“Un dio è l’uomo quando sogna, un mendicante quando riflette”

Friedrich Hölderlin

Il Pickwick

Fondamenti del Teatro: Martone, Neiwiller e i maestri

Cos'è un maestro, in teatro? Ci sono molte risposte possibili ma una è quella che mi è davvero chiara, dopo tanti anni passati tra il lavoro in palcoscenico e l'osservazione intensa del lavoro di altri artisti: un maestro è colui che inventa un teatro nella sua immaginazione e realizza lavori che di questo teatro sono la proiezione, la soglia possibile, l'ombra.

Antonio Neiwiller

“Non ho mai il senso ultimo di quello che faccio. Vorrei che niente fosse mai finito. C'è sempre qualcosa che ritorna e scompare a cui non saprei dare un nome. Questo stesso enigma, però, mi spinge fino in fondo alle cose”

Roberto Latini

“Aspetta. È ancora presto, sono in prova. Sto scegliendo le parole da scrivere nel testo, i colori della voce, le finte pause      a effetto. Esco fuori, chiudo gli occhi, apro le mani e soffio piano, piano, piano piano, dalla pelle, dalle vele, le mie tele. Resto allora attento ancora nel costume della scena, giro in tondo, in tondo in tondo, per la piazza, se non piove, se ne ho voglia. Qui dal palco posso tutto. Ho buio, luce, buio, luce, suoni e immagini irreali. Lo sai già che non ti sbagli? Che non cadi nella rete? Non ti faccio confusione, non ti sono di disturbo? Dimmi solo se ci credi, se ci credi a quel che senti, se ci credi a quel che vedi”

Dante Castellani

“Possa la vita sfamarti d'amore”

Claudio Lolli

“Alla fine del cinema muto / sulle panchine dei grandi viali, / quei vecchi attori bestemmiavano al troppo sole / che ha il potere di bruciare le ali, / e si perdevano in discorsi accademici / sulla storia e il suo occhio di lince, / per capire se è vero che chi perde ha torto / e che ha sempre ragione chi vince, / poi a sera rivestiti da maschere, / si accontentavano di illuminare / il buio delle sale / che non riuscivano a dimenticare...”

Sándor Márai

"Adesso tocca a noi, agli uomini senza talento. È arrivata la nostra ora!"

Fondamenti del Teatro: Strehler scrive alla Lazzarini

Giulia carissima,

FUS: l'occasione mancata del riequilibrio territoriale

La domanda che s’insinua è: le imprese che operano in contesti periferici sono davvero valutate allo stesso modo di chi opera al Centro Nord?

  

Bottega degli Apocrifi, Compagnia del Sole e Factory compagnia transadriatica sono tre compagnie teatrali pugliesi che operano rispettivamente a Manfredonia (Foggia), Bari e Lecce. Caratterizzate da una vocazione artistica specifica e da modelli gestionali differenti, condividono la riconoscibilità della loro qualità artistica sul territorio nazionale, così come condividono la partecipazione attiva al Coordinamento nazionale C.Re.S.Co. di cui sposano ideali e valori fondanti; condividono, infine, per il secondo triennio consecutivo, l’esclusione dal finanziamento ministeriale che, nonostante due ricorsi, ha già penalizzato le tre imprese negli anni 2015-2017.

Un Paese che (non) vuole cambiare?

C.Re.S.Co. riflette sulla fotografia del Paese dopo le valutazioni Qualitative della Commissione Prosa
Lettera aperta al Ministro Alberto Bonisoli 

 

Gentile Ministro,

Nell’analizzare il nuovo assetto disegnato dalle valutazioni qualitative della Commissione Prosa – relativamente alle istanze presentate a valere sul DM 27/07/17 – C.Re.S.Co – Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea, parte da un dato concreto, relativo alle imprese di produzione di Teatro di Innovazione – Sperimentazione (art. 13 comma 3): a fronte di 71 istanze presentate risultano ammesse solo 5 imprese non già finanziate nel triennio 2015-2017, ovvero circa il 7% del totale, di cui una sola del Sud.

Samuel Beckett

”Le parole mancano, ci sono delle volte in cui perfino loro mancano. Non è vero Willie? Non è vero che perfino le parole mancano, a volte? E che cosa si deve fare, allora, aspettando che tornino?“

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