“D'un tratto, per qualche motivo imponderabile, mi sentii profondamente addolorato per lui e bramai di poter dire qualcosa di reale, qualcosa con ali e cuore, ma gli uccelli che desideravo si posarono sul mio capo soltanto più tardi quando fui solo e non avevo più bisogno di parole”.

Vladimir Nabokov

Paolo Lago

L’"Estate crudele" di Alessandro Bertante: un urlo dall’abisso di una 'civiltà al tramonto'

Il tempo ha perso valore, come le distanze.

Io sono un sopravvissuto.

 Alessandro Bertante, La magnifica orda

 

 

Fornire strumenti agli imbonitori da fiera è l’ultima delle bassezze possibili di una civiltà al tramonto. Ho bisogno di vento. Ho bisogno di pioggia.

Alessandro Bertante, Estate crudele

 

 

"Io sono solo, sconfitto, imprigionato e ingannato tutti i giorni di questa estate rovente": così inizia l’ultimo romanzo di Alessandro Bertante, Estate crudele. È subito solitudine, una solitudine che divora e attanaglia il protagonista io narrante, Alessio Slaviero, personaggio che già compare nel precedente romanzo-breve dell’autore, La magnifica orda.

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