“Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato”

Haruki Murakami

Giovedì, 27 Giugno 2019 00:00

PSCK19 − Intervista a Salvatore Tramacere

Scritto da 

Dal 2 al 5 luglio il Napoli Teatro Festival Italia ospita il Puglia Showcase Kids 2019 ovvero − per citarne il sottotitolo − “una vetrina di teatro e danza pugliese per i ragazzi". Tre spettacoli al giorno, tra il Teatro Nuovo e il Cortile delle Carrozze del Palazzo Reale di Napoli; eterogeneità dell'espressione artistica; un insieme di storie differenti e la possibilità, per gli spettatori campani, di conoscere parte dell'eccellenza del nuovo teatro proveniente dalla Puglia.
Il Pickwick, in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, ha deciso di anticipare e di accompagnare la presenza carnale degli attori con interviste che favoriscano la conoscenza dei teatranti che saranno di volta in volta in scena in città.



Per cominciare: raccontateci la vostra storia e i vostri spettacoli e – attraverso gli spettacoli – la vostra poetica, il vostro modo di stare in scena.
Il Teatro Koreja è una storia plurale: è la storia di molte persone, incontri, luoghi diversi, visioni. Il primo nucleo del Teatro Koreja, Campo d’azione Teatrale, nasce nel 1985 ad Aradeo, piccolo paese della provincia di Lecce. Il primo gruppo di Koreja non ha frequentato scuole o accademie teatrali, è stata l’esperienza e il linguaggio del teatro che, messo in pratica, ha generato un’idea fattiva su come cambiare il proprio paese. Koreja è la storia di incontri straordinari e meravigliosi, nomi come Pina Bausch, Eugenio Barba, César Brie, Iben Nagel Rasmussen che si sono trovati in un piccolo paese in cui  la produzione di tabacco era il fulcro di un’economia rurale e la maggior parte dei ragazzi migravano in Svizzera, Germania. Koreja è invece diventato il centro di una migrazione al contrario: l’arrivo e la permanenza di questi artisti che portavano con loro lingue, culture e storie diverse, ha definito il carattere, la vocazione e l’identità di questo teatro. Ancora, enorme importanza ha avuto il trasferimento a Lecce nel 1998 e l’acquisto di una fabbrica di mattoni alla periferia della città, nel quartiere Borgo Pace. Ci siamo inventati un luogo: i Cantieri Teatrali Koreja, in cui oggi lavorano ogni giorno venti persone, un luogo che è un centro culturale, un presidio di sicurezza per il quartiere e abbiamo costruito, grazie alla Regione Puglia, una foresteria con quattro stanze per ospitare gli artisti e non solo.
Il Teatro Koreja ha un’identità che si basa sulla comunione d’intenti tra un’idea progettuale e la sua realizzazione mediante il lavoro nel teatro, dagli aspetti artistici a quelli organizzativi. Stratificazione culturale, una nuova identità e marginalità sono i princìpi che ci definiscono.
Il Teatro Koreja è, a tutti gli effetti, un opificio, un cantiere teatrale. Come Centro di produzione, di sperimentazione e di teatro per l’infanzia e la gioventù, riconosciuto dal MiBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali), crediamo che la produzione di nuovi spettacoli debba essere lo specchio della nostra poetica artistica.
I nostri spettacoli sono progetti che durano anni, che crescono insieme a noi, che diventano parte della nostra storia. Solo per citarne alcuni, Giardini di plastica, spettacolo senza testo visto e apprezzato in tutto il mondo da quattro generazioni di bambini; Paladini di Francia, che da dieci anni coniuga lavoro d’attore, design, artigianato di qualità e che nel 2019 è stato riallestito in coproduzione con una compagnia parigina, Théâtre Le Girandole, ed è stato replicato per dieci giorni a Parigi. Käter i Rädes. Il naufragio, opera scritta da Alessandro Leogrande, è un connubio fra racconto teatrale, classicità del linguaggio e musica contemporanea, Mangiadisk in cui l’utilizzo del video non solo è finalizzato alla creazione dello spazio scenografico virtuale ma come linguaggio che interagisce con il lavoro scenico, e infine Operastracci, che è lo spettacolo che andrà in scena al Puglia Showcase Kids.
Queste produzioni sono il biglietto da visita di Koreja e rappresentano la sua poetica e la sua identità artistica: una pluralità di drammaturgie il cui obiettivo è cercare ogni giorno domande scomode e nuove a cui rispondere a mezzo teatro.


Il teatro pugliese, in questi anni, si è caratterizzato per una costante relazione col territorio: dalle residenze “abitate” a un’attività creativa che non si è limitata alla proposta spettacolare. Che relazione avete avuto e/o avete col contesto di appartenenza?

Koreja esiste da trentaquattro anni e ha contribuito alla crescita del settore in questa regione. Possiamo dire di aver vissuto vari step e da noi sono passati gran numero di operatori culturali e attori del territorio. In un certo senso siamo precursori, è un onore per noi riconoscere la nostra storia. Abbiamo fatto naturalmente, con qualche aiuto di qualche visionario del territorio, portando avanti con ostinazione il nostro progetto, accogliendo e formando. Educazione al teatro e professionalizzazione hanno sempre distinto il nostro progetto artistico. Siamo sempre stati una residenza artistica, fin dai tempi di Aradeo dove Koreja risiedeva nel Castello Tre Masserie. Adesso ai Cantieri Teatrali Koreja abbiamo, come detto, anche dodici posti letto, e siamo venti persone a vivere il teatro ogni giorno. Collaboriamo con tutti gli operatori del territorio e continuiamo a pensare che questo territorio abbia ampio margine di sviluppo, anche culturale.


Per più di un decennio la Puglia ha rappresentato – sul piano organizzativo, strutturale ed artistico – una “nuova frontiera” della teatralità italiana. Quali sono le condizioni attuali del sistema teatrale pugliese?
Il privilegio di avere una regione viva, sempre attiva e con un fermento culturale invidiabile è sempre stimolante. Per noi che abbiamo contribuito al sistema teatrale pugliese è sempre sfidante rendere la nostra regione sempre più internazionalizzata e destagionalizzata grazie anche alle attività culturali che promuoviamo e organizziamo ogni anno da circa un trentennio. D’altro canto, la crisi culturale attuale è certamente un fenomeno internazionale che sta impoverendo gli animi delle persone a causa di numerosi fattori. La politica culturale regionale ha, invece, voluto alzare molto l’asticella in questi anni progettando e investendo in cultura molte risorse. Ad oggi è importante trovare un equilibrio che dia modo sia alle imprese culturali più strutturate che a quelle meno solide di raggiungere obiettivi confacenti. Fare cultura resta comunque un atto di resistenza e la nostra Puglia resiste e ogni giorno troviamo nuovi stimoli e possibilità all’interno dei Cantieri, grazie a chi ci segue e grazie agli scambi con l’altra parte dell’Adriatico, con la quale abbiamo un rapporto continuativo.


Puglia Showcase Kids è una rassegna di teatro dedicata innanzitutto agli spettatori più giovani. Ebbene: è cambiato, negli ultimi anni, il modo in cui parlare e mettersi in relazione con bambini e adolescenti? Ed è ancora accettabile la definizione “teatro ragazzi” o è più corretto dire di teatro tout public?
Ogni volta che ci chiedono che tipo di teatro facciamo, noi rispondiamo “teatro”. Questa è l’unica risposta che ci viene da dare. Un teatro che risponda alle esigenze attuali, un teatro che, sia esso per bambini o adulti, possa far riflettere e ponga domande.


A Napoli portate Operastracci. Che spettacolo è? Cosa vedremo?
Operastracci. O dell’educazione sentimentale
è uno spettacolo tout public senza testo, che mette insieme l’opera lirica europea e il Bunraku, antichissima tecnica teatrale giapponese, cuciti insieme da tre attori che si interrogano su quali modelli comportamentali e culturali i ragazzi vivono e il proprio rapporto con i sentimenti.
È uno spettacolo che, nella sua leggerezza, vuole esplorare quanto, in questa società, incidono modelli fondati sul narcisismo, l’egoismo e talvolta la violenza. Parla di sentimenti mediante quadri teatrali che, pur senza parole e con l'aiuto delle più famose arie d'opera, mettono in scena quel complesso viaggio di crescita che è la vita. Nello spazio scenico simile ad un ring, una montagna di stracci, grazie agli attori, diventa veli, palloni, guantoni, pance, e addirittura bambole/marionette che si fanno carico di sentimenti forti come la tenerezza, il ricordo e l'elaborazione della perdita.
Le arie del melodramma, sorreggono le atmosfere, le emozioni e persino i giochi, con la misteriosa magia con cui una voce lirica riesce sempre a coinvolgere chi l’ascolta.
Occorrono trenta metri di stoffa per confezionare una sola delle marionette che nascono dalle mani degli attori sotto la vista degli spettatori. Ci vuole un’ora per tentare di raccontare i sentimenti di due ragazzi e il mistero dei legami, degli affetti. È uno spettacolo evocativo che attraversa i linguaggi delle arti e fa risuonare i vissuti quotidiani inquadrandoli in un contesto “altro” che, nella distanza, rende possibile affrontare temi delicati come i sentimenti, sempre più necessari a una generazione digitale.


Da un lato Puglia Showcase Kids prevede la coabitazione tra compagnie differenti per percorso, lessico ed esperienze – così favorendo la riconoscibilità reciproca tra chi fa teatro – e, dall’altro, consente il confronto con un pubblico extra-regionale, nuovo, inedito. Quanto è importante, dunque, una vetrina del genere in termini di maturazione ulteriore e di possibilità circuitative?
Il settore dello spettacolo dal vivo è in forte crescita nella nostra regione, una Puglia sempre più orientata a sviluppare offerta culturale e a sostenere la creatività, soprattutto quella giovanile, anche in linea con le disposizioni ministeriali. È per questo che tutte le politiche culturali orientate a sviluppare possibilità circuitative risultano essere sempre un’occasione preziosa, per mettere insieme pratiche e modalità di lavoro, visioni, estetiche e poetiche, specie se si vuole puntare a qualità e innovazione. Abbiamo spesso occasione di partecipare a showcase nazionali e internazionali e ci piacerebbe poter condividere in maniera più collaborative anche una proposta progettuale circa l’organizzazione di eventi di questa natura.





Puglia Showcase Kids 2019 è un progetto della Regione Puglia, ideato e realizzato dal Teatro Pubblico Pugliese, finanziato nell’ambito delle FSC 2014-2020 “Interventi per la tutela e valorizzazione dei beni culturali e per la promozione del patrimonio immateriale”, Progetto Sviluppo e Internazionalizzazione della Filiera Culturale e Creativa dello Spettacolo dal Vivo – Teatro Danza.

www.pugliashowcase.it
Pagina Facebook Teatro Pubblico Pugliese
Pagina Facebook Puglia Showcase Kids 2019

Lascia un commento

Sostieni


Facebook