“L'unica cosa che mi interessa è come cominciare, come continuare e come finire una frase”

Danilo Kiš

Grazia Gala

Ultimo saluto a Carlo Lizzani, signore del Neoralismo italiano

Una triste notizia, un fulmine a ciel sereno che ha lasciato tutti senza fiato è stato l’avvenimento che ha visto come protagonista un padre del cinema italiano: Carlo Lizzani si è suicidato all’età di novantuno anni saltando dal balcone della sua casa romana. Una grande salto nel vuoto, lo stesso vuoto che ha lasciato nel mondo del cinema: attore, regista, sceneggiatore e critico, Carlo Lizzani ha dedicato la sua vita al servizio della Settima Arte ripercorrendo la storia del nostro Paese attraverso i suoi occhi, la sua penna, il suo sguardo attento, i suoi film.

Adiòs Gringo! Storia di una cicatrice western

Sguardo magnetico, fisico scultoreo, affascinante a mai sopra le righe, fuori e dentro il set: Giuliano Gemma, classe 1938, è stato uno degli attori, forse l’unico, in Italia a dare volto, voce e corpo ad un dei generi più in voga negli anni Sessanta, lo spaghetti-western.
La concorrenza era spietata: il nostro Giuliano Gemma doveva vedersela con la coppia Leone/Eastwood che aveva realizzato proprio poco prima de Una pistola per Ringo con Montgomery Wood, alias Giuliano Gemma appunto, il famoso Per un pugno di dollari. Una competizione che però Gemma non subì molto e non scalfì la sua bravura e popolarità: alla fine degli anni Sessanta il suo nome era una garanzia di qualità e riuscita al botteghino.

V.M. – Memoria volatile

Nonostante la sigla del titolo V.M. possa far pensare ad un racconto piccante dovrò deludervi: l’unico divieto non è indirizzato ai minori di 18 quanto piuttosto ai deboli di ricordi e ai malati terminali di malinconia.
Pochi giorni fa mi è successa una cosa a metà tra il catastrofico e l’ironico (ironico posso dirlo solo ora che il peggio è passato, sia chiaro) e come spesso accade, al di là del fatto in sé, piccole storie di follia domestica si possono trasformare in veri e propri spunti per riflettere o aprire qualche cassetto nascosto della nostra mente.

Da oggi nelle sale “L'écume des jours”, l'amore secondo Michel Gondry

Scrivere una recensione di un film lasciandone trapelare solo l'atmosfera senza svelare nulla, troppo, della trama spesso è un'impresa molto più ardua di quanto si possa immaginare.
Ebbene oggi proverò con un'impresa ancora più titanica (si, sono masochista): provare a convincere voi (e me stessa) a vestirvi questa sera, scendere e andare al cinema per vedere un film che oggi esce nelle sale italiane.

(R)estate al cinema

L'estate ha molti lati negativi: non appena si fa mezzo metro si suda come un cinghiale in riserva, tutti più nervosi per un nonnulla, l'ansia che ogni occasione “comandata” genera ogni volta. E poi c'è lei, la domanda alla quale tutti vogliono fuggire più di qualsiasi altra cosa al mondo, il quizzone che ti fa rimpiangere di non essere emigrato il 31 Maggio verso luoghi remoti: “Cosa fai quest'estate?”. Peggio c'è solo il capodanno, in tutta onestà.

Intervista coi vampiri: una giornata particolare con l'Amygdala Production

2 Agosto, ore 22:00, Napoli.
Sono qui nella mia stanza nell'afa estiva per scrivere il diario di una giornata atipica: con un po' di fantasia il mio personal computer diventa un calamaio e il mio mouse una piuma bianca: voilà! Ora mi sento davvero come Jonathan Harker, uno dei protagonisti del romanzo di Bram Stoker, Dracula.
Tutto è iniziato questa mattina: armata di straccetto d'aglio e croce (la prudenza non è mai troppa non si sa mai) mi accingo ad incontrare i miei ospiti. Sono in leggero ritardo e mi affretto: non bisogna scherzare coi vampiri, possono sempre reagire male e azzannarti la giugulare, meglio tenerli buoni.
Da lontano li vedo arrivare e, per mia fortuna, non sono in gruppo ma solo due: Roberto Colasante e Flavia Razzano, videomakers, rispettivamente “vampire” director e “vampire” editor di un progetto 'made in Naples', una casa di pruduzione indipendente che già dal nome ci suggerisce che  bisogna aver paura: Amygdala Production. L'amygdala è infatti proprio quella parte del cervello che gestisce le emozioni, in particolare la paura: non stupisce quindi che il loro ultimo lavoro, Linee di sangue, un trailer vecchia maniera, indaghi proprio l'universo dark e sinistro dei vampiri.

Dio perdona, Edipo no

È stata presentata all’ultimo Festival di Cannes – attesa dai critici e dai fan che ancora ricordano Drive (diventato un vero e proprio fenomeno di culto) – l’ultima fatica del regista danese Nicolas Winding Refn: Solo Dio perdona (Only God Forgives). In mezzo a tali aspettative, per alcuni disattese, questo film si discosta in maniera oggettiva da Drive su molti aspetti: se si parla di perdono quindi, molti degli estimatori del regista non gli avranno di certo perdonato questo scivolone.

Eppure Solo Dio perdona non è da considerarsi un flop né un film qualitativamente inferiore. Dimentichiamo l’eroe solitario e silenzioso di Drive, che sacrifica se stesso per una causa più grande, ed entriamo in un mondo dove i protagonisti rappresentano la miseria dell’uomo nel senso più profondo e morale del termine: qui si parla di vendetta e di Edipo, con tanto di complesso al seguito.

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