco più una settimana uscirà 31salvitutti, il mio quarto disco, e non sappiamo neppure se per allora i negozi di dischi saranno ancora aperti.
Di sicuro c’è che abbiamo dovuto dire bye bye al concerto di presentazione, lo showcase e il firma copie. Tutto posticipato a data da immaginarsi e sperarsi. Un po’ mi intristisce non poter incontrare il pubblico e non poter fare tutte quelle cose che mi fanno sentire importante, tipo i selfie, le dediche, le chiacchiere coi giornalisti dentro le Feltrinelli, ma poi penso che questo disco è così bello che non se la merita la tristezza e passa tutto.
Ci ho lavorato due anni, con la passione e la cura che ci metto ogni volta, ma che ogni volta aumenta, perché non puoi fare meno della volta precedente.
E adesso? Dopo tutto questo impegno quello che mi aspetta è un salto nel buio? Alcuni mi hanno suggerito di aspettare tempi migliori “perché adesso non si può suonare”, altri di farlo uscire “perché la gente lavora da casa e sente più musica”. Tutte motivazioni deboli, da un lato e dall’altro. Che poi in fondo nella lista dei pro e dei contro non ci ho mai creduto. Soprattutto in amore. E in questo caso di amore si tratta.
Alla fine ho scelto senza ascoltare nessuno e il disco uscirà il 13 Novembre.
Un anno fa non lo avrei mai fatto, avrei rispettato le tappe promozionali e le strategie discografiche come è giusto che sia, ma adesso no. Adesso è tutto diverso. Adesso prima delle strategie discografiche e commerciali, vengono quelle del sentimento.
Regole e regolette per lanciare, fare, promuovere, mi sembrano ancora più stantie. Il superfluo è ancora più superfluo.
Adesso viene prima la sincerità di un lavoro che tra un anno sarebbe finto.
Viene prima la necessità di prendere atto che, per chissà quanto tempo ancora, certe cose non si potranno fare ed è inutile piangerci addosso.
Viene prima inventarsi nuove vie, perché il tempo che perdiamo ad aspettare non ce lo torna indietro nessuno.
Viene che alla fine dei conti non sarà stata un’influenza, ma magari un capitolo della nostra storia, che un giorno i bambini ingoieranno in Zigulì al plutonio.
Personalmente questo è quello che ho partorito io: quando tutto è incerto non ci resta che vivere.

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