“Io amo troppo il teatro per diventare un critico teatrale...”

Gilbert Keith Chesterton

Giovedì, 07 Settembre 2017 00:00

Il gioco dei quattro moschettieri a teatro

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I 4 moschettieri in America della compagnia I Sacchi di Sabbia ci ha messi in relazione con la dimensione del gioco del teatro che si mescola alla realtà, un gioco fatto di elementi semplici, poveri, fanciulleschi (la carta, il legno, i disegni), propri del tempo dell'infanzia quanto dell'artigianato artistico; lo ha fatto con una chiave d'accesso immediata e divertente, ma inscenata con un livello di perizia tecnica altissimo, mostrato su vari livelli: l'illustrazione dal tratto preciso e veloce, le musiche, i giochi d'ombre, l'uso delle maschere, l'entra-ed-esci dalla parte, le trasformazioni a vista, le animazioni mediante i disegni pop-up, i meccanismi del fumetto, il canto degli stornelli ad accompagnare l'azione in scena.

Ne è risultata uno spettacolo agevole nella comprensione − grazie anche all'uso di un'ironia garbata ed elegante − in cui la minuziosa cura adoperata nella costruzione dei dettagli (rimando a tratti filologico al radiodramma di Nizza e Morbelli del '34, cui l'opera rende memoria) è servita a imbastire una visione (qui la radio si vede) ben strutturata in ogni sua componente, in grado di dialogare con i pubblici di tutte le età e di essere quindi trasversale alle generazioni e ai linguaggi: I 4 moschettieri, infatti, parla agli adulti e ai bambini mettendo assieme il lessico dei bambini con quello degli adulti.
Nel lavoro de I Sacchi di Sabbia c'è un rigore scenico e tecnico che abbraccia tutti i mezzi di cui si avvalgono e tutte le modalità in cui si esprimono, bilanciate in un dosato equilibrio tra i contenuti (una storia di cappa e spada coi moschettieri catapultati nell'America dei gangster anni '30, guidati da un Athos all'apparenza serio e impassibile) e la maniera in cui questi contenuti vengono offerti (il gioco scoperto di un radiodramma animato, fatto di una sequela di situazioni paradossali e di momenti divertenti).
Lo spettacolo è stata anche l'occasione, vista l'elevata qualità della composizione, per tornare sul tema della bellezza discusso dopo la visione di Biancaneve, la vera storia e sulla capacità emozionale che riconosciamo al teatro; si è trattato di due spettacoli che hanno in comune una vocazione e un bisogno di perfezionismo “estetico”, ma che hanno anche una maniera evidentemente differente di avvalersene ai fini della resa. La messa in relazione di I 4 moschettieri in America con Biancaneve, la vera storia ci porta a ragionare sul valore “politico” della bellezza, sottolinenando però anche quanto talvolta la pulizia stilistica esteriore di una confezione rischi di diventare l'involucro patinato di un contenuto fragile, non approfondito, debole o deludente; ci porta inoltre a confrontarci sul valore dell'emozionalità post-spettacolo, che continuiamo a ritenere il modo primo nel quale rapportarci con il teatro, anche al di là di una comprensione critica magari non immediata, che verrà nel tempo: giungeranno poi l'analisi e il ragionamento su eventuali sporcature e difetti, che possono rischiare di indebolire (e di portarci a riconsiderare) il valore del primo impatto con la visione.
Questa analisi comparativa tra gli spettacoli − e questa frequentazione del Festival, che permette il confronto con poetiche, storie e stili differenti: sera dopo sera − ci fa sentire con ancora maggiore urgenza la necessità di potersi confrontare con una stagione teatrale che avvenga durante l'anno e che ci consenta di avere una percezione progressivamente più consapevole degli spettacoli; ritorna pertanto l'istanza tuttora inappagata di avere un teatro ad Andria, alla luce del paradosso che sta avvenendo in provincia per cui a poche decine chilometri da piazza Catuma esistono teatri in cerca del loro pubblico mentre mentre Andria ha un pubblico privo di teatro.





Pio Losito
Maria Pilato
Nadia Troia




Festival Internazionale Castel dei Mondi
I 4 moschettieri in America
testo Giovanni Guerrieri
costruzioni sceniche Giulia Gallo
disegni Guido Bartoli
con Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Giulia Solano
e la partecipazione di Guido Bartoli
con le voci di Marco Azzurrini, Gabriele Carli, Paolo Castellano, Enzo illiano, Carlo Ipata, Matteo Pizzanelli, Federico Polacci, Daniele Tarini
produzione Associazione Teatrale Pistoiese, I Sacchi di Sabbia
con il sostegno di Regione Toscana
paese Italia
lingua italiano
durata 1h 10'
Andria (BAT), Palazzo Ducale, 5 settembre 2017
in scena 5 e 6 settembre 2017

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