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Da una lettera di Lucio Mastronardi a Guido Davico Bonino

Venerdì, 02 Maggio 2014 23:18

Sulle tracce dei Templari

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In Campania, in provincia di Benevento, esiste un borgo antichissimo che nel corso del VI secolo fu intitolato a Sant'Agata, santa catanese, in seguito nel 1300 divenne feudo della famiglia De Goth grazie a Papa Clemente V, ovviamente un De Goth.

Un'altra tesi attribuisce il termine De' Goti al passaggio della popolazione barbarica dei Goti nel VI secolo. Il centro di Sant'Agata De' Goti si identifica con l'antica città di Saticula, fondata da quei Sanniti che diedero filo da torcere ai Romani. Insomma è una cittadina più antica di Roma, dalla onomastica incerta, che solletica ancora oggi la fantasia e la curiosità non solo dei numerosi estimatori del borgo, ma degli stessi cittadini, accorsi numerosi alla presentazione di Cavalieri no Cavalieri sì, piccolo volume scritto dal barone Sergio Parisi, il più curioso di tutti.
Il testo scritto da Parisi non ha velleità scientifiche, né pretende di rivelare verità assolute come afferma la dottoressa Stefania Bruno, dell'Università "Federico II" di Napoli, nella sua introduzione dando inizio alla serata di presentazione nella sala dell'ex cinema Italia.
Non rientrando in un genere codificato, quest'opera si presenta come un suggerimento a chi voglia dedicarsi ad approfondire la storia di questo borgo cercando di catturarlo puntando sulle malie esoteriche e i segni dei Cavalieri Templari disseminati un po' per tutto il borgo.
Dopo la dottoressa Bruno è il dottor Orcano che brevemente spiega attraverso la proiezione di slides cosa significhi il simbolo e come si debba interpretarlo spaziando da definizioni mediche-psicanalitiche a quelle linguistiche. Tutto questo per evidenziare come il simbolo che ricorre frequentemente nelle chiese, nelle cripte, nei sotterranei del borgo di Sant'Agata sia sicuramente opinabile, ma non molto lontano dalla realtà.
I simboli dei Cavalieri Templari come la croce greca e la stella ad otto punte sono il segno del passaggio e della permanenza di questi cavalieri che usavano quel borgo come Spitale, punto di appoggio nel loro lungo viaggio verso Gerusalemme durante le Crociate.
Attraverso la proiezione di fotografie dove questi simboli sono stati rinvenuti, l'Autore sottolinea come, a partire dal 1229, anno in cui due cavalieri gerosolomitani Sasso ed Afflitto, hanno costruito l'Ospedale di San Giovanni di Dio, i cavalieri abbiano anche in seguito continuato a costruire peschiere, chiese e cappelle a Sant'Agata.
Il testo di Parisi analizza con dovizia di particolari tutto ciò che è riuscito ad individuare inquadrandolo in un contesto storico che, purtroppo, per una serie di accidenti come incendi e varie calamità, non è possibile documentare. Lo spirito e la motivazione alla base di questo volumetto è proprio quello di spingere qualche storico alla scoperta di tali fonti per aggiungere un altro tassello alla conoscenza del passato di uno dei borghi definito più bello d'Italia.

 

 

 

 

Sergio Parisi
Cavalieri no Cavalieri si
Sant'Agata De' Goti, Sala ex Cinema Italia, 26 aprile 2014

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