“Il risultato fu penoso: silenzio, imbarazzo, stupore. Si sentì volare la parola canovaccio; qualcuno chiese se si trattasse di una tragedia o di una commedia. Quasi tutti furono d'accordo nel giudicare il testo irrappresentabile. Fu così che Čechov − lo sguardo basso, le mani in tasca, a piccoli passi lentissimi − se la filò in albergo, sulla Tverskaia, senza farsi notare”

Cesare Garboli su "Le tre sorelle"

Mercoledì, 27 Febbraio 2019 00:00

Jung e l'immagine filmica

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Mercoledì, 08 Ottobre 2014 00:00

"Bisognerà"...

Pubblicato in Letteratura
Lunedì, 01 Settembre 2014 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Carlo Maltese

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Domenica, 15 Dicembre 2013 00:00

L’enigma della vita

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Mercoledì, 27 Febbraio 2013 15:56

Voce di dentro

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