“Che diamine, se sapessi chi è Godot non credete che l'avrei detto nell'opera?”

Samuel Beckett (ai critici)

GianLorenzo Franzì

Due avvistamenti teatrali

Un incontro tra generazioni lontane, idealmente rappresentate da una nonna e un bambino che si incontrano per le strade di una notte solitaria che riunisce le loro solitudini, racconta di un bimbo di sette anni che scappa di casa e di Lina, che ha dieci volte sette anni ma anche lei è scappata da quella che dovrebbe essere la sua casa ora. I due attori si muovono sulla scena sul tappeto musicale di Enrico Messina, composto da un mix di musiche al pianoforte di Gershwin e dello stesso Messina: i loro dialoghi sembrano destrutturati fino a un punto zero, che ricerca la descrizione senza orpelli di sentimenti senza infrastrutture inquinate da altro. Ma l’affanno della semplicità mi pare diventi spesso leziosità in metafore fin troppo basiche per essere coinvolgenti, e la tenerezza di una storia di amicizia fin troppo vista è stucchevole.

In un salone da barbiere, il 9 maggio 1978

Una giovane drammaturgia per raccontare una giornata particolare in Sicilia. La pièce di Currò e Arimatea è infatti ambientata il 9 maggio 1978, giorno del ritrovamento di Aldo Moro in via Caetani: ma la storia è chiusa nelle quattro mura di un salone da barbiere di provincia, equamente divisa tra dramma e commedia.

“Patres” e l’erranza dei figli senza padri

La scena è spoglia.
Un ragazzo su una sedia, dietro di lui panni stesi su un filo.
Dopo un po’, arriva il padre.
Da una messa in scena semplice e quasi scabrosamente spoglia, la drammaturgia di Saverio Tavano intesse una trama fitta che parte e viaggia sicura fino alla fine: il ragazzo non ha nome, ma è un moderno/antico Telemaco, e neanche il padre viene mai chiamato in alcun modo.

Roberto Latini e la conquista della parola rivelata

Amletmachine (tradotto dal tedesco, piu o meno La macchina di Amleto, 1977) è un dramma postmoderno del regista Heiner Müller, liberamente ispirato alla tragedia di Shakespeare: è un testo estremamente aperto pure se denso, che si lascia interpretare in molteplici modi, dalla tematica femminista alla riflessione sull’autore consapevole della parte che sta interpretando, fino al movimento comunista e quello ecologista.

La rivolta dello schiavo contemporaneo

Il teatro, a differenza del cinema, ha una sua ontologica urgenza mai mediata, una adesione più stretta con la realtà che lo circonda per la sua natura irrimediabilmente in divenire, come un costante interscambio di informazioni che cambia e lo cambia.

Esplorando il senso della parola

La parola, il senso, il testo, il significato e il significante.
La parola.
Quante volte ci si ferma, come in un’epifania al contrario, a chiedersi perché una parola ha questo suono, che potere ha il suono stesso, che senso ha la parola, e quindi che rapporto ha con il suo significato?

Le mamme di Ruccello secondo Danilo Giuva

La scena è nuda.
Una sedia, una tenda nera che scopre un panno bianco con un enorme cuore anatomico.
Il cuore inizia a battere, così come la vita prende forma all’interno dell’utero della donna.
E il narratore arriva in scena, viene alla luce.
Inizia a raccontare.

“Perle”: Dodi Battaglia in concerto

Chiariamo subito una cosa: Perle, il doppio cd con il quale Dodi Battaglia ripercorre (per la seconda volta, dopo il lavoro del 2017, … E la storia continua), è un’operazione prima di tutto coraggiosa. Perché il due volte premiato come “Miglior chitarrista europeo” − da Die Zeitung nel 1981; da Der Spiegel nel 1986 − non fa una selezione furba scegliendo le hit dei Pooh, ma ripercorre i cinquant’anni di carriera del gruppo più longevo della storia del pop attraverso le tracce più nascoste ma più personali, forse più amate dai fan.

Di quei silenzi che stanno attorno alle parole

Ogni volta che Roberto Latini sale su un palcoscenico, piccolo o grande che sia, è un evento. Autore capace di spogliare la scena, di spogliarsi di tutto e allo stesso tempo riempire di senso e di emozione ogni istante, ha deciso di leggere i versi di La delicatezza del poco e del niente. Non è la prima volta che Latini affronta un testo in versi: d’altronde, ben si sposa la forza con cui l’autore romano piega le parole alle sue volontà interne con lo sforzo che il poeta fa per piegare la grammatica ai suoi versi.

Appunti su "La vita bugiarda degli adulti"

Una frase sentita per caso (o no...), un parente lontano, le insicurezze della vicina adolescenza: parte da questi elementi il percorso di crescita di Giovanna, che sentirà la sua vita fino a poco prima serena sgretolarsi fino a credere di non avere più nulla.

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