"È vero che non bisogna confondere la critica con la maldicenza o il gioco al massacro; ma altrettanto vero e forse ancor più dannoso è confonderla con la complicità e la propaganda"

Giovanni Raboni

Domenica, 13 Gennaio 2013 15:52

Magia dell'uovo

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Cominciamo ab ovo. Anzi prima dell’uovo, c’è una gallina? Potrebbe chiamarsi Cicirinella e ingravidare per ingestione uno Zeus/Pulcinella, che si divide in tanti pulcinellini multicolori, che dal '600 hanno trapiantato per il mondo un seme di Napoli, ma che non sono altro che gli eredi, forse, di misteriose e più antiche tradizioni, che si ritrovano, pare, da Creta all’America Latina.

Ma ricominciamo dall’uovo, prima di perderci nell’antica querelle del diffusionismo.
Sulla scena, la scena e i suoi resti, le sue spoglie e le sue coltri. L’atavico tendone delle guarrattele al centro, a terra le marionette, le maschere, le valigie, cenci multicolori e polifonici. Il Diavolo, la Morte, Mr. Punch, Monsieur Polichinelle... Frammenti di memorie e frammenti della memoria, personale e collettiva. A sinistra un’arpa e Zena a suonarla, enigmatica e fiabesca col suo cappello e la gonna rosa. Ed ecco irrompere Pullecenella citrulo, chiocciante, che insegue con una scopa di saggina un uovo (l’uovo cosmico del racconto orfico della creazione?) e ci fa rotolare in un viaggio che comincia a Spaccanapoli, alla Chiesa dei Sette Dolori, e finisce a Spaccanapoli, dove capita di sentire suonare Zena e in quella piazza San Domenico Maggiore dove in anni trascorsi insieme ad altri bambini abbiamo scoperto il primo incanto del teatro.
Dall’uovo della creazione si spande il plasma fecondo e vitale di Pulcinella, eterno e mutevole. Identità e dissonanze. Qui e altrove. Casa e il mondo. Si è parlato di recente di identità, popoli che hanno e preservano la loro identità. E Napoli? Napoli è a suo modo l’uovo cosmico, il luogo in cui tutto si mescola e tutto viene rifuso sub specie hilaritatis, con tutto il dolore della nascita, dell’espulsione dall’alveo, con tutta la magia screziata di escremento della nascita, umana o avicola, o pollicinesca se si preferisce...
La prima tappa è relativamente vicino casa, in Spagna, dagli eredi di Federico Garcia Lorca. Volendo omaggiare il poeta, Brunello Leone aveva scelto una sua poesia, “Corazón con siete puñales”, senza sapere perché. Quel moto del cuore, o magari dell’istinto, gli si svela a casa del poeta, quando vede l’immagine della Madonna dei sette dolori, col cuore trafitto dalle sette spade e per una volta qualcuno sentì rivivere, nello spirito di questa nera maschera napoletana che mise in scena il combattimento di Pulcinella con la Morte, lo spirito del poeta, forse il suo novello carro di Tespi, il recupero dell’anima vera e profonda dei popoli e delle persone.
Il viaggio di Brunello Leone ci porta in giro attraverso il mondo e lo spazio per riportarci a casa, più consapevoli ma in maniera lieve lieve, senza pesantezza accademica, senza prendersi troppo sul serio, conservando ciò che rende grande questo grande pulcino, lo rende essenziale alla vita, lo fa rimpiangere dalle altre maschere. Pulcinella viaggia. Nel corso del ‘600 compagnie di commedianti napoletani si trasferirono in Francia e in Inghilterra, mettendo in scena i canovacci della commedia dell’arte e dando vita, per germinazione (nel mondo del teatro, nel regno di Dioniso, la generazione e la nascita avvengono spesso in forme e attraverso aperture non canoniche...), a nuovi Pulcinella, con la stessa voce chioccia del capostipite, ma trasformati, magari incattiviti, dalle traversie del viaggio. E così nascono Mr. Punch in Inghilterra (Pulcinella/Punchinello/Mr. Punch) e Polichinelle in Francia (Pulcinella/Polichinelle), anche loro pronti a distribuire mazzate (letteralmente colpi di mazza) a destra e a manca, per la gioia e l’incanto di grandi e piccini. Gioia e incanto. Adulti e bambini. Il teatro delle guarrattelle, per molti di noi, a Napoli, forse è stato davvero il primo incontro con il teatro, con la magia che sprigiona dalla maschera e dalla voce. La sospensione dell’incredulità, l’essere uno e molteplice su molteplici piani: si scinde il sé nei personaggi in scena e si fonde il sé in quel sé collettivo che si stringe attorno al tendone e sgrana gli occhi per sentirsi raccontare, oggi come allora, un’altra storia.

 

 

 

Viaggio misterioso con Pulcinella. Racconti, burattini, pupi, marionette, ombre, maschere e oggetti misteriosi
di e con
Bruno Leone
con la partecipazione di Zena Rotundi
lingua Italiano, Napoletano, Inglese, Francese
durata 1h 20’
Napoli, Sala Assoli, 12 gennaio 2013
in scena 11-13 gennaio 2013

 

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