"È vero che non bisogna confondere la critica con la maldicenza o il gioco al massacro; ma altrettanto vero e forse ancor più dannoso è confonderla con la complicità e la propaganda"

Giovanni Raboni

Giovedì, 26 Dicembre 2013 00:00

... mi butto, tanto è morbido!

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Tu che sei pieno come un tacchino nel giorno del ringraziamento.
Tu che hai gli struffoli della nonna e l’uvetta che ti escono dalle orecchie.
Tu, che hai già perso miriadi di monetine e cerchi invano un modo per barare a tombola, se stai leggendo questo articolo sei proprio nel posto giusto.
Lascia perdere i giochi da tavola e le rimpatriate tra parenti più o meno serpenti e fai fuoriuscire il Grinch che è in te e che sta scalpitando. Riesco a sentirlo persino io da qui!

Senza troppa falsa retorica e per non sembrare la solita sociopatica patentata, non è che odi il Natale, anzi: mi piacciono le luci, le vetrine addobbate, la quantità spasmodica di colore rosso che invade case, strade, tovaglie, stelle e palle natalizie. Per non parlare delle mangiate assolutamente prive di senso di colpa – in assoluto le migliori – perché tanto “si sa, a Natale si può sgarrare”.
La famiglia che si riunisce per raccontarsi cose di cui non frega nulla a nessuno in sostanza e amicizie che si interrompono dopo una mano di Mercante in Fiera… tutto nella norma. Fino a quel momento. Il momento inquadrabile a circa una settimana prima del 25 dicembre.
Sei da solo perso nei tuoi pensieri passeggiando tra un mercatino e l’altro cercando disperatamente un’idea regalo originale e che non ti faccia vendere un rene. Cerchi di avanzare nella calca di gente che affolla le principali strade della città durante le festività natalizie e qualche gomitata t’arriva sempre.
Uno sguardo di terrore inizia a farsi spazio sul tuo volto che fino a poco prima cantava Let it snow, let it snow, let it snow… No, non mi riferisco ai Babbo Natale appesi ai balconi.
Pensavate forse di essere al sicuro e lo credevo anch’io, invece, il faccione di Christian De Sica su quel manifesto ha detto il contrario: il panettone cinematografico, anzi i panettoni cinematografici, sono stati più puntuali della slitta di Babbo Natale e della sua renna Rudolph.
Qualcuno potrebbe obiettare che in fondo anche il cinepanettone o cinepandoro di Natale fanno parte della tradizione natalizia ma permettetemi di dire una cosa: NO! NO! E NO!
Il mio animo romantico ma pur sempre dotato di un minimo di spirito critico e acido non si lascia scalfire tanto facilmente dalla serie di pisellini luccicanti.
Non sono solo le sale che ci propongono Natale dopo Natale sempre le solite minestre riscaldate, è anche la televisione che consiglia sempre i soliti film, certo. Eppure, sarà che con quei film siamo cresciuti un po’ tutti, quelli sì che fanno parte della tradizione! Pensate a cosa sarebbero le feste se non ci fossero film come Miracolo nella 34a strada, Mary Poppins, Una poltrona per due, e tutta la serie di film d’animazione della Walt Disney. Oltre a questi classici il palinsesto si riempie di proposte e prime tv davvero interessanti e meritevoli d’attenzione.
Nella mia personale playlist dei film delle feste con ambientazione squisitamente natalizia non può mancare Mamma ho perso l’aereo e il secondo Mamma ho riperso l’aereo – Mi sono smarrito a  New York: il famoso “Kevin!!!” della madre del piccolo protagonista di questi due film è diventato un cult. Inoltre non è da sottovalutare la funzione pedagogica di questa pellicola che fornisce ai genitori un bell’alibi e piano d’azione per “smollare” i figli a casa da soli e a quest’ultimi gli strumenti per difendersi da eventuali intrusi. Se poi i figli si ritrovano da soli in una lussuosa camera del Plaza Hotel di New York, albergo vicino a tutti i principali punti d’attrazione della Grande Mela, chi non vorrebbe trovarsi al loro posto?
Per gli amanti dell’horror e per un tipo di rosso natalizio più rosso sangue, un must è Shining, ambientato a Natale e che potrà accontentare tutti quelli che desiderano dire ad una zia particolarmente ficcanaso che non vedono da anni: “Zia, sono a casa zia” esattamente con lo stesso tono sinistro e schizoide con il quale Jack Nicholson si rivolgeva alla sua Wendy.
Per i romantici e per quelli che vanno in cerca della persona più figa in sala nella speranza di un bacio sotto al vischio, Serendipity – Quando l’amore è magia è il vostro film: una commedia romantica, spunto di riflessione su quanto le strade di certe persone facciano dei giri immensi per poi incrociarsi comunque se il destino ha deciso così. Anche qui torna New York addobbata per il Natale e che fa da cornice all’incontro dei due protagonisti, Jonathan e Sara: tra i due non accade nulla, o quasi, ma saranno comunque destinati a rincontrarsi sei anni dopo al Waldorf Astoria Hotel.
Uno dei mie preferiti resta senz’altro Parenti serpenti di Mario Monicelli, commedia drammatica indicata per chi proprio non ne può più di rimpatriate e di spirito natalizio: si sta per festeggiare il Natale e tutti i parenti si riuniscono per le feste. Tutto sembra andare per il meglio (cenone, messa di mezzanotte e scambio di regali), finché il giorno del pranzo di Natale, uno dei protagonisti decide di fare un discorso ai figli: i due anziani genitori non se la sentono più di vivere soli e vorrebbero essere ospitati da uno dei figli, ma questi ultimi sono ben lungi dal desiderarlo. La soluzione al problema sarà trovata dai figli e si esternerà in un piano velenoso e criminoso che sarà realizzato nella notte di Capodanno. Una commedia molto ironica ma che fa riflettere con amarezza su dei problemi molto reali, come gli anziani e la solitudine, che prescindono dal Natale in sé.
Ma se invece avete il portafogli pieno e parenti non troppo attaccati alle tradizioni, la miglior cosa è andare su Internet, selezionare un volo e tornare direttamente l’anno nuovo.
E che lo spirito (natalizio?) sia con voi!

 

Riferimenti cinematografici:

 

 

Serendipity
regia
Peter Chelsom
con John Cusack, Kate Beckinsale, Jeremy Piven, Molly Shannon
paese USA
lingua originale inglese
colore a colori
anno 2001
durata 93 min.


Parenti Serpenti
regia
Mario Monicelli
con Marina Confalone, Alessandro Haber, Tommaso Bianco, Cinzia Leone, Paolo Panelli
paese Italia
lingua italiano
colore a colori
anno 1992
durata 105 min.


Shining
regia
Stanley Kubrick
con Jack Nicholson, Shelley Duvall, Danny Lloyd, Barry Nelson
paese USA
lingua originale inglese
colore a colori
anno 1980
durata 146 min.

 

Mamma ho perso l’aereo
regia Chris Columbus
con Macaulay Culkin, Joe Pesci, Daniel Stern, Catherine O’Hara
paese USA
lingua originale inglese
colore a colori
anno 1990
durata 102 min.


Mamma ho riperso l’aereo – Mi sono smarrito a New York
regia
  Chris Columbus
con Macaulay Culkin, Joe Pesci, Daniel Stern, Brenda Fricker
paese USA
lingua originale inglese
colore a colori
anno 1992
durata 120 min.

 

Per i riferimenti su alberghi fonte: www.trivago.it

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